Anatomia · Curiosita' · Razze equine

Le differenze tra cavallo e pony

La differenza più evidente tra pony e cavallo è ovviamente l’altezza. Convenzionalmente, con il termine di pony, si indica un soggetto che non supera i 147 cm al garrese; nel dettaglio poi si distingue tra taglia piccola (fino a 130 cm), media (da 131 a 140 cm) e grossa (da 141 a 147 cm).
Questa dell’altezza si tratta però di una distinzione arbitraria e che varia di paese in paese, stabilita quasi unicamente per comodità durante l’esibizione dei soggetti in show e competizioni. Ci sono infatti eccezioni, come quella della razza Morgan, che pur avendo un altezza intorno ai 140 cm, non ha le caratteristiche morfologiche di un pony.

Cavallo VS pony

La differenza sostanziale tra pony e cavallo sta infatti nella conformazione fisica, cioè nella differente struttura ossea e muscolare e in generale nelle diverse proporzioni della corporatura. Il pony tende ad essere più massiccio, ha maggiore resistenza fisica allo sforzo e tollera meglio il clima freddo. Fisicamente ha poi gambe più corte e un petto più ampio, un collo più tozzo e una testa più corta; i crini più folti e spessi per proteggerlo dal freddo invernale e gli zoccoli più duri.

Altra grande differenza sta nel temperamento. Il pony è generalmente più intelligente e astuto del cavallo, che si traduce in un suo essere più testardo e insofferente; quindi mai credere che il pony sia più docile solo perché più piccolo!

Un’ultima differenza sta nell’alimentazione: un pony può trovare sostentamento in un pascolo dove un cavallo morirebbe di fame. Per questo il pony è più incline ad ingrassare rendendolo maggiormente esposto al rischio di laminiti e problemi agli zoccoli. E’ necessario perciò che il pony segua un’alimentazione ad hoc.

Cavalli famosi · Curiosita' · Micropillole · Razze equine · Storia

Micropillola / Windsor Greys

Con il termine di “Windsor Greys” si indicano i cavalli grigi che tradizionalmente trainano le carrozze reali inglesi nelle cerimonie ufficiali; una delle ultime è stata quella del matrimonio tra Meghan e Harry nel maggio del 2018.

I Windsor Grey non sono una razza a parte, ma vengono selezionati principalmente tra esemplari di Cleveland Bay e razze tedesche o olandesi, per il loro temperamento e ovviamente per il tipico manto grigio. Questi sono diventati i cavalli ufficiali della corte inglese a partire dal 1920, quando andarono a rimpiazzare i “Royal Hanoverian Creams”, cavalli di razza Hannover con un rarissimo manto color caffelatte.

I Windsor Greys sono alloggiati presso le Royal Mews e per due di loro, Daniel e Storm, che solitamente sono in testa alla pariglia, è stata dedicata una statua che si trova vicino al castello di Windsor, inaugurata per festeggiare i 60 anni di regno della regina Elisabetta.

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Le maggiori razze tedesche

La Germania è la patria di grandi cavalli atleti, frutto di un allevamento rigoroso e attento, mantenutosi tale nei secoli. Insieme scopriremo le caratteristiche principali di 4 famosissime razze che sono l’Holstein, l’Hannover, l’Oldenburg e il Trakenher. Guardate la mappa per scoprire in che zona ognuno di loro ha origine. Iniziamo!!!

L’Hannover è il migliore cavallo tedesco di tipo semi-pesante. Numerosi stalloni Purosangue inglesi furono mandati nella provincia di Hannover al fine di incrociarli con fattrici di diverse razze locali; alcune di queste discendevano dal Great Horse tedesco, il gran destriero medievale. Questo cavallo può portare senza problemi anche fantini pesanti, ma nonostante questo la sua buona conformazione lo rende un cavallo anche molto elegante e fiero, anche se forse non molto veloce.

Andiamo nella regione dello SchleswigHolstein, la più settentrionale della Germania, per incontrare l’Holstein, una razza che risale al 1300 circa, quando la sua robustezza e forza erano sfruttate nelle guerre e battaglie. Nel corso dei secoli però gli apporti di sangue spagnolo, orientale e italiano, ne resero la taglia via via più leggera. Nel XIX secolo, inoltre, incroci con Purosangue inglesi e Cleveland Bay produssero un cavallo che poteva essere sia da tiro che da sella. Come tutte le razze tedesche, è un cavallo che fa la sua comparsa in numerosissimi consorsi di diverse discipline.

Il Trakenher, lo trovate collocato fuori dalla cartina della Germania, perchè il suo luogo di nascita fa ora parte della Russia, anche se in passato era un territorio della Prussia Orientale. La zona intorno al villaggio di Trakehen (da trakis, grande palude) venne risanata da Federico I di Prussia, e qui nel 1732 fu stabilito l’allevamento di questa razza. Gli stalloni provenivano in gran parte della stalle reali, in parte vennero importati. La rigidità e meticolosità nella selezione dei riproduttori, ha garantito alla razza di conservarsi sino ad ora perfettamente; il Trakenher deve il suo temperamento e i suoi tratti morfologici a due razze in particolare, il Purosangue Inglese e l’Arabo. E’ un cavallo dinamico ma anche docile, che eccelle nel salto e nel dressage.

L’Oldenburg nasce nella zona della bassa Sassonia, dove anticamente sorgeva il gran ducato di Oldenburg; la razza deriva dai cavalli Frisoni che vivevano in questa zona e anche questo inizialmente è un cavallo impiegato per trainare le carrozze e come aiuto nei lavori agricoli. In seguito, gli incroci con Purosangue Inglesi permetteranno alla razza di acquistare maggiore leggerezza ed eleganza. Il marchio dell’Oldenburg, posto sul quarto sinistro, è una O sormontata da una corona.

Ci sono altre razze tedesche come il Westfaliano o il Frisone Orientale…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!

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Il quarab

Nel 1953 negli Stati Uniti d’America Idraff, stallone Arabo, e Cotton Girl, giumenta Quarter Horse, diedero alla luce Indy Sue, puledra che rappresenta il primo incrocio tra le due razze ufficialmente documentato. La puledra venne registrata come Quarter Horse e si dimostrò vincente nelle gare di performance, western pleasure, reining, hunter under saddle e cutting. Nel 1960 ottenne un posto nel Performance Register of Merit.
Il primo registro ufficiale a promuovere i cavalli nati dall’incrocio tra Arabo e Quarter Horse è l’”United Quarab Registry” del 1989. Il “Painted Quarab Index”, del 1991, ha fatto includere anche i mantelli overo e tobiano, tipici del Paint Horse.

Nel 2006 nasce l’ AICQA, Associazione Italiana Cavallo Quarab, con lo scopo di promuovere questo cavallo in Italia. Nel 2012 viene istituito il Registro Italiano del Cavallo di Razza Quarab e dal 2013 l’offerta di registrazione è estesa a tutti i cavalli di razza Quarab che si trovano all’estero e che non hanno una associazione di riferimento nel proprio Paese.
Lo “Stud Book”, cioè l’albo di razza, si trova presso la International Quarab Horse; all’interno di questo albo sono accettati i cavalli che posseggano da 1/8 a 7/8 di sangue di una razza rispetto all’altra.
L’altezza del Quarab va dai 142 ai 162 cm e l’aspetto fisico varia a seconda della prevalenza di sangue Arabo o Quarter. La morfologia viene distinta in 3 tipologie principali:
Foundation type, ovvero lo standard di razza, che coniuga insieme le caratteristiche di entrambe le razze; Stock type, che si mostra più simile al Quarter e al Paint Horse ma che include dei tratti di eleganza dell’Arabo; Pleasure type, che si avvicina di più alla razza Araba, soprattutto nel morfologia della testa.
Questo cavallo si dimostra molto versatile, agile e resistente e quindi adatto sia per le specialità della monta Western sia per il Dressage e l’Endurance.

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Le maggiori razze di Regno Unito e Irlanda

Il Regno Unito e l’Irlanda sono forse i paesi con la più lunga tradione equestre. Qui ci sono alcuni dei più antichi allevamenti europei, che già nel XII secolo producevano cavalli per le stalle reali o per l’esercito; qui nasce sua maestà il Purosangue Inglese, ma anche molte delle razze di pony più conosciute. Come sempre, guardate la mappa qui sopra per scoprire in che zona ognuno di loro ha origine. Iniziamo!!!

Al Purosangue Inglese non serve certo una presentazione: è il cavallo più veloce al mondo ed è la razza che è stata usata per “migliorarne” molte altre a livello di atleticità e leggerezza. Il PSI deriva dall’incrocio di 3 stalloni arabi importati in Inghilterra verso il 1600, e incrociati con le fattrici appartenenti a un antico ceppo di cavalli inglesi da corsa. Si generò così una razza superiore per velocità e tenuta, che ha mantenuto i suoi caratteri intatti fino ai giorni nostri.

Da una razza leggera e scattante, passiamo ad una decisamente pesante ma ugualmente stupenda: lo Shire. Questo gigante discende dal Great Horse, il grande cavallo dei tornei medioevali, un destriero massiccio e forte in grado di portare cavalieri che a causa delle loro armature arrivavano a pesare anche a 180 Kg. All’epoca della regina Elisabetta era anche utilizzato per trasportare carri e vetture lunghe le strade delle città, spesso difficilmente praticabili. Lo Shire di oggi ha sicuramente mantenuto alcune caratteristiche di questi grandi cavalli e ha una propria fisionomia da circa 200 anni. Prima dell’avvento della macchina era il cavallo più diffuso in Inghilterra, usato nelle città e anche nelle campagne. Oltre all’altezza, un’altra sua caratteristica sono gli arti ricoperti da lunghi peli a partire dal garretto e dal ginocchio.

Andiamo ora in Galles per scoprire uno dei pony più diffusi e conosciuti, il Welsh. Il libro genealogico di questa razza distingue 4 diverse sezioni di pony in base alla loro altezza e conformazione fisica: Welsh Mountain Pony, Welsh Pony, Welsh Pony Cob e Wesh Cob. La sezione più antica è sicuramente quella del Welsh Mountain che viveva selvaggio sulle montagne del Galles e che conobbe grande espansione soprattutto sotto l’impero romano. Per questo arabo in miniatura, il limite d’altezza è fissato a 1.22m. Il Welsh Pony è più alto del Mountain, infatti può arrivare a 1,37m. Il Welsh Pony Cob ha anch’esso un’altezza massima di 1,37m e presenta caratteristiche intermedie. Infine il Welsh Cob è il più alto (massimo 1,52m) ed è apprezzato soprattutto per la sua attitudine al trotto.

Bisogna arrivare fino alle isole Shetland, a nord della Scozia, per trovare questo minuscolo pony. Poco si conosce sulle origini dello Shetland, che potrebbe derivare da incroci con ponies celtici. In passato questa razza veniva utilizzata per tutti i lavori: come animale da tiro nei campi, come soma e sella. Nel XIX secolo veniva utilizzato soprattutto come aiuto per l’uomo nelle miniere di carbone dell’Inghilterra settentrionale. Questo pony è tra i più piccoli, secondo solo al Falabella: al garrese è alto poco più di un metro. I crini sono fluenti e densi e c’è un ciuffo anche sul glomo. Il mantello tradizionale è il morello ma lo Shetland può avere qualsiasi tipo di mantello, anche quello pezzato.

Il Clydesdale prende il nome dalla valle di Clyde, in Scozia, E’ un cavallo che deriva dalle antiche razze fiamminghe e che nacque agli inizi del 1700 come razza da tiro sia in campagna che in città. Lo si potrebbe confondere con lo Shire, che comunque ha dato il suo apporto di sangue alla razza, ma ci sono alcune differenze tra i due: innanzitutto il Clydesdale è solitamente più basso, ha poi spalle più oblique e una testa dal profilo dritto, mentre lo Shire ne ha uno più acquilino; infine il Clydesdale soprattutto durante le manifestazioni, ha la coda rasata e decorata. Ah, lo sapevi che i cavalli che si vedono nelle pubblicità della nota birra Budweiser, sono proprio Clydesdale???

Arriviamo infine nella verde Irlanda, più precisamente nella regione di Connemara, da cui prende il nome questo bel pony; in realtà, l’altezza che può arrivare fino a circa 144 cm, lo rende una cavalcatura ideale anche per adulti poco pesanti. E’ una razza molto antica, probabilmente discendente dai cavalli celtici, incrociata poi con sangue berbero e spagnolo. C’è stato anche l’apporto del Purosangue Inglese che ne ha reso un ottimo cavallo da sella, che alle normali doti del purosangue, unisce la robustezza e la saldezza dei ponies.

Ci sono molte altre razze britanniche e irlandesi come l’Hackney, il Dartmoor, il New Forest, il Cleveland Bay…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!

Curiosita' · Razze equine

Le maggiori razze iberiche

La penisola iberica è senza ombra di dubbio una terra di meravigliosi e nobili cavalli. Insieme scopriremo le caratteristiche principali di 4 bellissime razze che vivono tra Spagna e Portogallo e che sono il Lusitano, il Sorraia, il Pura Raza Española e il Minorchino. Guardate la mappa per scoprire in che zona ognuno di loro ha origine. Iniziamo!!!

La Lusitania era il nome che i romani avevano dato al Portogallo: da qui il nome della prima razza di cui vi vogliamo parlare, il Lusitano. Le caratteristiche di questo cavallo tanto ricordano quelle del suo fratello Andaluso (o meglio PRE); in realtà il Lusitano ha una groppa più obliqua, la convessità della testa più pronunciata e l’attaccatura della coda più bassa. Fiero e coraggioso, è anche molto docile; adatto al dressage e all’alta scuola, come molte altre razze iberiche, si contraddistingue per il portamento nobile ed elegante.

Questo cavallino prende il nome dal fiume Sorraia, la cui valle pare sia il suo luogo d’origine. Vive allo stato brado e presenta alcune caratteristiche tipiche delle razze più antiche, come le zebrature sugli arti e la riga mulina sul dorso. Il manto ha un tipico color grigio topo o isabella. E’ una razza che ha rischiato di scomparire, e nonostante gli sforzi di alcuni zoologi, rimane ancora oggi piuttosto rara; solo 200 soggetti circa oggi sopravvivono tra Portogallo e Germania.

Adesso andiamo nella bella Minorca, nell’arcipelago delle Baleari, a trovare un morello speciale, il Minorchino. E’ un cavallo forte e muscoloso ma dotato di agilità e grazia conferitegli dagli incroci con razze arabe. Il minorchino dà il meglio di sè nelle tradizionali feste dell’isola o Jaleo in cui, addestrato alla tipica doma menorquina, viene fatto impennare e camminare sulle zampe posteriori come se ballasse al ritmo della musica tradizionale. Durante la performance i cavalli sono accerchiati dalla gente che assiste e che cerca di toccarli; pare infatti che riuscire a sfiorarli o riuscire a guardare negli specchietti decorativi che hanno sulle testiere, porti fortuna.

Arriviamo a quella che una volta veniva definita razza andalusa, ma che oggi viene indicata con la sigla P.R.E. ovvero Pura Raza Española.
Le origini di questa razza risalgono all’occupazione dei Mori della Spagna, epoca in cui vennero introdotti nel paese e incrociati con razze indigene come il cavallo Berbero, proveniente dal nord Africa. La razza deve molto ai monaci certosini del XV sec.
che riuscirono a mantenere la razza pura soprattutto nei monasteri di Jerez, Siviglia e Cazallo. Ciò che rende questa razza unica e facilmente riconoscibile, è il collo forte e arcuato, la testa dal profilo convesso, e, senza dubbio, un movimento fiero e nobile.

Ci sono altre razze iberiche come l’Alter Real, l’Anglo-arabo Spagnolo…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!

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Le maggiori razze francesi

Oggi parleremo dell principali razze equine della Francia e abbiamo scelto di parlarvi del Percheron, del Camargue, del Merens e del Selle Français (Sella francese). Dalla cartina qui in alto, potete vedere quale sia l’area di provenienza di ciascuna razza, tranne il Selle Français che non ha un particolare luogo d’origine. Iniziamo!!!

Quella del Camargue è una razza molto antica che prende il nome dall’omonima regione nel sud della Francia. Questi cavalli vennero incrociati molto probabilmente con arabi e berberi ma poi non vi fu più nessuna altra influenza esterna; ad oggi è uno dei pochi che ha mantenuto pressochè intatte le proprie caratteristiche nel tempo. Anche chiamato “cavallo del mare”, è un animale solido, resistente e forte, perfettamente adattato al terreno salmastro delle paludi dove vive in branchi (“manades“) semiselvaggi di 40-50 individui. E’ il destriero tipico dei “gardians“, i guardiani delle mandrie di tori della Camargue.

Il Selle Français è una razza relativamente recente, prodotta dall’incrocio di Purosangue Inglesi con Anglo-Normanni. E’ un cavallo di grandi qualità, adatto a qualsiasi tipo di cavaliere, impiegato nelle più importanti discipline equestri, anche se in particolare vengono valutate le sue doti di saltatore e galoppatore.

Tra tutti i cavalli da tiro, il Percheron è sicuramente il più conosciuto e diffuso nel mondo. Il nome deriva dal paese di Perche, dove un gruppo di agricoltori creò questa razza, usata principalmente per lavorare nei campi, trainare carichi pesanti o servire nell’artiglieria. Nonostante sia un cavallo massiccio e imponente, il Percheron conserva una stupefacente armoniosità nei movimenti. Qualche curiosità: può pesare fino a una tonnellata, sul pastorale presenta un po’ di peli, e i soli mantelli ammessi sono il grigio e il morello. Come tutti i cavalli pesanti, il Percheron unisce grande ubbidienza e pazienza a forza e resistenza.

Arriviamo infine al Merens, la cui zona di origine è quella dei Pirenei (per la precisione, la regione dell’Ariège, infatti un’altro nome di questa razza è Ariège). Nella cartina lo vedete abbastanza vicino al Camargue, ma visivamente le due razze non potrebbero essere più diverse; il Merens infatti è morello zaìno, ovvero senza alcuna marcatura bianca. Inoltre nasce in una zona di montagna dove vive, in estate fino all’autunno, allo stato brado nei pascoli d’alta quota, e nei periodi più freddi nei ricoveri costruiti dall’uomo. Razza resistente e a proprio agio sui terreni accidentati, ad oggi viene utilizzato come aiuto nei lavori agricoli e recentemente, soggetti dalle forme più snelle, vengono impiegati anche nel turismo equestre.

Ci sono molte altre razze francesi come il Bretone, il Boulonnais, il Comtois, l’Anglo-arabo Francese…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!

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Le maggiori razze italiane

Per questo articolo sulle principali razze equine italiane, abbiamo scelto di parlarvi dell’Haflinger (o Avelignese) del Bardigiano, del Maremmano, del Murgese e del Sella Italiano. Dalla cartina qui in alto, potete vedere quale sia l’area di provenienza di ciascuna razza, tranne il Sella Italiano che non ha un particolare luogo d’origine. Iniziamo!!!

L’Avelignese e’ forse tra queste la razza piu’ facilmente riconoscibile: il mantello è generalmente sauro mentre coda e criniera rigorosamente biondo-chiaro. E’ una razza che nasce nelle montagne del Tirolo e la sua grande forza e piede sicuro, lo rendono un pony ideale per il tiro leggero e per le passeggiate. Perchè si chiama così? Da Avelengo o Hafling in tedesco, un comune vicino Bolzano dove questa razza era largamente allevata.

Ecco ora il Bardigiano, stanziato sull’Appennino settentrionale, che deve il nome al comune di Bardi, in provincia di Parma. Non è ben chiara la sua provenienza, ma sembra quasi certo che abbia un collegamento con altre razze montane italiane, tra cui l’Haflinger; presenta similitudini poi con razze spagnole e anche con la più antica razza inglese, l’Exmoor. Anche il Bardigiano, temprato dai terreni scoscesi, è robusto e dal piede saldo, ottimo per il tiro leggero e per l’equiturismo.

Arriviamo ora al Maremmano, razza legata indissolubilmente ai butteri, i mandriani della Maremma, che li allevano tutt’ora allo stato semi-brado. Anche questa è una razza frugale e rustica, ma estremamente versatile; inseparabile compagno dei butteri nel governo dei bovini, è anche un atleta che ha ottenuto molti riconoscimenti sportivi nel salto ostacoli, dressage e completo. È anche un cavallo affidabile di esercito e polizia a cavallo.

Scendiamo ancora un pochino e arriviamo nella zona delle Murge, tra Puglia e Basilicata. Questo è il luogo di nascita di un altra razza adatta al traino leggero ma oggi anche alla sella, il Murgese; in seguito ad un accurato affinamento e miglioramento delle qualità da parte degli allevatori, è un cavallo che può essere utilizzato anche nel salto e nel dressage. Bardigiano, Maremmano e Murgese, sono tre razze in cui prevalgono i mantelli scuri, morello e baio in varie tonalità.

Eccoci arrivati al Sella Italiano. Questa razza è il risultato di incroci tra stalloni purosangue e fattrici di razze italiane adatte alla sella: un cavallo quindi elegante come il papà, ma robusto e affidabile come la mamma, che si trova a proprio agio nelle competizioni di tutte le discipline equestri.

Ci sono molte altre razze italiane come il Tolfetano, il Salernitano, l’Anglo-arabo Sardo…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!

Curiosita' · Razze equine

Cavalli a sangue freddo??

In inglese si parla di cavalli cold, hot o warm blooded…cosa significa? Questa classificazione non si riferisce certo alla loro temperatura corporea, ma al temperamento.

A sangue freddo (cold blooded horse) è il cavallo alto e pesante, utilizzato come animale da tiro. E’ un soggetto muscoloso, forte e resistente, con un temperamento calmo e docile, paziente anche con chi è alle prime armi. Alcune delle razze a sangue freddo sono Percheron, Shire e Clydesdale.

A sangue bollente invece (hot blooded horse) e’ il cavallo selezionato per la velocita e agilità; è quindi leggero, elegante con zampe lunghe e scattanti. E’ molto intelligente, impara presto, ma e’ anche nevrile ed energetico, adatto a cavalieri esperti. Le razze a sangue bollente più famose sono l’Arabo, il Purosangue inglese e l’Akhal-Teke.

Infine c’è il cavallo a sangue caldo, (warm blooded horse), nato dall’incrocio di Arabi e Purosangue con i pesanti cavalli da guerra e da tiro. E’ un cavallo più pesante di quello a sangue bollente, ma più atletico di quello a sangue freddo e anche il suo temperamento è un buon compromesso tra le due tipologie; per questo, razze come Holsteiner, Hannover e Irlandese, sono quelle più impiegate nelle competizioni equestri.

warm / cold / hot blooded horse

[pillola equestre di 199 parole]