Attualità · Cavalli famosi · Curiosita'

Errori in Spirit, cavallo selvaggio

Nonostante il cartone della Dreamworks sia sicuramente nella lista dei film preferiti di un cavaliere che si rispetti, in questo film d’animazione sono stati commessi alcuni errori “imperdonabili” che riguardano proprio il mondo del cavallo. Sinceramente, sebbene l’abbia guardato innumerevoli volte, io non li avevo notati tutti…e tu?

  • All’inizio del film si vede uno Spirit appena nato con una dentatura già completa, quando invece ancora non dovrebbe avere denti (immagine1)
  • sempre all’inizio, il puledrino si ferma a bere, ma lecca l’acqua come un cane, quando invece i cavalli la succhiano (immagine 2)
  • Spirit racconta di essere diventato capobranco del Cimarron “come mio padre prima di me” ma questo non è possibile; i giovani stalloni si separano dal loro branco, altrimenti finirebbero per accoppiarsi con cavalle che sono loro madri e/o sorelle;
  • nel branco di Spirit ci sono due puledri, protagonisti della scena dell’attacco di un coguaro; e nonostante Spirit starà via per diverse stagioni, quando torna i due puledri non sono minimamente cresciuti; (immagine 3-4)
  • nel campo dei Lakota si vede un recinto per i cavalli, ma gli indiani d’America non ne avevano; li lasciavano pascolare liberi supervisionati dai giovani della tribù.

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Xanto e Balio, i cavalli di Achille

Il mito di Achille è uno dei più ricchi e famosi della mitologia greca: tutti sanno dell’assedio di Troia, dell’inganno del cavallo, del tallone che gli costò la vita. Ma forse pochi conoscono i suoi due cavalli immortali, Xanto (che significa “fulvo, baio”) e Balio (che significa “pezzato, pomellato”).

I due animali erano figli dell’arpia Podarge e di Zefiro, il più veloce dei venti, ed erano stati regalati al re Pelèo da Poseidone; erano cavalli eccezionali non solo per l’incredibile velocità e per il fatto di essere immortali, ma anche perché avevano il dono della parola.
Pelèo li dona poi al figlio, Achille, affinché conducano il suo carro durante la guerra di Troia.

“Questi, dunque, per lui strinse al giogo i veloci cavalli, Xanto e Ballo, che al pari correvan col soffio dei venti.”
(Iliade canto XVII)

A Xanto e Balio si affezionerà molto anche lo sfortunato Patroclo, grande amico di Achille, e quando il giovane cadrà in battaglia, i due animali lo piangeranno, rifiutandosi di tornare a combattere, la testa abbassata e le criniere fluenti che sfiorano il terreno. Anche Zeus si impietosisce di fronte alla forte compassione dei cavalli nei confronti del loro auriga, ma poi interviene affinché ritornino alla guerra, scuotendo via la polvere dalle loro criniere.

Condurranno il carro di Achille anche nell’infelice gesto di trascinare il corpo del rivale Ettore lungo tutte le mura di Troia.
Sarà Balio infine a predire all’eroe la morte imminente:

“E Baio a lui rispose, corsiere veloce, dal giogo,
sùbito giù chinando la testa (…)
n Certo, anche adesso te salveremo, divino Pelide;
ma t’è vicino il giorno che devi morire; e la colpa
noi non abbiamo”
(Iliade canto XIX)


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Micropillola / Il pony degli Hobbit

Nel famosissimo e pluripremiato film de “Il Signore degli Anelli” certo non mancano le scene con cavalli, molti di loro con nomi e storie proprie. Ma forse c’è n’è uno in particolare che più di tutti ci ha fatto tenerezza: è Bill, il piccolo palomino che accompagna gli hobbit nel loro viaggio fino a Gran Burrone.

Secondo il racconto di Tolkien, Bill viene comprato da Aragorn a Brea da un losco personaggio che lo maltrattava, e accompagnerà la compagnia per lo più come animale da soma fino al regno degli Elfi. Sam si affeziona particolarmente a Bill, tanto che quando Gandalf gli ordinerà di lasciarlo andare per farlo tornare a casa, per l’hobbit sarà un addio doloroso.

Durante le riprese, vista la necessità di avere una cavalcatura che suggerisse le piccole dimensioni degli hobbit, Bill è stato interpretato da due cavalli diversi: Shane, un Quarter Horse e Rastus, un pony Shetland.

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Il Cadre Noir

Il Cadre noir è un gruppo di ecuyers, letteralmente “cavalieri”, istruttori della scuola di equitazione francese di Saumur (École Nationale d’Équitation, ENE). Cadre fa parte della terminologia militare nata durante le guerre napoleoniche e stava ad indicare un gruppo di ufficiali incaricati di formare e dirigere le truppe; noir invece fa riferimento al colore nero dell’uniforme di questi cavalieri, indossata durante le esibizioni.

La scuola nasce per formare gli ufficiali della cavalleria francese e qui vengono professati gli insegnamenti di grandi esponenti della tradizionale equitazione francese, primo fra tutti François Robichon de La Guérinière, che scrisse molto sull’arte del dressage e fu egli stesso istruttore di equitazione di re Luigi XV.
Dopo la seconda guerra mondiale, quando ormai appariva inutile una scuola di equitazione per fini militari, venne riconosciuto il grande prestigio internazionale della scuola di Saumur, che insieme alla Scuola Portoghese di Arte Equestre a Lisbona, la Scuola Spagnola di Vienna e la Scuola Reale Andalusa di Arte Equestre a Jerez de la Frontera, rappresenta una delle 4 accademie di equitazione classica più autorevoli al mondo.
Nel 1972 nasce la scuola nazionale di equitazione attorno a quello che era la scuola del Cadre Noir, e i suoi insegnanti ne andranno a costituire i maggiori istruttori. Ad oggi la maggior parte dello staff è civile, ma ci sono ancora esponenti dell’esercito.
A differenza per esempio della scuola viennese, dove vengono usati soltanto Lipizzani, al Cadre Noir si trovano diverse razze come il Selle Français, il Purosangue, l’Anglo-arabo e il Lusitano.

Nelle esibizioni del Cadre noir, forse gli esercizi più spettacolari sono i cosidetti sauts d’école o airs relevés, in cui il cavallo, montato o condotto a mano, si stacca da terra:

  • La courbette : il cavallo si impenna sui posteriori e rimane in questa posizione per qualche secondo
  • La croupade : il cavallo da terra scalcia energicamente coi posteriori estendendoli completamente
  • La cabriole : è la combinazione dei due esercizi sopra, per cui il cavallo alza gli anteriori per poi scalciare coi posteriori, compiendo una sorta di salto.
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I materiali delle imboccature

Dal materiale con cui viene fatta un’imboccatura ne dipenderà la resistenza e il deterioramento nel tempo, il “sapore” percepito dal cavallo, il peso e la rigidità e quindi il tipo di azione che andrà a svolgere in bocca. Le patenti di alcuni di questi materiali sono detenuti da grandi nomi nell’industria delle imboccature, come la tedesca Sprenger.
Vediamo insieme alcuni dei materiali più frequenti e più innovativi.

ACCIAIO INOSSIDABILE: è il materiale più largamente utilizzato perché leggero e duraturo. I migliori morsi fatti di acciaio sono creati con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa dove sostanzialmente il metallo fuso viene versato in uno stampo di argilla. Pare che l’acciaio non sia un materiale che ha impatto sulla maggior o minore salivazione dell’animale, e sembra avere un sapore e un odore neutro.

RAME: è un metallo con un particolare “gusto” dolce, perciò risulta più gradevole di altri per alcuni cavalli, incoraggiandone la salivazione. Tuttavia ha una scarsa longevità e si consuma in modo non uniforme; per questo è più probabile che solo alcune parti dell’imboccatura siano in rame (per esempio il cannone o l’oliva centrale) mentre altre in acciaio (come gli anelli o le aste).

SWEET IRON: tradotto letteralmente come “ferro dolce” è in realtà acciaio che però a differenza di quello inossidabile, viene modellato a freddo; ne risulta un metallo più morbido e che si arrugginisce facilmente. La ruggine che si crea, che non è la stessa che si forma per esempio su macchine o tubi, conferisce il sapore dolce, ancora più gradevole, pare, di quello del rame. E’ un materiale molto usato nelle imboccature americane, ed ha un caratteristico colore blu-scuro/nero.

AURIGAN: è una lega prodotta dalla Sprenger formata da rame, silicone e zinco. Riesce così ad essere un materiale dal gusto piacevole grazie alla percentuale di rame, ma molto più resistente. L’assenza di nichel poi, lo rende ideale per cavalli che ne sono allergici.

NATHE: anche questa è un’invenzione tedesca, e si tratta di un materiale sintetico molto simile alla plastica. E’ abbastanza flessibile quindi può risultare più piacevole da masticare per alcuni cavalli, e non ha bisogno di un’anima di metallo interna, quindi il risultato è un prodotto sottile; tuttavia ha una longevità relativamente breve rispetto ai metalli.

HAPPY MOUTH: queste imboccature sono fatte in una particolare plastica a cui viene aggiunto l’aroma di mela; hanno poi una caratteristica texture ondulata che invita il cavallo alla masticazione.