Curiosita' · Micropillole

Micropillola / Lo snaking

Lo snaking, che in italiano potremmo rendere con “movimento ondulatorio del collo” è un termine che è stato coniato per descrivere un particolare atteggiamento, soprattutto dello stallone, all’interno di un branco allo stato brado: il cavallo, mentre procede in avanti, allunga il collo verso il basso appiattendo le orecchie all’indietro e facendo oscillare la testa da una parte all’altra. La testa e il collo sembrano allungarsi e si muovono come un serpente, da qui il termine snaking, da snake, serpente.
Si tratterebbe di un atteggiamento intimidatorio, con il quale il cavallo, spesso lo stallone, afferma il proprio dominio sugli altri membri del branco, le cavalle e i puledri, e li fa muovere nella direzione desiderata.

Cavalli famosi · Curiosita' · Storia

Micropillola / La storia di Prometea

6 anni dopo la pecora Dolly, il 28 maggio 2003 nasce in Italia la prima cavalla clonata.
Si chiama Prometea ed è una puledra avelignese identica alla madre, nata da un esperimento condotto con successo da un équipe del laboratorio di tecnologia della riproduzione di Cremona.

Prometea e la madre

La particolarità dell’esperimento sta nel fatto che la madre è stata anche la donatrice della cellula utilizzata, mentre fino a quel momento si credeva che per una buona riuscita dell’esperimento, il feto dovesse essere riconosciuto dal corpo della madre come estraneo da un punto di vista genetico.
Prometea non solo è nata e cresciuta in salute, ma nell’aprile del 2008 diventa anche mamma di Pegaso, nato attraverso l’inseminazione artificiale con uno stallone Avelignese.

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Micropillola / Show hunter vs show jumping

Forse ti sarà capitato di vedere un binomio in un campo in sabbia che salta ostacoli ma di aver saputo poi che si trattava di una competizione di hunter. E’ molto facile confonderlo col ben più noto show jumping o salto ostacoli, ma ci sono alcune differenze sostanziali.
Iniziamo però dalla storia di questa disciplina, che come dice il nome, ha le sue origini nell’antica pratica della caccia a cavallo, un tempo considerata un passatempo per persone nobili e facoltose, e che veniva condotta su percorsi di campagna, spesso cosparsi di piccoli ostacoli naturali come tronchi, cespugli, piccole recinzioni. Ad oggi i concorsi di hunter non hanno niente a che vedere con l’attività venatoria, ma si premiano quelle qualità che un tempo sarebbero state necessarie per una battuta di caccia: compostezza, andature comode e regolari, un’azione sicura e armoniosa sul salto. La disciplina dell’hunter è praticata soprattutto nei paesi anglosassoni come Regno Unito, USA e Canada e al momento non è disciplina olimpica.


Arriviamo ora a quelle che sono le principali differenze tra hunter e salto ostacoli.
La differenza maggiore è il modo in cui i concorrenti vengono giudicati: mentre nel salto ostacoli il giudizio è oggettivo perché si basa sulla velocità e sul numero di penalità commesse, nell’hunter il giudizio è soggettivo, e i giudici sono chiamati a votare come si presenta il binomio esteticamente e livello di affiatamento, la fluidità e la regolarità delle andature, la correttezza dei tempi tra un salto e l’altro ecc.. Il cavaliere viene quindi chiamato ad essere preciso e composto e a curare molto l’assetto.
Altra differenza è la tipologia del percorso: nel salto ostacoli vengono inserite difficoltà tecniche come girate strette o combinazioni di salti complessi, mentre nell’hunter il percorso è generalmente più lineare e semplice.
C’è anche una lieve differenza per quanto riguarda il modo di vestirsi: i cavalieri dell’hunter solitamente tendono ad avere un look più conservatore e formale, così come i finimenti del cavallo sono sottoposti a particolari regole; nel salto ostacoli ci sono meno regole per quanto riguarda l’abbigliamento di cavaliere e cavallo, per cui c’è più scelta e la possibilità di optare per uno stile più casual.

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5 curiosità sui denti del cavallo

La salute dei denti nel cavallo come per l’uomo è fondamentale non solo affinché l’animale possa nutrirsi in modo corretto, ma anche perché trascurarla potrebbe portare a problematiche ben più ampie all’apparato digestivo, alla schiena, agli arti. Bisogna quindi rivolgersi al veterinario per un controllo periodico (una o due volte all’anno), ma penso che anche il proprietario debba avere almeno le conoscenze base sull’argomento anche per poter notare anomalie in anticipo e intervenire prontamente.
Noi intanto vogliamo “svelarvi” 5 piccole curiosità…dicci nei commenti se già le conoscevi!

  1. Anche il cavallo, nei suoi primi anni di vita, ha i denti da latte, più piccoli e bianchi rispetto a quelli da adulto, grossi e gialli; i denti temporanei verranno persi e sostituiti da quelli permanenti a partire dai due anni fino ai cinque circa, quando il cavallo svilupperà la dentatura completa;
  2. I canini, chiamati scaglioni, fuoriescono generalmente soltanto nei maschi; per questo le femmine di norma arrivano ad avere 36 denti, 4 in meno (i canini appunto) dei maschi;
  3. I denti del cavallo sono detti ipsodonti (dal greco ipso = altezza e odonte = dente), perché hanno una crescita continua, con una corona molto sviluppata in senso verticale; questa corona detta “di riserva” rimane al di sotto della gengiva e va a compensare il normale logoramento dei denti dovuto alla masticazione. Questa corona però si esaurisce intorno alla fine dei vent’anni, per cui è normale che un cavallo che ha superato i 30 cominci a perdere i denti;
  4. La dentatura del cavallo si consuma e si rigenera in un sistema efficiente di compensazione; ma questo solo in teoria, perché nella pratica, essendo la mascella più ampia del 30% rispetto alla mandibola, la masticazione porta a un logoramento dei denti irregolare, con la formazione di punte che possono provocare ulcere fastidiose e dolorose nelle guance e sulla lingua. Per ovviare al problema, durante i controlli di routine si può intervenire con lime o frese elettriche per pareggiare i denti;
  5. Sulle barre possono crescere denti irregolari chiamati lupini o denti di lupo che generalmente vengono rimossi perché potrebbero causare fastidi nella masticazione e battere sull’imboccatura.
Diminuzione della corona di riserva durante gli anni
Dentatura completa mascella e mandibola (A incisivi, B premolari, C molari D canini)
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La massoterapia equina – Intervista a Maddalena Benini

Così come per l’uomo, anche per il cavallo esiste il massaggio terapeutico (massoterapia, dal francese masser, massaggiare) volto a prevenire o ad alleviare problematiche all’apparato muscolo-scheletrico. La figura del massoterapista equino è ancora piuttosto sconosciuta qui in Italia, per questo abbiamo deciso di intervistare Maddalena Benini, certificata Equine Sports Massage Therapist e fondatrice di “Equifood&Care”, azienda di prodotti per l’alimentazione e la cura dei cavalli.

1. Parlaci un po’ di te e della tua passione e lavoro.

La mia passione per i cavalli si può dire sia nata con me; già da piccolissima chiedevo a mia madre di essere portata al maneggio con molta insistenza, sebbene nessuno nella mia famiglia fosse mai andato a cavallo. Ho iniziato a montare a sette anni, e da lì non ho mai smesso. Fino a qualche anno fa facevo molte gare di salto ostacoli, esperienza che mi aiuta moltissimo nel mio attuale lavoro perché penso che il cavallo vada soprattutto “vissuto” più che studiato.
Andando avanti con gli anni la mia visione del cavallo è un po’ cambiata ed ho capito che se volevo restare in questo mondo dovevo renderlo un lavoro e non più solo una passione. Da lì la scelta è stata naturale: diventando massoterapista posso vivere nella mia passione, aiutando i cavalli a stare meglio! Mi sono indirizzata verso questo lavoro perché è una attività che si basa principalmente sull’ascolto dell’altro, cosa che purtroppo molto spesso manca per carenza di conoscenza.
All’inizio del 2021 ho aperto anche una attività di vendita di integratori e mangimi di alta qualità, sfruttando le mie conoscenze sull’alimentazione acquisite durante la laurea in biologia e pensando ai prodotti che ho sempre ricercato per i miei animali: Equifood&Care. Questo progetto nasce per fornire ad ogni cavallo un approccio personalizzato a 360° e creare anche uno spazio di divulgazione e confronto grazie ai social e al blog che cerco di mantenere sempre attivi. L’assistenza clienti è sempre attiva e il focus è sempre sul singolo cavallo.

2. Cos’è la massoterapia equina e quali sono i benefici?

La massoterapia è una pratica che ha origini antiche; consiste nel manipolare tutti i tessuti molli del corpo al fine di eliminare le tensioni e riportare l’equilibrio. E’ una tecnica dolce, non invasiva, che si basa sull’ascolto del corpo: nel caso dei cavalli si rilevano le tensioni muscolari, le asimmetrie, i ristagni linfatici, e tramite una serie di trattamenti, si riporta l’organismo in una situazione di armonia.
La massoterapia non deve però essere intesa unicamente come un momento di relax e benessere, ma come un vero e proprio trattamento utile anche per il cavallo atleta.

3. Come si diventa massoterapista equino?

Come formazione accademica ho conseguito la laurea magistrale in biologia che mi ha fornito ottimi spunti per la massoterapia e dato sicuramente delle conoscenze preliminari importanti. Altri corsi di laurea attinenti potrebbero essere, oltre ovviamente a veterinaria, la triennale di benessere animale o la formazione in tecnico veterinario. Ho poi seguito un corso in Inghilterra, certificato da oltre 20 anni, specifico per massoterapisti equini e qui in Italia continuo a seguire corsi e seminari per rimanere aggiornata.
I corsi ovviamente sono importantissimi, ma credo che siano la conoscenza del cavallo e la nostra sensibilità e capacità di saperlo ascoltare ad essere la chiave di questa professione.
La situazione della massoterapia equina in Italia purtroppo non è come all’estero, dove la figura del massaggiatore/fisioterapista è un lavoro riconosciuto e spesse presente in scuderia. Negli ultimi anni anche nel nostro paese c’è stato un aumento di interesse verso questa professione ma al momento mancano ancora i riconoscimenti legali e quindi c’è il rischio di imbattersi in persone che si improvvisano esperti…

4. Per che tipo di cavalli è indicata la massoterapia?

Il trattamento massoterapico è utile per qualsiasi cavallo; sicuramente porta grandi benefici al cavallo atleta, che è sottoposto ad un allenamento intenso e quindi ha rigidità e tensioni che possono compromettere la performance, ma è utile anche al cavallo anziano che tipicamente risente di qualche dolorino legato all’età o di ristagno linfatico. Anche cavalli con patologie croniche possono trovare giovamento da un trattamento mirato sulle loro problematiche.
Ogni intervento viene cucito addosso al singolo soggetto, totalmente personalizzato nelle modalità e nella durata.

5. Il massaggio viene usato per attenuare un dolore o anche per prevenirlo?

Il trattamento viene usato sicuramente per alleviare il dolore quando è già presente ma tenere il cavallo regolarmente massaggiato può aiutare molto a prevenire le comuni cause di contratture e dolore muscolare. Inoltre aiuta molto a drenare i fluidi e eliminare le tossine.

6. Si usano solo le mani o anche particolari dispositivi/strumenti?

La massoterapia è una terapia manuale, quindi fondamentale e imprescindibile è l’utilizzo delle mani. Queste non possono essere sostituite da nessuno strumento, perché nessuna macchina potrà avere la stessa sensibilità e attenzione. A fine trattamento, per amplificare l’effetto benefico, si possono usare gli ultrasuoni o la tecar (macchinario elettromedicale che genera calore all’interno dell’area anatomica bisognosa di cure) in quei punti in cui il cavallo ha particolare necessità. Personalmente mi sto attrezzando per avere qualche macchinario anche per poter collaborare con i veterinari in modo più completo.

7. Ci sono dei massaggi “base” che possono imparare anche i non esperti del settore? O è sempre meglio rivolgersi ad un esperto?

Personalmente a fine seduta concordo con il proprietario un piano di esercizi che può portare
avanti in autonomia, se necessario, ma si tratta fondamentalmente di esercizi di stretching o
da svolgere in sella. Difficilmente insegno il massaggio perché servono comunque delle mani esperte per percepire le tensioni e capire dove applicarlo.

Maddalena Benini 
(Sono disponibile per trattamenti e consulenze in tutto il nord e centro Italia.)
Equifood&Care – Nutrizione e Massoterapia equina 
www.equifoodandcare.it
info@equifoodandcare.it
329 9311681