Anatomia · Curiosita' · Micropillole · Razze equine

Micropillola / Quante ossa ha un cavallo?

Lo scheletro del cavallo ha circa 205 ossa. Perchè diciamo “circa”?
Perchè questo numero può variare in base a:

1. alla fusione di alcune ossa, come le 5 vertebre sacrali (le ultime vertebre prima della coda), con l’avanzare dell’età;

2. al tipo di razza: l’arabo può avere 5 vertebre lombari invece delle solite 6, 17 vertebre toraciche (costole) invece di 18;

3. al diverso numero delle vertebre caudali (coda) che varia da 15 a 21.

Cura del cavallo · Curiosita' · Micropillole · Storia

Micropillola / “Sull’equitazione” di Senofonte

“Sull’equitazione” è un trattato breve scritto da Senofonte, storico ateniese vissuto intorno al 400 a.C., le cui opere ci hanno permesso di avere molte informazioni su personaggi, avvenimenti e costumi dell’epoca. Questa in particolare è un’opera tecnica in cui l’autore fornisce numerose e precise indicazioni su vari argomenti, in particolare sulla scelta, la gestione e l’addestramento del giovane cavallo.
Pur essendo uno tra i primissimi scritti che tratta di equitazione, si possono trovare diverse idee avvenieristiche come quella di non utilizzare metodi coercitivi nell’addestramento del puledro, o quella di esaminare scrupolosamente il corpo del cavallo prima di procedere alla compravendita, in particolare gli zoccoli.
Il trattato è diviso in 12 parti e si passa da nozioni generali come la scelta e la cura del cavallo a più tecniche e specifiche su come addestrarlo e su che tipo di equipaggiamento utilizzare in battaglia.

Attualità · Curiosita'

Micropillola / Flight e fight animals

Gli animali si possono dividere in due gruppi: quelli che combattono (fight animals) e quelli che fuggono (flight animals); il cavallo corrisponde a quest’ultimo gruppo.

I flight animals hanno due principali istinti: riprodursi e sopravvivere. E per poter sopravvivere, utilizzano la loro arma principale, la fuga. La selezione naturale ha fatto si che il cavallo sviluppasse nel tempo caratteristiche anatomiche e fisiologiche per poter far fronte alla minaccia dei predatori: un tronco compatto e degli arti lunghi e scattanti; un senso dell’olfatto e dell’udito molto sviluppato e la possibilità di avere una visuale di quasi 360°. E indovina un po’? Il cavallo si trova a dover fare i conti con uno dei migliori rappresentanti del gruppo dei fight animals: l’uomo, un animale che tende a voler dominare sugli altri, e ad usarli per i propri scopi. Ma ad oggi è sempre più evidente che per instaurare un rapporto di cooperazione e fiducia solido e duraturo, l’uomo deve essere disposto a mettere da parte queste sue caratteristiche, guadagnandosi la fiducia del cavallo col rispetto e non abusando mai del suo status di flight animal.

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Micropillola / I cavalli vapore

Quando viene pubblicizzata una macchina, si sente parlare di “quanti cavalli ha” per indicare la potenza del motore.

Questa unità di misura, che tuttavia non fa parte del sistema metrico internazionale, deriva dal periodo della prima rivoluzione industriale (1700) quando cominciarono a diffondersi le macchine a vapore, andando a sostituire la trazione animale, i cavalli appunto; per esprimere la potenza di questi macchinari si indicava il numero di cavalli che sarebbe servito per compiere lo stesso lavoro.
La dicitura corretta è in realtà cavallo vapore (CV) e rappresenta la forza necessaria per sollevare 75kg di peso in un tempo di un metro al secondo; in realtà questa è una potenza molto inferiore a quella che verrebbe generata da un cavallo reale.

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La marchiatura dei mustang

La gestione e la protezione dei mustang è responsabilità dell’ufficio per la gestione del territorio americano (Bureau of Land Management o BLM) che si occupa della preservazione delle mandrie di cavalli e asini selvaggi in quanto “simboli viventi dello storico e pioneristico spirito del West”.
Compito del BLM è l’identificazione di ogni singolo animale attraverso un marchio impresso sul lato sinistro del collo; la marchiatura, che viene fatta a freddo, utilizza un codice detto “Alpha Angle System“, sviluppato negli anni 60 per marchiare il bestiame. Si tratta sostanzialmente di due linee combinate tra loro che vanno a formare angoli orientati in più modi, consentendo così di assegnare ad ogni animale un numero permanente e difficilmente alterabile.

Il codice apposto sul collo del cavallo è formato da un simbolo iniziale che indica che è un animale posto sotto la giurisdizione degli Stati Uniti d’America; seguono poi due cifre che indicano l’anno (presunto) di nascita, ed infine 6 cifre che compongono il numero identificativo.

La marchiatura viene effettuata con due ferri ghiacciati; se il marchio viene impresso per poco tempo, i peli della zona ricrescheranno bianchi, ed è questo il risultato che si vuole ottenere con i cavalli dal mantello scuro, mentre per quelli con un mantello chiaro, il marchio viene impresso per un tempo superiore affinchè i peli non ricrescano del tutto (altrimenti la marchiatura risulterebbe illeggibile).

Marchiatura su un cavallo dal manto chiaro