Curiosita' · Razze equine · Storia

Il cavallo di Przewalski

Quando si parla di cavalli selvaggi, si pensa immediatamente ai Mustang americani; ma è un errore, forse indotto dal fatto che questa razza è stata notevolmente pubblicizzata da film, libri e campagne per la sua salvaguardia. Sarebbe più preciso definire il mustang non con come “selvaggio” (wild) ma come “selvatico” (feral), cioè un cavallo i cui antenati erano cavalli addomesticati, ma che poi, fuggiti o abbandonati, si sono dovuti riadattare a una condizione di vita allo stato brado.

By Claudia Feh – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40820924

L’unico vero cavallo selvaggio ancora esistente è il cavallo di Przewalski, o cavallo selvatico dell’Asia, o Taki. E’ un animale che ha rischiato molto volte l’estinzione a causa principalmente della caccia; poi diversi esemplari vennero catturati e trasferiti in zoo e in strutture e infine, a partire dagli anni ’90, partirono diverse progetti per la reintroduzione di questi animali nel loro habitat naturale per ripopolare così le steppe mongole. Attualmente vivono in quelle che sono diventate riserve naturali protette, circa 400 soggetti e lo stato conservativo del cavallo di Przewalski rimane “ad alto rischio di estinzione in natura” (EN = endangered).
Il nome di questo cavallo deriva da quello di Nikolaj Michajlovic Przewalski, esploratore e colonnello russo che guidò diverse spedizioni in Asia, importantissime a livello geografico e per lo studio di flora e fauna di queste zone. In una di queste sue missioni si imbatté in branchi selvaggi di cavalli mongolici, sui quali si avevano poche e confuse notizie; le prove di questa scoperta o meglio riscoperta arrivarono nelle mani dello zoologo Ivan Semenovich Polyakov, che nel 1881 descriverà questa come una nuova razza, e una tra le più primitive, l’Equus Przewalski Poliakov.

Il cavallo di Przewalski è piccolo con arti corti e robusti, il garrese poco evidente; il muso è tozzo dal profilo dritto o convesso, gli occhi alti e vicini alle orecchie; il manto color sabbia si schiarisce intorno agli occhi e al muso, e nel basso ventre; coda e criniera sono nere. La criniera è la caratteristica che lo differenzia maggiormente dal cavallo moderno, perché cresce dritta e ispida, con la quasi totale assenza di ciuffo. Altra particolarità di questo cavallo è quella di avere 66 cromosomi a differenza del cavallo comune che ne ha 64.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...