Attualità · Curiosita' · Discipline · Eventi · Storia · The Club House

The club house / La categoria di potenza

Nel concorso ippico internazionale di Piazza di Siena a Roma, la categoria di potenza è sempre stata una specialità di grande spettacolo per appassionati e non. Caratterizzata da due salti di riscaldamento e poi il famoso muro di oltre 2 metri, era una prova molto attesa e amata dal pubblico perché ricca di adrenalina; tuttavia negli anni cominciò a perdere importanza a causa della poca disponibilità di binomi disposti ad affrontare la sfida e dello stress fisico e psicologico del cavallo nel salto di un muro imponente.
Alla luce dei fatti, nel 2015 l’allora presidente FISE Vittorio Orlandi, prese la decisione di cancellare questa categoria, sostituendola con una simile, la sei barriere.
Questa prova è strutturata come una grande gabbia formata da sei ostacoli verticali, di altezza progressiva, disposti a due tempi l’uno dall’altro.
Il cambiamento attuato è stato applaudito sia dal pubblico che da molti ostacolisti tra i quali il grande Michel Robert.

ELENA: è sicuramente una gara molto spettacolare che da prova del coraggio e della determinazione del binomio, ma se io fossi chiamata ad affrontarla, sarei seriamente preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sulla salute del cavallo. Penso che sarebbe ora di cercare di promuovere l’immagine dell’equitazione senza dover sempre ricorrere a prove così intense e pericolose, perchè la spettacolarità del cavallo può essere rivelata in molti altri modi, non solo attraverso l’altezza di un ostacolo.

INES: sono d’accordo nel riconoscere che sia una prova altamente adrenalinica perché toglie il fiato agli spettatori, ma nonostante il miglioramento della prova, resa un po’ più graduale, per me resta un “no”. A mio parere, far saltare un ostacolo di circa 2 metri ad un binomio solo per spettacolo, oltre che essere pericoloso, è poco sportivo, sia per l’immenso sforzo di lancio e di atterraggio che è la parte più delicata del salto in sé, ma anche per la poca o nulla esperienza che potrebbe avere il cavallo per questa prova.

LAURA: ritengo che come prova, nonostante la modifica apportata, rimanga troppo pericolosa per quanto riguarda il benessere fisico dell’animale e che non metta in luce le qualità di cavallo e cavaliere; penso che sia finalizzata più alla spettacolarizzazione dell’evento. 

Attualità · Curiosita' · Storia

Micropillola / La polizia a cavallo londinese

Formatasi nel 1760, e’ un ramo della Metropolitan Police di Londra. Inizialmente era stata creata per pattugliare le stazioni di pedaggio all’ingresso della città, mentre oggi é richiesta soprattutto come supporto durante manifestazioni ed eventi come partite di calcio; il cavallo permette infatti un’azione rapida nel caso dello scoppio di sommosse. I primi ufficiali a cavallo erano chiamati “Redbreast” per via della casacca rossa che indossavano. Per chi vuole operare in questa sezione, deve essere gia’attivo nella polizia da almeno 2 anni, e devo seguire un corso di 4 settimane in cui vengono testate le sue capacità; seguirà infine un corso di equitazione standard di 16 settimane. Il training non é solo per gli umani ma anche per i cavalli; per 6 mesi vengono esposti a ogni tipo di situazione che potrebbe verificarsi nelle strade della città, e si cerca di abituarli ai rumori tipici della metropoli. I soggetti scelti sono solitamente cavalli in cui ben si combinano il coraggio, tipico dei purosangue e la forza dei cavalli da tiro.

Attualità · Curiosita' · Discipline · Eventi · Monta americana · Sport

NRHA

La National Reining Horse Association (NRHA) è una organizzazione no profit fondata nel 1966 che si occupa di diffondere l’allevamento, l’addestramento e la conoscenza del cavallo da reining. Si impegna inoltre a regolamentare gli standard di prestazione e di valutazione delle gare e degli spettacoli in tutto il mondo.

La NRHA si è impegnata insieme ad altre associazioni mondiali per portare il reining nello scenario internazionale: nel 1988 l’Americana diventa la prima fiera di monta americana in Europa ad essere approvata dalla NRHA; il 1998 segna poi una data importante per questa associazione poichè il reining diventa la prima disciplina western della Squadra Equestre degli Stati Uniti (USET). Altro anno importante è il 2000 in cui il reining viene riconosciuta disciplina a livello intenazionale dalla FEI, e nel 2002 diventa il primo sport di monta americana ad essere introdotto nei World Equestrian Games.
La NRHA prevede diverse categorie per permettere ad atleti di più livelli di esibirsi. Tra queste troviamo gli Open riders, gli Entry-level riders, i Non Pro riders, gli Youth riders e gli Aged event horses (Futurity, Derby, e Maturity).
Il numero dei soci della NRHA continua a crescere ed è arrivato a superare i 15000 iscritti. Gli spettacoli approvati dalla associazione, sono più di 1200 e più di 150 sono gli eventi per gli Entry-level riders che si tengono ogni anno nel mondo. Le vincite degli spettacoli della NRHA superano all’anno i 13 milioni di dollari, dove 150.000 dollari sono la cospiscua vincita del campione del NRHA Open Futurity.

Anatomia · Curiosita' · Razze equine

Le differenze tra cavallo e pony

La differenza più evidente tra pony e cavallo è ovviamente l’altezza. Convenzionalmente, con il termine di pony, si indica un soggetto che non supera i 147 cm al garrese; nel dettaglio poi si distingue tra taglia piccola (fino a 130 cm), media (da 131 a 140 cm) e grossa (da 141 a 147 cm).
Questa dell’altezza si tratta però di una distinzione arbitraria e che varia di paese in paese, stabilita quasi unicamente per comodità durante l’esibizione dei soggetti in show e competizioni. Ci sono infatti eccezioni, come quella della razza Morgan, che pur avendo un altezza intorno ai 140 cm, non ha le caratteristiche morfologiche di un pony.

Cavallo VS pony

La differenza sostanziale tra pony e cavallo sta infatti nella conformazione fisica, cioè nella differente struttura ossea e muscolare e in generale nelle diverse proporzioni della corporatura. Il pony tende ad essere più massiccio, ha maggiore resistenza fisica allo sforzo e tollera meglio il clima freddo. Fisicamente ha poi gambe più corte e un petto più ampio, un collo più tozzo e una testa più corta; i crini più folti e spessi per proteggerlo dal freddo invernale e gli zoccoli più duri.

Altra grande differenza sta nel temperamento. Il pony è generalmente più intelligente e astuto del cavallo, che si traduce in un suo essere più testardo e insofferente; quindi mai credere che il pony sia più docile solo perché più piccolo!

Un’ultima differenza sta nell’alimentazione: un pony può trovare sostentamento in un pascolo dove un cavallo morirebbe di fame. Per questo il pony è più incline ad ingrassare rendendolo maggiormente esposto al rischio di laminiti e problemi agli zoccoli. E’ necessario perciò che il pony segua un’alimentazione ad hoc.

Consigli · Cura del cavallo · Curiosita'

L’impulso

A volte, durante la lezione, ti sarà capitato di sentir dire dall’istruttore la frase “manca impulso!”… Ma cos’è l’impulso? E come si ottiene?
L’impulso è una caratteristica psicologica del cavallo, che si manifesta con l’andare costantemente in avanti. Non significa velocità, bensì reattività e predisposizione alla spinta.

“L’impulso è il termine impiegato per descrivere il trasmettere una energia propulsiva, vibrante e attiva, ma controllata, che si origina dalle anche e che anima il potenziale atletico del cavallo.
La sua migliore espressione può essere mostrata solo attraverso la schiena morbida ed elastica del cavallo, guidata dalla mano del cavaliere con un contatto morbido.
(…)
L’impulso è caratteristico delle andature che hanno un tempo di sospensione.” (tratto da “Regolamento Nazionale e Regolamentazione per i Concorsi di Dressage” CONI FISE edizione 1998 revisione febbraio 2003)

Grazie ad esso, si ha la possibilità di fare una transizione trotto-galoppo per presa di equilibrio.

Anatomia · Curiosita' · Let's talk horses

Let’s talk horses #11

PROFILO CAMUSO

Molto evidente ad esempio nel Purosangue Arabo, è la testa del cavallo che vista di profilo è leggermente concava.

PROFILO MONTONINO

È la testa del cavallo che vista di profilo è leggermente convessa, una caratteristica tipica ad esempio del murgese.

CAVALLO VERDE

Si dice “verde”, come un frutto acerbo, un cavallo giovane e privo di esperienza, che ha appena iniziato il suo percorso di crescita insieme al proprio cavaliere. Negli eventi o in gara alcuni usano mettere alla coda del proprio cavallo un fiocco verde, proprio per avvisare chi gli sta intorno, della giovane e inesperta presenza.

Curiosita' · Discipline · Intervista · Sport

L’horseball – Intervista a Camilla Avagnina

L’horseball è uno dei pochissimi sport equestri dove si gioca a squadre e sebbene ancora poco conosciuto, in quanto a spettacolarità e adrenalina, non è secondo a nessuno.
Abbiamo intervistato per voi la campionessa italiana di Horseball, Silvia Camilla Avagnina; il suo e il nostro scopo è quello di far conoscere questa stupenda disciplina a sempre più persone.

Ma chi è Camilla? Classe ’93, inizia a giocare a horseball all’età di 10 anni con i ponies, ma poi cambia maneggio, dove l’impossibilità di continuare a giocare, la fanno passare al salto ostacoli. A 18 anni, poi, parte per la Spagna per studiare all’università di Barcellona, e lì la svolta: vicino a casa, trova un posto dove praticare horseball, e dopo solo un anno e mezzo, viene chiamata per giocare nella nazionale italiana! Da allora non ha mai più lasciato questo sport e nonostante attualmente viva in Italia, il suo cuore è con la squadra spagnola del Serrat dove gioca insieme alle sue inseparabili compagne.

1.Raccontaci come si svolge il gioco dell’horseball, e quali sono le regole principali.

L’horseball è uno sport di squadra che unisce l’equitazione, il basket ed il rugby, anche se quando mi chiedono a cosa si può paragonare rispondo sempre che è come il Quidditch di Harry Potter, ma invece di avere le scope abbiamo i cavalli! Ci sono due squadre formate da 6 binomi ognuna (4 in campo e 2 a bordo campo pronti ad entrare ad ogni richiesta dell’allenatore); lo scopo è riuscire a buttare le palla nel canestro avversario, dopo aver fatto passare la palla tra 3 giocatori differenti della stessa squadra, senza che la difesa gliela rubi. La partita dura 20 minuti ed è divisa in due tempi da 10, con una pausa di 3 minuti, fondamentale per far riposare cavalli e cavalieri e definire le tattiche di gioco.
Vince la squadra che fa più canestri. 

2. Che caratteristiche deve avere un cavallo da horseball? Ci sono delle razze che si prestano maggiormente a questa disciplina?

Generalmente vengono usati Purosangue Inglesi o Americani che vengono dalle corse; hanno bisogno però di un grandissimo lavoro di dressage perchè oltre ad essere veloce e resistente, nell’horseball è fondamentale che il cavallo sia anche agile, in grado di fermarsi e ripartire immediatamente, di fare piroettes e cambi di galoppo al volo. Ovviamente poi non deve avere paura della palla e non deve essere aggressivo verso gli altri cavalli.

3. C’è qualche particolarità nella sella e nei finimenti utilizzati?

Sella e finimenti sono gli stessi della monta inglese; le uniche particolarità sono che la martingala si lega fissa direttamente alla capezzina della testiera e non alle redini come nel salto, e che le staffe sono legate tra loro da una cinghia.

4. Uno dei momenti più spettacolari è il “ramassage” ovvero quando ci si piega a lato del cavallo per raccogliere la palla da terra…come si fa a non cadere?

Il fatto di avere le staffe legate tra loro, permette di creare una tensione tale affinché il piede non salga troppo e non ti sbilanci facendoti cadere dall’altra parte: è un pò come se qualcuno vi tenesse il piede dall’altra parte, il concetto è lo stesso.

5. Cosa ti ha fatto decidere che l’horseball era il tuo sport?

Prima di tutto perchè è una delle poche discipline equestri che prevede un gioco di squadra, poi perchè è una disciplina completa, molto dinamica e divertente con una tifoseria da stadio (cosa che nelle altre discipline equestri è molto limitata); noi abbiamo addirittura fumogeni, cartelloni, bandiere, trombe e megafoni, un vero delirio, una vera emozione. Un’altro aspetto che mi piace è che è l’unica disciplina equestre dove con un cavallo “normale” puoi arrivare a giocare un campionato del mondo, il risultato dipende più da te e dalla tua squadra che dal cavallo in sè, diversamente dal salto ostacoli.

6. Quali sono le squadre più forti? E quali sono le gare più importanti?

A livello nazionale Francia e Spagna sono le squadre più forti, ma devo dire che anche l’Italia negli ultimi anni sta crescendo parecchio e sta dando guerra alle altre. Per quanto riguarda le gare, la più importante di club è, come nel calcio, la Champions League mentre come nazionali ci sono i Campionati d’Europa o i Campionati del Mondo (ogni 4 anni) dove si scontrano tra di loro le varie nazioni.

5 CURIOSITA’ SULL’HORSEBALL!!!

  • le redini sono accorciate con un nodo così che il cavallo non rischi di inciamparvi e il cavaliere riesca a recuperarle velocemente quando deve lasciarle per prendere la palla con entrambe le mani;
  • le cadute da cavallo sono rare, ma in caso accada, la squadra viene penalizzata dando il possesso di palla a quella avversaria;
  • l’antenato dell’horseball è il “juego del pato”, lo sport nazionale argentino, dove pato significa anatra in spagnolo, perchè anticamente al posto della palla veniva usata un’anatra chiusa in un canestro;
  • la palla utilizzata nell’horseball è provvista di 6 maniglie in cuoio;
  • rispetto al polo, il numero dei giocatori è maggiore, il campo è più piccolo e le partite durano di meno; nel polo infatti è previsto che i cavalieri cambino cavallo alla fine di ogni tempo, affinchè gli animali, costantemente spronati a correre, non si stanchino troppo.
Cavalli famosi · Curiosita' · Storia

Alessandro Magno e Bucefalo

Alessandro Magno fu l’unico in grado di domare il focoso Bucefalo, nome che tradotto dal greco significa “testa di bue”, a sottolineare la possenza dell’animale, molto più grosso di altri. Si dice che Bucefalo avesse il mantello morello con una stella bianca sulla fronte e un occhio azzurro; era un esemplare dell’eccellente razza tessalica,(cioè della Tessaglia, la regione greca da cui si diceva provenissero i centauri) che il padre di Alessandro acquistò per 13 talenti, una somma esorbitante.

Tuttavia il cavallo era turbolento e recalcitrante a farsi montare, tanto che stava per essere restituito al proprietario, quando Alessandro si accorse di un dettaglio: Bucefalo aveva paura dei movimenti della propria ombra e quindi lo rivolse col muso verso il sole, riuscendo a montarlo.

“…Filippo e i suoi rimasero dapprincipio silenziosi e preoccupati; quando però Alessandro voltò il cavallo e ritornò gioioso e fiero, tutti alzarono un grido di giubilo; il padre addirittura pianse di gioia e, quando Alessandro smontò, lo baciò sulla testa dicendogli : “Figlio, cercati un regno che ti si confaccia : la Macedonia è troppo piccola per te…” (Plutarco – Vite parallele)

Da allora Bucefalo non si lasciò montare da nessun altro e Alessandro non ebbe un altro destriero. I due affrontarono per quasi 20 anni tantissime battaglie per la conquista del mondo conosciuto.

L’affetto e il legame tra Alessandro per Bucefalo era tale che si narra di quando alcuni barbari rapirono il cavallo, ma questi, di fronte alla minaccia del’imperatore di sterminare l’intera popolazione colpevole, decisero di restituirglielo; Alessandro, riconoscente, finì addirittura per pagar loro il riscatto.

Alla fine solo la morte separò il cavaliere dal suo cavallo, e precisamente durante la guerra contro il re Poro, re indiano della regione del Punjab. Bucefalo venne ferito a morte ma sembra che fece appello a tutte le sue forze per portare il suo padrone in trionfo. Poi coperto di sudore e di sangue, Bucefalo si stese al suolo morendo all’età di 30 anni. Venne sepolto con gli onori militari e in suo nome venne fondata la città Bucefalia.

Curiosita' · Razze equine · Storia

Le maggiori razze di Regno Unito e Irlanda

Il Regno Unito e l’Irlanda sono forse i paesi con la più lunga tradione equestre. Qui ci sono alcuni dei più antichi allevamenti europei, che già nel XII secolo producevano cavalli per le stalle reali o per l’esercito; qui nasce sua maestà il Purosangue Inglese, ma anche molte delle razze di pony più conosciute. Come sempre, guardate la mappa qui sopra per scoprire in che zona ognuno di loro ha origine. Iniziamo!!!

Al Purosangue Inglese non serve certo una presentazione: è il cavallo più veloce al mondo ed è la razza che è stata usata per “migliorarne” molte altre a livello di atleticità e leggerezza. Il PSI deriva dall’incrocio di 3 stalloni arabi importati in Inghilterra verso il 1600, e incrociati con le fattrici appartenenti a un antico ceppo di cavalli inglesi da corsa. Si generò così una razza superiore per velocità e tenuta, che ha mantenuto i suoi caratteri intatti fino ai giorni nostri.

Da una razza leggera e scattante, passiamo ad una decisamente pesante ma ugualmente stupenda: lo Shire. Questo gigante discende dal Great Horse, il grande cavallo dei tornei medioevali, un destriero massiccio e forte in grado di portare cavalieri che a causa delle loro armature arrivavano a pesare anche a 180 Kg. All’epoca della regina Elisabetta era anche utilizzato per trasportare carri e vetture lunghe le strade delle città, spesso difficilmente praticabili. Lo Shire di oggi ha sicuramente mantenuto alcune caratteristiche di questi grandi cavalli e ha una propria fisionomia da circa 200 anni. Prima dell’avvento della macchina era il cavallo più diffuso in Inghilterra, usato nelle città e anche nelle campagne. Oltre all’altezza, un’altra sua caratteristica sono gli arti ricoperti da lunghi peli a partire dal garretto e dal ginocchio.

Andiamo ora in Galles per scoprire uno dei pony più diffusi e conosciuti, il Welsh. Il libro genealogico di questa razza distingue 4 diverse sezioni di pony in base alla loro altezza e conformazione fisica: Welsh Mountain Pony, Welsh Pony, Welsh Pony Cob e Wesh Cob. La sezione più antica è sicuramente quella del Welsh Mountain che viveva selvaggio sulle montagne del Galles e che conobbe grande espansione soprattutto sotto l’impero romano. Per questo arabo in miniatura, il limite d’altezza è fissato a 1.22m. Il Welsh Pony è più alto del Mountain, infatti può arrivare a 1,37m. Il Welsh Pony Cob ha anch’esso un’altezza massima di 1,37m e presenta caratteristiche intermedie. Infine il Welsh Cob è il più alto (massimo 1,52m) ed è apprezzato soprattutto per la sua attitudine al trotto.

Bisogna arrivare fino alle isole Shetland, a nord della Scozia, per trovare questo minuscolo pony. Poco si conosce sulle origini dello Shetland, che potrebbe derivare da incroci con ponies celtici. In passato questa razza veniva utilizzata per tutti i lavori: come animale da tiro nei campi, come soma e sella. Nel XIX secolo veniva utilizzato soprattutto come aiuto per l’uomo nelle miniere di carbone dell’Inghilterra settentrionale. Questo pony è tra i più piccoli, secondo solo al Falabella: al garrese è alto poco più di un metro. I crini sono fluenti e densi e c’è un ciuffo anche sul glomo. Il mantello tradizionale è il morello ma lo Shetland può avere qualsiasi tipo di mantello, anche quello pezzato.

Il Clydesdale prende il nome dalla valle di Clyde, in Scozia, E’ un cavallo che deriva dalle antiche razze fiamminghe e che nacque agli inizi del 1700 come razza da tiro sia in campagna che in città. Lo si potrebbe confondere con lo Shire, che comunque ha dato il suo apporto di sangue alla razza, ma ci sono alcune differenze tra i due: innanzitutto il Clydesdale è solitamente più basso, ha poi spalle più oblique e una testa dal profilo dritto, mentre lo Shire ne ha uno più acquilino; infine il Clydesdale soprattutto durante le manifestazioni, ha la coda rasata e decorata. Ah, lo sapevi che i cavalli che si vedono nelle pubblicità della nota birra Budweiser, sono proprio Clydesdale???

Arriviamo infine nella verde Irlanda, più precisamente nella regione di Connemara, da cui prende il nome questo bel pony; in realtà, l’altezza che può arrivare fino a circa 144 cm, lo rende una cavalcatura ideale anche per adulti poco pesanti. E’ una razza molto antica, probabilmente discendente dai cavalli celtici, incrociata poi con sangue berbero e spagnolo. C’è stato anche l’apporto del Purosangue Inglese che ne ha reso un ottimo cavallo da sella, che alle normali doti del purosangue, unisce la robustezza e la saldezza dei ponies.

Ci sono molte altre razze britanniche e irlandesi come l’Hackney, il Dartmoor, il New Forest, il Cleveland Bay…tu ne conosci altre? Vuoi parlarcene? Scrivici nei commenti!!!