Anatomia · Curiosita' · Micropillole

Micropillola / Il cavallo è un ruminante?

No, il cavallo non è un ruminante.
Ma facciamo un passo indietro. Cosa identifica un animale come un ruminante?
Il termine deriva da “rumine” uno dei quattro stomaci insieme a reticolo, omaso e abomaso; dopo che il cibo viene portato in bocca e grossolanamente masticato, va nel rumine, per poi tornare alla bocca in un secondo momento per una masticazione più minuziosa.

Questo passaggio, presente in animali come bovini, capre e pecore (ruminanti appunto) non avviene nel cavallo, perché dotato di un apparato digerente differente.
La cosa che accumuna il cavallo con la mucca, per esempio, è il fatto che la selezione naturale li abbia dotati di grandi “serbatoi” in cui vivono dei microbi intestinali che permettono la scissione della cellulosa, altrimenti impossibile da digerire; ma l’ubicazione di questo processo di fermentazione è diverso: nel ruminante avviene nei prestomaci già citati, situati prima dello stomaco ghiandolare e dell’intestino tenue, mentre negli equidi avviene nel cieco, dopo lo stomaco e l’intestino tenue.
La capacità dei ruminanti di masticare nuovamente e meglio il cibo ingerito in precedenza, sembra essere un primordiale sistema di difesa, che permetteva agli animali di procedere alla digestione del cibo in un secondo momento, quando si erano messi al sicuro da possibili predatori.

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Let’s talk horses #17

LAVORO IN SEZIONE

E’ la classica gestione delle lezioni di gruppo, in cui i binomi lavorano in fila indiana.
In cima alla fila c’è un “capo sezione” e in fondo un “cavallo di coda”.

IN-OUT

Conosciuto anche come “dentro-fuori” è un esercizio con una serie di barriere a terra o cavalletti posizionati a distanza ravvicinata tra loro (circa 3 metri in genere), all’interno dei quali non si fanno falcate. E’ un ottimo modo per ginnasticare il cavallo e mantenere il ritmo dell’andatura costante.

SCARTARE

E’ un’azione immediata e senza preavviso che il cavallo compie, per esempio a causa di uno spavento, spostandosi improvvisamente tentando la fuga dalla fonte di paura. Può avvenire anche subito prima di un salto se l’azione del cavaliere non è decisa e precisa, o se c’è qualcosa che impaurisce l’animale.

Curiosita' · Micropillole

Micropillola / Lo snaking

Lo snaking, che in italiano potremmo rendere con “movimento ondulatorio del collo” è un termine che è stato coniato per descrivere un particolare atteggiamento, soprattutto dello stallone, all’interno di un branco allo stato brado: il cavallo, mentre procede in avanti, allunga il collo verso il basso appiattendo le orecchie all’indietro e facendo oscillare la testa da una parte all’altra. La testa e il collo sembrano allungarsi e si muovono come un serpente, da qui il termine snaking, da snake, serpente.
Si tratterebbe di un atteggiamento intimidatorio, con il quale il cavallo, spesso lo stallone, afferma il proprio dominio sugli altri membri del branco, le cavalle e i puledri, e li fa muovere nella direzione desiderata.

Cavalli famosi · Curiosita' · Storia

Micropillola / La storia di Prometea

6 anni dopo la pecora Dolly, il 28 maggio 2003 nasce in Italia la prima cavalla clonata.
Si chiama Prometea ed è una puledra avelignese identica alla madre, nata da un esperimento condotto con successo da un équipe del laboratorio di tecnologia della riproduzione di Cremona.

Prometea e la madre

La particolarità dell’esperimento sta nel fatto che la madre è stata anche la donatrice della cellula utilizzata, mentre fino a quel momento si credeva che per una buona riuscita dell’esperimento, il feto dovesse essere riconosciuto dal corpo della madre come estraneo da un punto di vista genetico.
Prometea non solo è nata e cresciuta in salute, ma nell’aprile del 2008 diventa anche mamma di Pegaso, nato attraverso l’inseminazione artificiale con uno stallone Avelignese.

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Micropillola / Show hunter vs show jumping

Forse ti sarà capitato di vedere un binomio in un campo in sabbia che salta ostacoli ma di aver saputo poi che si trattava di una competizione di hunter. E’ molto facile confonderlo col ben più noto show jumping o salto ostacoli, ma ci sono alcune differenze sostanziali.
Iniziamo però dalla storia di questa disciplina, che come dice il nome, ha le sue origini nell’antica pratica della caccia a cavallo, un tempo considerata un passatempo per persone nobili e facoltose, e che veniva condotta su percorsi di campagna, spesso cosparsi di piccoli ostacoli naturali come tronchi, cespugli, piccole recinzioni. Ad oggi i concorsi di hunter non hanno niente a che vedere con l’attività venatoria, ma si premiano quelle qualità che un tempo sarebbero state necessarie per una battuta di caccia: compostezza, andature comode e regolari, un’azione sicura e armoniosa sul salto. La disciplina dell’hunter è praticata soprattutto nei paesi anglosassoni come Regno Unito, USA e Canada e al momento non è disciplina olimpica.


Arriviamo ora a quelle che sono le principali differenze tra hunter e salto ostacoli.
La differenza maggiore è il modo in cui i concorrenti vengono giudicati: mentre nel salto ostacoli il giudizio è oggettivo perché si basa sulla velocità e sul numero di penalità commesse, nell’hunter il giudizio è soggettivo, e i giudici sono chiamati a votare come si presenta il binomio esteticamente e livello di affiatamento, la fluidità e la regolarità delle andature, la correttezza dei tempi tra un salto e l’altro ecc.. Il cavaliere viene quindi chiamato ad essere preciso e composto e a curare molto l’assetto.
Altra differenza è la tipologia del percorso: nel salto ostacoli vengono inserite difficoltà tecniche come girate strette o combinazioni di salti complessi, mentre nell’hunter il percorso è generalmente più lineare e semplice.
C’è anche una lieve differenza per quanto riguarda il modo di vestirsi: i cavalieri dell’hunter solitamente tendono ad avere un look più conservatore e formale, così come i finimenti del cavallo sono sottoposti a particolari regole; nel salto ostacoli ci sono meno regole per quanto riguarda l’abbigliamento di cavaliere e cavallo, per cui c’è più scelta e la possibilità di optare per uno stile più casual.