Curiosita' · Discipline · Storia

Tutti in carrozza / Mail coach

Le origini di questa carrozza si possono ritrovare addirittura nel Medioevo, quando era utilizzata per il trasporto delle persone ed era più rudimentale e pesante. Il mail coach vero e proprio si afferma soprattutto in Inghilterra e Francia quando cominciarono a migliorare le condizioni delle vie di transito e i valichi alpini furono aperti anche al passaggio delle carrozze (fino ad allora erano transitabili solo a piedi o a cavallo, mentre le carrozze dovevano essere smontate e rimontate con grande dispendio di tempo ed energie).
Come dice il nome, era una carrozza dedicata al trasporto della posta e dei valori il cui volume era aumentato notevolmente e non erano quindi più trasportabili unicamente dai corrieri a cavallo.
I cocchieri dei mail coach erano guidatori molto abili, capaci di affrontare percorsi a volte in condizioni avverse, sempre attenti ad offrire un servizio di massima puntualità. Questa capacità di guidare cavalli per lungo tempo e rispettando sempre la tabella di marcia, divenne una sorte di sfida per i signori dell’alta borghesia, che si dilettavano a cimentarsi nel ruolo di guidatori per mettere alla prova le proprie abilità. La cosa andò ben oltre e alcuni grandi appassionati decisero di acquistare i mail coach dimessi dal servizio postale, modificarli esteticamente e tecnologicamente e sfidarsi nei grandi parchi ( queste carrozze vennero chiamate park drag ). Vennero fondati poi i coaching club a cui partecipavano questi appassionati e nostalgici che seppero riscoprire e reinventare il mail coach sfruttandone un’altra caratteristica importante: se ci si sedeva sul tettino della carrozza, ci si trovava ad una notevole altezza (3 metri circa) che dava per esempio l’opportunità di assistere da una posizione privilegiata le tanto seguite corse di cavalli, una sorta di palchetto privato lontano dalla affollata e caotica tribuna.

Articolo scritto in collaborazione con Adamo Martin
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Tutti in carrozza / Pistoiese

La pistoiese, anche chiamata dottorina, era la carrozza più utilizzata dai dottori o più in generale dai professionisti che dovevano spostarsi velocemente in città. Si trattava di una carrozza agile a due posti e quattro ruote che si guidava direttamente dalla seduta in pelle posta sotto la capotte. Esistono modelli con solo due ruote sempre con capotte in pelle o tela che ricordano molto la pistoiese, ma che hanno altri nomi.
Un altro utilizzo che se ne faceva erano le gite fuori porta; solitamente in quel caso si trattava di vetture con colori più vivaci e chiari.

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Tutti in carrozza / Landau

Il Landau (pronuncia landò) era una carrozza prevalentemente privata, quindi guidata da un cocchiere che era al servizio di una casata nobiliare o dell’alta borghesia; raramente era una carrozza ad uso pubblico poiché si trattava di una vettura elegante e piuttosto grossa, retaggio quindi delle famiglie più abbienti.
Il Landau rispetto al Milord, poteva ospitare più persone (massimo quattro) perché era provvista di due sedili vis à vis posti nella parte retrostante al cocchiere; aveva inoltre la comodità di poter coprire i sedili dei trasportati tramite una struttura rigida che si chiudeva su stessa o tramite due soffietti a specchio, in caso di maltempo.
Il Landau si dice prenda il nome dalla città tedesca di Lindau dove fu progettata e costruita per la prima volta.

Articolo scritto in collaborazione con Adamo Martin
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