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Micropillola / “Sull’equitazione” di Senofonte

“Sull’equitazione” è un trattato breve scritto da Senofonte, storico ateniese vissuto intorno al 400 a.C., le cui opere ci hanno permesso di avere molte informazioni su personaggi, avvenimenti e costumi dell’epoca. Questa in particolare è un’opera tecnica in cui l’autore fornisce numerose e precise indicazioni su vari argomenti, in particolare sulla scelta, la gestione e l’addestramento del giovane cavallo.
Pur essendo uno tra i primissimi scritti che tratta di equitazione, si possono trovare diverse idee avvenieristiche come quella di non utilizzare metodi coercitivi nell’addestramento del puledro, o quella di esaminare scrupolosamente il corpo del cavallo prima di procedere alla compravendita, in particolare gli zoccoli.
Il trattato è diviso in 12 parti e si passa da nozioni generali come la scelta e la cura del cavallo a più tecniche e specifiche su come addestrarlo e su che tipo di equipaggiamento utilizzare in battaglia.

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Micropillola / I cavalli vapore

Quando viene pubblicizzata una macchina, si sente parlare di “quanti cavalli ha” per indicare la potenza del motore.

Questa unità di misura, che tuttavia non fa parte del sistema metrico internazionale, deriva dal periodo della prima rivoluzione industriale (1700) quando cominciarono a diffondersi le macchine a vapore, andando a sostituire la trazione animale, i cavalli appunto; per esprimere la potenza di questi macchinari si indicava il numero di cavalli che sarebbe servito per compiere lo stesso lavoro.
La dicitura corretta è in realtà cavallo vapore (CV) e rappresenta la forza necessaria per sollevare 75kg di peso in un tempo di un metro al secondo; in realtà questa è una potenza molto inferiore a quella che verrebbe generata da un cavallo reale.

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La marchiatura dei mustang

La gestione e la protezione dei mustang è responsabilità dell’ufficio per la gestione del territorio americano (Bureau of Land Management o BLM) che si occupa della preservazione delle mandrie di cavalli e asini selvaggi in quanto “simboli viventi dello storico e pioneristico spirito del West”.
Compito del BLM è l’identificazione di ogni singolo animale attraverso un marchio impresso sul lato sinistro del collo; la marchiatura, che viene fatta a freddo, utilizza un codice detto “Alpha Angle System“, sviluppato negli anni 60 per marchiare il bestiame. Si tratta sostanzialmente di due linee combinate tra loro che vanno a formare angoli orientati in più modi, consentendo così di assegnare ad ogni animale un numero permanente e difficilmente alterabile.

Il codice apposto sul collo del cavallo è formato da un simbolo iniziale che indica che è un animale posto sotto la giurisdizione degli Stati Uniti d’America; seguono poi due cifre che indicano l’anno (presunto) di nascita, ed infine 6 cifre che compongono il numero identificativo.

La marchiatura viene effettuata con due ferri ghiacciati; se il marchio viene impresso per poco tempo, i peli della zona ricrescheranno bianchi, ed è questo il risultato che si vuole ottenere con i cavalli dal mantello scuro, mentre per quelli con un mantello chiaro, il marchio viene impresso per un tempo superiore affinchè i peli non ricrescano del tutto (altrimenti la marchiatura risulterebbe illeggibile).

Marchiatura su un cavallo dal manto chiaro
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Epona, dea dei cavalli

Epona è una divinità femminile della cultura celtica, simbolo di fertilità e protettrice di cavalli, asini e muli; il nome infatti deriverebbe da “epos“, cioè “cavallo” nell’antica lingua dei celti.

Il culto di Epona sembra essersi originato presso tribù nomadi dell’Asia centrale che vedevano nei cavalli una risorsa indispensabile per spostarsi e quindi per sopravvivere. Divenne poi popolare soprattutto tra il primo e il quarto secolo d.C. all’interno di una cultura celtico-romana. Se ne hanno tracce in tutto l’impero romano, in Bretagna, Gallia, Renania, Nord Africa, fino alla Bulgaria; il tempio più grande della dea era in Borgogna, zona rinomata per l’allevamento di cavalli.
La dea celtica venne aggiunta nel pantheon romano ed era cara soprattutto agli ufficiali di cavalleria.
Epona viene rapprensentata, nella maggior parte dei casi, in presenza di cavalli; spesso è in groppa a una giumenta, a volte seguita da un puledro. Questa immagine della dea in sella a una cavalla, potrebbe anche essere un simbolo funerario, poichè evocherebbe il viaggio dell’anima nell’oltretomba.
Le popolazioni celtiche consideravano i cavalli come esseri oracolari, cioè molto vicini agli spiriti e agli dei, e infatti vi erano numerosi rituali che prevedevano la presenza di questi animali per interpretare il volere delle divinità.

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The club house / La categoria di potenza

Nel concorso ippico internazionale di Piazza di Siena a Roma, la categoria di potenza è sempre stata una specialità di grande spettacolo per appassionati e non. Caratterizzata da due salti di riscaldamento e poi il famoso muro di oltre 2 metri, era una prova molto attesa e amata dal pubblico perché ricca di adrenalina; tuttavia negli anni cominciò a perdere importanza a causa della poca disponibilità di binomi disposti ad affrontare la sfida e dello stress fisico e psicologico del cavallo nel salto di un muro imponente.
Alla luce dei fatti, nel 2015 l’allora presidente FISE Vittorio Orlandi, prese la decisione di cancellare questa categoria, sostituendola con una simile, la sei barriere.
Questa prova è strutturata come una grande gabbia formata da sei ostacoli verticali, di altezza progressiva, disposti a due tempi l’uno dall’altro.
Il cambiamento attuato è stato applaudito sia dal pubblico che da molti ostacolisti tra i quali il grande Michel Robert.

ELENA: è sicuramente una gara molto spettacolare che da prova del coraggio e della determinazione del binomio, ma se io fossi chiamata ad affrontarla, sarei seriamente preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sulla salute del cavallo. Penso che sarebbe ora di cercare di promuovere l’immagine dell’equitazione senza dover sempre ricorrere a prove così intense e pericolose, perchè la spettacolarità del cavallo può essere rivelata in molti altri modi, non solo attraverso l’altezza di un ostacolo.

INES: sono d’accordo nel riconoscere che sia una prova altamente adrenalinica perché toglie il fiato agli spettatori, ma nonostante il miglioramento della prova, resa un po’ più graduale, per me resta un “no”. A mio parere, far saltare un ostacolo di circa 2 metri ad un binomio solo per spettacolo, oltre che essere pericoloso, è poco sportivo, sia per l’immenso sforzo di lancio e di atterraggio che è la parte più delicata del salto in sé, ma anche per la poca o nulla esperienza che potrebbe avere il cavallo per questa prova.

LAURA: ritengo che come prova, nonostante la modifica apportata, rimanga troppo pericolosa per quanto riguarda il benessere fisico dell’animale e che non metta in luce le qualità di cavallo e cavaliere; penso che sia finalizzata più alla spettacolarizzazione dell’evento.