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Micropillola / Blue roan

La definizione di roano è quella di un mantello dove il colore base (sauro, baio o morello) si mescola a peli bianchi su tutto il corpo, tranne che alle estremità (testa, gambe, coda e criniera) dove permane il colore semplice.
Le tre tipologie di roano che ne derivano sono red roan, bay roan e blue roan. Quest’ultimo è chiamato così perché la mescolanza omogenea di peli neri e peli bianchi, dà al manto dei leggeri riflessi bluastri; è facilmente confondibile con il mantello grigio, ma le differenze sostanziali sono due, ovvero che mentre il mantello grigio schiarisce con l’età e il puledro può nascere col manto di qualsiasi colore, il puledro roano nasce e rimarrà roano. Inoltre, come precedentemente detto, nel roano le estremità risultano più scure, conservando il manto di un unico colore. Alcune delle razze che più spesso presentano la colorazione del blue roan, sono americane come il Quarter o il Mustang, da tiro come il Percheron o il Bretone, e il Welsh pony.

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Il nome scientifico del cavallo

La tassonomia (dal greco tàxis, ordinamento e nòmos, norma) definisce, ordina e classifica tutti gli esseri viventi; dà sostanzialmente un nome universalmente e scientificamente riconosciuto a tutti gli organismi. Si tratta nel concreto di un sistema a due nomi (in latino), la cosiddetta nomenclatura binomiale, dove il primo definisce il genere e il secondo la specie. Ci sono diverse categorie e sottocategorie, ma solitamente le più usate sono: dominio, regno, phylum, classe, ordine, famiglia, genere e specie.
L’idea di una classificazione scientifica degli esseri viventi fu dello studioso svedese Carlo Linneo vissuto nel XVIII secolo; nonostante da allora ci siano state molte nuove scoperte nel campo delle scienze naturali grazie a strumenti di indagine sempre più sofisticati, il suo lavoro costituisce ancora la base della moderna tassonomia.

Ma ora vediamo nello specifico la classificazione del cavallo:
DOMINIO : Eukarya
sono gli organismi costituiti da cellule caratterizzate da un nucleo strutturato in cui è racchiuso il patrimonio genetico, ovvero gli eucarioti;
REGNO : Animalia
a seconda degli schemi classificativi adottati, sono riconosciuti fino a sette regni, tra cui le PLANTAE (piante) e i FUNGI (funghi). Il cavallo ovviamente appartiene al regno animale;
PHYLUM: Chordata
sono quegli organismi dotati di una struttura di sostegno interna (corda). Il subphylum a cui appartiene il cavallo, è quello dei VERTEBRATA, i vertebrati, caratterizzati da una struttura scheletrica ossea e/o cartilaginea;
CLASSE: Mammalia
sono i mammiferi, così chiamati per la presenza, nella femmina, di ghiandole mammarie che producono latte per sfamare la prole;
ORDINE: Perissodactyla
termine che dal greco significa “numero dispari delle dita” e identifica quegli animali in cui l’asse principale del piede passa per il dito mediano, che spesso è il più sviluppato e assume la principale funzione di sostegno;
FAMIGLIA: Equidae
oltre al cavallo, sono compresi l’asino e la zebra;
GENERE: Equus
SPECIE:
Equus Caballus
l’attuale cavallo domestico.

Tavola del regno animale (Regnum Animale) dalla prima edizione del Systema Naturae (1735), la maggiore opera di Linneo
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Il cavallo bianco di Uffington

Questa incredibile incisione sulle colline dell’Oxfordshire si trova vicino al villaggio di Uffington, tra le città di Oxford e Swindon. Si tratta di una figura lunga 110 metri riprodotta scavando dei solchi nel terreno, profondi circa un metro, poi riempiti di gesso bianco. Secondo gli archeologi l’opera risalirebbe alla fine dell’epoca del Bronzo (3300-1200 A.C.).
Il sito è proprietà del National Trust, un organizzazione che si impegna a preservare “coste, campagne e costruzioni di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord”; i bordi dell’incisione sono stati rafforzati con del cemento per limitarne il deterioramento e periodicamente volontari si adoperano per rinnovare il candore dell’opera con del nuovo gesso.
Ovviamente il posto migliore per ammirare il cavallo di Uffington è dall’alto, ma si può ammirare anche a distanza, dai vicini villaggi di Great Coxwell, Longcot e Fernham.
Si è a lungo dibattuto sul significato di questa figura, e se l’intento fosse proprio quello di rappresentare un cavallo piuttosto che un cane o una tigre dai denti a sciabola, ma dall’XI secolo almeno ci si è sempre riferiti ad essa come ad un cavallo bianco: in un manoscritto ritrovato nel monastero benedettino di Abingdon Abbey, si parla infatti del “mons albi equi” ovvero della collina del cavallo bianco.
Per quanto riguarda lo scopo dell’incisione, ci sono diverse teorie: una rappresentazione tribale, un’incisione in memoria di una battaglia, il simbolo di un culto, oppure una versione primordiale di un cartellone pubblicitario, messo lì da un mercante di cavalli.
Una curiosità sul cavallo di Uffington è che venne coperto durante la seconda guerra mondiale per evitare che i piloti tedeschi dall’alto potessero usare la figura per orientarsi durante i raid aerei.
Inoltre in Inghilterra non è l’unico, ma sono presenti molti altri cavalli bianchi incisi sulle colline, ognuno risalenti ad epoche diverse: il White Horse di Westbury, di Osmington, di Cherhill, di Kilburn e di Mormond.

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Micropillola / Galoppo falso vs galoppo rovescio

Prima di tutto, un piccolo ripasso sul galoppo: è un andatura in tre tempi più uno di sospensione, in cui il cavallo appoggia nell’ordine 1)posteriore esterno, 2)anteriore esterno e posteriore interno 3)anteriore interno (e successivo tempo di sospensione). Questa è la successione corretta che avremo, o dovremmo avere, in risposta alla nostra richiesta.

Il posteriore esterno è già a terra; poi toccherà a posteriore interno e anteriore esterno e per ultimo all’anteriore interno.

Ma se la successione degli arti non è corretta, e quindi l’ultimo arto a poggiare a terra risulta essere l’anteriore esterno, il cavallo avrà un galoppo “sbagliato”; si parlerà di galoppo falso se le intenzioni del cavaliere erano quelle di ottenere un galoppo dritto, ma così non è stato (solitamente per un errore nella sua richiesta), e di galoppo rovescio se invece il cavaliere ha specificatamente chiesto al cavallo di galoppare sull’anteriore esterno. Il galoppo rovescio infatti è proprio un esercizio in piano, anche di un certo livello, che porta ad una maggiore decontrazione ed ingaggio del posteriore, quindi in definitiva a migliorare in generale la qualità del galoppo stesso.

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The club house / La categoria di potenza

Nel concorso ippico internazionale di Piazza di Siena a Roma, la categoria di potenza è sempre stata una specialità di grande spettacolo per appassionati e non. Caratterizzata da due salti di riscaldamento e poi il famoso muro di oltre 2 metri, era una prova molto attesa e amata dal pubblico perché ricca di adrenalina; tuttavia negli anni cominciò a perdere importanza a causa della poca disponibilità di binomi disposti ad affrontare la sfida e dello stress fisico e psicologico del cavallo nel salto di un muro imponente.
Alla luce dei fatti, nel 2015 l’allora presidente FISE Vittorio Orlandi, prese la decisione di cancellare questa categoria, sostituendola con una simile, la sei barriere.
Questa prova è strutturata come una grande gabbia formata da sei ostacoli verticali, di altezza progressiva, disposti a due tempi l’uno dall’altro.
Il cambiamento attuato è stato applaudito sia dal pubblico che da molti ostacolisti tra i quali il grande Michel Robert.

ELENA: è sicuramente una gara molto spettacolare che da prova del coraggio e della determinazione del binomio, ma se io fossi chiamata ad affrontarla, sarei seriamente preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sulla salute del cavallo. Penso che sarebbe ora di cercare di promuovere l’immagine dell’equitazione senza dover sempre ricorrere a prove così intense e pericolose, perchè la spettacolarità del cavallo può essere rivelata in molti altri modi, non solo attraverso l’altezza di un ostacolo.

INES: sono d’accordo nel riconoscere che sia una prova altamente adrenalinica perché toglie il fiato agli spettatori, ma nonostante il miglioramento della prova, resa un po’ più graduale, per me resta un “no”. A mio parere, far saltare un ostacolo di circa 2 metri ad un binomio solo per spettacolo, oltre che essere pericoloso, è poco sportivo, sia per l’immenso sforzo di lancio e di atterraggio che è la parte più delicata del salto in sé, ma anche per la poca o nulla esperienza che potrebbe avere il cavallo per questa prova.

LAURA: ritengo che come prova, nonostante la modifica apportata, rimanga troppo pericolosa per quanto riguarda il benessere fisico dell’animale e che non metta in luce le qualità di cavallo e cavaliere; penso che sia finalizzata più alla spettacolarizzazione dell’evento.