Curiosita' · Storia

La storia delle staffe

Marco Aurelio

Pima o poi tutti noi abbiamo sperimentato quei dolorosissimi e interminabili giri di campo di trotto senza staffe; utilissimi a migliorare il nostro assetto ma anche a capire quanto, questa piccola parte della sella, sia veramente utile e condizioni fortemente il nostro equilibrio.

Le staffe sono un’invenzione piuttosto recente; se osservate bene la statua di Marco Aurelio qui a fianco, il più antico monumento equestre in bronzo, vedrete come l’imperatore sia seduto su delle gualdrappe con le gambe a penzoloni.

La prima staffa fa la sua comparsa in India, alla fine del II secolo a.C.; molto diversa da quella che conosciamo oggi, era un semplice anello in cui veniva infilato solo l’alluce.
Le invasioni dei popoli che provenivano dalle pianure asiatiche e che avevano una certa dimestichezza con i cavalli, furono decisive nell’introdurre innovazioni significative nelle classiche bardature e di conseguenza portarono anche a un cambiamento nelle tecniche della cavalleria.
In Occidente si deve aspettare il IV-V secolo d.C. per l’introduzione dell’uso della staffa, periodo in cui giunsero cavalieri provenienti dalle zone del Danubio. Con la nascita della cavalleria pesante, la sella venne trasformata; fino ad allora, il peso del cavaliere era gravato direttamente sulla colonna vertebrale del cavallo, ma successivamente, al posto di cuscini e gualdrappe, venne creata un anima rigida, arcuata nella parte centrale, che permettava una migliore distribuzione del peso su zone più robuste dell’animale, alleggerendo il dorso. L’introduzione della staffa contribuì ulteriormente a questa tendenza, e consentì ai cavalieri di affrontare percorsi più lunghi e a velocità più sostenute. Consentivano inoltre di combattere con le mani libere anche durante le cariche al galoppo.

Staffa cilena a scarpa in legno

I primi modelli di staffa furono in cuoio o in legno, ma verso il V secolo si passò a staffe metalliche, ancora piuttosto pesanti; durante il periodo carolingio (intorno all’800 d.C) cominciarono ad assottigliarsi e ad assumere una forma più snella ed elegante.
Un’altra trasformazione si ebbe alla fine del X secolo, quando la staffa diventò più arrotondata. La staffa continuò ad essere oggetto di modifiche dalla fine del Trecento fino a tutto il Seicento, che diedero vita a una grande varietà di tipologie che cercavano di rispondere ad esigenze ed usi differenti: staffe ampie e solide per gli uomini d’arme, più snelle e leggere per la caccia o le passeggiate.

Staffa giapponese Abumi

Alla grande preoccupazione di tutti i cavalieri di rimanere intrappolati con il piede nella staffa in caso di caduta, proposero una soluzione soltanto i giapponesi, che inventarono le cosidette Abumi, o staffe a barca, prive di bracci laterali.

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