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Il nome scientifico del cavallo

La tassonomia (dal greco tàxis, ordinamento e nòmos, norma) definisce, ordina e classifica tutti gli esseri viventi; dà sostanzialmente un nome universalmente e scientificamente riconosciuto a tutti gli organismi. Si tratta nel concreto di un sistema a due nomi (in latino), la cosiddetta nomenclatura binomiale, dove il primo definisce il genere e il secondo la specie. Ci sono diverse categorie e sottocategorie, ma solitamente le più usate sono: dominio, regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere e specie.
L’idea di una classificazione scientifica degli esseri viventi fu dello studioso svedese Carlo Linneo vissuto nel XVIII secolo; nonostante da allora ci siano state molte nuove scoperte nel campo delle scienze naturali grazie a strumenti di indagine sempre più sofisticati, il suo lavoro costituisce ancora la base della moderna tassonomia.

Ma ora vediamo nello specifico la classificazione del cavallo:
DOMINIO : Eukarya
sono gli organismi costituiti da cellule caratterizzate da un nucleo strutturato in cui è racchiuso il patrimonio genetico, ovvero gli eucarioti;
REGNO : Animalia
a seconda degli schemi classificativi adottati, sono riconosciuti fino a sette regni, tra cui le PLANTAE (piante) e i FUNGI (funghi). Il cavallo ovviamente appartiene al regno animale;
PHYLUM: Chordata
sono quegli organismi dotati di una struttura di sostegno interna (corda). Il subphylum a cui appartiene il cavallo, è quello dei VERTEBRATA, i vertebrati, caratterizzati da una struttura scheletrica ossea e/o cartilaginea;
CLASSE: Mammalia
sono i mammiferi, così chiamati per la presenza, nella femmina, di ghiandole mammarie che producono latte per sfamare la prole;
ORDINE: Perissodactyla
termine che dal greco significa “numero dispari delle dita” e identifica quegli animali in cui l’asse principale del piede passa per il dito mediano, che spesso è il più sviluppato e assume la principale funzione di sostegno;
FAMIGLIA: Equidae
oltre al cavallo, sono compresi l’asino e la zebra;
GENERE: Equus
SPECIE:
Equus Caballus
l’attuale cavallo domestico.

Tavola del regno animale (Regnum Animale) dalla prima edizione del Systema Naturae (1735), la maggiore opera di Linneo
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Le differenze tra cavallo e pony

La differenza più evidente tra pony e cavallo è ovviamente l’altezza. Convenzionalmente, con il termine di pony, si indica un soggetto che non supera i 147 cm al garrese; nel dettaglio poi si distingue tra taglia piccola (fino a 130 cm), media (da 131 a 140 cm) e grossa (da 141 a 147 cm).
Questa dell’altezza si tratta però di una distinzione arbitraria e che varia di paese in paese, stabilita quasi unicamente per comodità durante l’esibizione dei soggetti in show e competizioni. Ci sono infatti eccezioni, come quella della razza Morgan, che pur avendo un altezza intorno ai 140 cm, non ha le caratteristiche morfologiche di un pony.

Cavallo VS pony

La differenza sostanziale tra pony e cavallo sta infatti nella conformazione fisica, cioè nella differente struttura ossea e muscolare e in generale nelle diverse proporzioni della corporatura. Il pony tende ad essere più massiccio, ha maggiore resistenza fisica allo sforzo e tollera meglio il clima freddo. Fisicamente ha poi gambe più corte e un petto più ampio, un collo più tozzo e una testa più corta; i crini più folti e spessi per proteggerlo dal freddo invernale e gli zoccoli più duri.

Altra grande differenza sta nel temperamento. Il pony è generalmente più intelligente e astuto del cavallo, che si traduce in un suo essere più testardo e insofferente; quindi mai credere che il pony sia più docile solo perché più piccolo!

Un’ultima differenza sta nell’alimentazione: un pony può trovare sostentamento in un pascolo dove un cavallo morirebbe di fame. Per questo il pony è più incline ad ingrassare rendendolo maggiormente esposto al rischio di laminiti e problemi agli zoccoli. E’ necessario perciò che il pony segua un’alimentazione ad hoc.