Attualità · Consigli · Sport

Allenamento del cavaliere / Livello intermedio

Dopo la scheda di allenamento di livello principiante, passiamo a quella di livello intermedio, ideale per chi fa già un po’ di attività fisica anche se non di frequente.
Anche qui, sotto la lista degli esercizi, troverete i video di riferimento.
Le due fasi di riscaldamento e defaticamento sono uguali per tutti i livelli e consigliamo di non saltarle per evitare infortuni e lavorare al meglio.

RISCALDAMENTO :

  1. Circonduzioni complete del collo: 5 a sx e 5 a dx lentamente.
  2. Circonduzioni avanti delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  3. Circonduzioni indietro delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  4. Apro e chiudo le braccia sul piano frontale: inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  5. Apro e chiudo le braccia descrivendo una linea diagonale: braccio sinistro in alto e braccio destro in basso alternato, inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  6. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate: 10 ripetizioni alternando gamba sx e gamba dx.
  7. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate + slancio in alto del braccio opposto: 10 ripetizioni, alternando gamba sx e gamba dx.
  8. Flessione in avanti del busto: toccarsi la punta dei piedi, gambe tese, lentamente tornare in posizione eretta alzando la testa per ultima, 5 ripetizioni.

// VIDEO RISCALDAMENTO //

ESERCIZI:

  1. Pallina da tennis + muro: da svolgere su una gamba sola, posizionarsi almeno due metri dal muro, lanciare la pallina contro il muro e recuperarla cercando di non perdere l’equilibrio. 15 lanci in appoggio sulla gamba sx, 15 lanci in appoggio sulla gamba dx.
  2. Proni, in ginocchio, salto in piedi: mi stendo a pancia in giù, spingendo sulle mani mi porto in ginocchio, da lì spingendo contro la punta dei piedi salto in alto con le mani verso il soffitto. 15 ripetizioni.
  3. 30 secondi di recupero/pausa.
  4. Sit up e crunch: steso a pancia in su, gambe piegate, sollevo il busto contraendo l’addome poi sposto il peso sui piedi e mi alzo. 15 ripetizioni.
  5. Bicicletta + braccia: steso a pancia in su, le gambe si muovono come se pedalassi, le braccia invece si muovono da lungo i fianchi fino a dietro la testa. Inspiro porto le braccia dietro la testa, espiro porto le braccia lungo i fianchi. 30 ripetizioni.
  6. Bicipiti + military press: 15 ripetizioni.
  7. Sedia romana: appoggiati al muro, gambe piegate a 45°, mantengo la posizione per 1 minuto, poi mi porto in posizione eretta, scendo di nuovo a 45° e risalgo, come se stessi trottando. 30 ripetizioni.
  8. Squat sumo: 15 ripetizioni.
  9. Slanci laterali delle gambe in piedi: utilizziamo un elastico, legatelo alla caviglia opposta rispetto alla gamba che si trova parallela al muro, appoggiate la mano al muro per garantirvi la possibilità di mantenere la schiena più diritta possibile. 15 ripetizioni gamba dx, 15 ripetizioni gamba sx.
  10. Slanci laterali distesi su un fianco: utilizziamo un elastico, legatelo sopra le ginocchia, prestando attenzione che sia teso e vi garantisca una buona resistenza. Slancio la gamba sx per 15 volte e per 15 volte slancio la gamba dx.
  11. Ponte glutei: per un lavoro più intenso mettete un cuscino tra le ginocchia e stringetelo così da avere una maggior attivazione delle gambe, 15 ripetizioni.
  12. Scalino: posizionatevi con la punta del piede sx sopra uno scalino, scendete con il tallone il più possibile, poi spingetelo verso l’alto così da poggiarvi sulla punta. Potete fare l’esercizio con entrambi i piedi insieme o uno alla volta, prestando attenzione nel mantenere la corretta posizione eretta senza spostare eccessivamente il carico sulla gamba che sta lavorando. 25/30 ripetizioni per gamba, 50/60 se lavorate con i piedi insieme.

// VIDEO ESERCIZI LIV. INTERMEDIO //

DEFATICAMENTO:

  • Squadra al muro: supini, con le gambe distese al muro con le ginocchia diritte, 15 minuti totali.
    Nei primi 3 minuti concentro il lavoro sulla respirazione, dopo inizio a lavorare con le braccia, inspiro le porto indietro, espiro e le porto lungo i fianchi. Ripeto per 15 volte.
    Nei restanti minuti cercate di alternare esercizi in cui divaricate le gambe strisciando i talloni al muro e la respirazione con le braccia.
    Dopo aver finito, rotolate su un fianco, portatevi in ginocchio e lentamente spingendo sulla punta dei piedi portatevi in posizione eretta, ricordatevi che l’ultima a salire è la testa.
    Una volta in piedi: inspiro portando le braccia in alto ed espiro tutto portando le braccia verso il pavimento. Ripetete il movimento 3 volte.

// VIDEO DEFATICAMENTO //

Anatomia · Attualità · Consigli · Cura del cavallo

Cavalli che odiano il grooming

Dappertutto leggiamo che il grooming è un momento nella routine del maneggio molto importante perchè, oltre che per una semplice questione di pulizia e igiene, ci permette di avvicinarci al cavallo, entrare in sintonia con lui e fargli qualche coccola. Ma quello che tanti non dicono è che può benissimo capitare che il cavallo che vi sta davanti non sia un amante del grooming, e che brusca e striglia siano per lui strumenti di tortura.
Come si fa a capirlo? Molto semplice. Noterete segni di impazienza e nervosismo appena comincerete a passare la striglia: appiattisce le orecchie all’indietro, si allontana da voi, batte a terra lo zoccolo o piega la testa verso l’odiata spazzola dando segno di volervi mordere.
Perchè lo fa e cosa si può fare? Questi i casi più comuni:

1.è un problema di educazione/ubbidienza, soprattutto nel caso di cavalli giovani; in questo caso bisogna armarsi di pazienza, procedere per gradi, premiare il cavallo quando collabora, usare la nostra voce per tranquillizzarlo, allungare i tempi della pulizia progressivamente per permettergli di abituarsi a questa pratica;

2.il cavallo ha avuto brutte esperienze magari con un proprietario precedente durante il momento della pulizia; anche in questo caso, come nel punto 1, bisogna procedere per gradi e con pazienza;

3.il cavallo ha una pelle particolarmente sensibile, cosa non infrequente nei purosangue; dobbiamo adoperare quindi spazzole meno dure (striglia di gomma, brusca con setole morbide, guanto di gomma ecc..) e regolare la pressione che esercitiamo sul corpo del cavallo durante la pulizia;

4. il cavallo prova dolore dovuto a malessere o a una lesione: rivolgiamoci all’istruttore e/o al veterinario, soprattutto se questa particolare sensibilità del cavallo è inconsueta e se notate lesioni, gonfiori e zone calde.

Attualità · Consigli · Sport

Allenamento del cavaliere / Livello principiante

Quanti di noi si sono sentiti dire l’odiata frase “Cosa ci vuole, basta stare seduti, fa tutto il cavallo!” Ebbene no, non è così, perché anche noi cavalieri, in quanto parte del binomio, siamo sottoposti ad uno sforzo fisico che mette alla prova la nostra elasticità, resistenza e forza.
Ritornati in sella dopo il lungo lockdown che ci ha costretto a casa, alcuni di noi si saranno forse ritrovati ad avere il fiato corto dopo appena un giro di galoppo e le gambe doloranti come non succedeva più da un po’ di tempo. Questo perché l’allenamento del cavaliere è tanto importante quanto quello del cavallo; avere una certa preparazione fisica ci consente anche di poter meglio assecondare i movimenti del nostro cavallo e di migliorare quindi la performance del binomio.

Agnese

Con l’aiuto di Agnese, amazzone laureata in scienze motorie, abbiamo preparato 3 schede di allenamento suddivise in livello principiante (per chi nel complesso fa poca attività fisica), intermedio (per chi fa attività fisica saltuariamente) e avanzato (per chi fa attività fisica regolarmente), a seconda del grado di preparazione atletica del cavaliere. Le schede seguono uno schema comune: oltre all’allenamento vero e proprio c’è sempre una fase precedente di riscaldamento e una conclusiva di defaticamento, affinché il nostro corpo venga stimolato all’attività in maniera sicura e controllata.
Inoltre per maggior chiarezza, sotto la lista degli esercizi troverete il link del video di riferimento che potrete seguire per essere sicuri di svolgerli correttamente.
Agnese ci consiglia, se possibile, di allenarci 3 volte a settimana a giorni alterni, per avere il giusto equilibrio tra attività fisica e recupero.

RISCALDAMENTO

  1. Circonduzioni complete del collo: 5 a sx e 5 a dx lentamente.
  2. Circonduzioni avanti delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  3. Circonduzioni indietro delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  4. Apro e chiudo le braccia sul piano frontale: inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  5. Apro e chiudo le braccia descrivendo una linea diagonale: braccio sinistro in alto e braccio destro in basso alternato, inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  6. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate: 10 ripetizioni alternando gamba sx e gamba dx.
  7. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate + slancio in alto del braccio opposto: 10 ripetizioni, alternando gamba sx e gamba dx.
  8. Flessione in avanti del busto: toccarsi la punta dei piedi, gambe tese, lentamente tornare in posizione eretta alzando la testa per ultima, 5 ripetizioni.

// VIDEO RISCALDAMENTO //

ESERCIZI

  1. Squat a occhi chiusi: 10/15 ripetizioni.
  2. Bicchiere e pallina: appoggiare un bicchiere sopra un tavolo, posizionatevi il più lontano possibile da questo, iniziate a correre con la pallina in mano verso il bicchiere, mettete la pallina dentro il bicchiere e tornate al punto di partenza correndo all’indietro. Ripartite correndo all’indietro, afferro la pallina con la mano opposta e tornate al punto di partenza correndo in avanti. Alternate mano destra e mano sinistra. Ripetete l’esercizio tra le 10 e le 15 volte max.
  3. 30 secondi di recupero/pausa.
  4. Jumping jacks: da fare per un tempo compreso tra un minimo di 30 secondi e un massimo di 1 minuto.
  5. Aperture laterali delle braccia: con elastico, 10 braccio sx, 10 braccio dx.
  6. Alzate frontali delle braccia: con elastico, 10 braccio sx, 10 braccio dx.
  7. Sedia romana: appoggiati al muro, gambe piegate a 45° e mantengo la posizione per 1 minuto.
  8. Slanci laterali delle gambe in piedi: utilizzate un elastico, legatelo alla caviglia opposta rispetto alla gamba che si trova parallela al muro, appoggiate la mano al muro per garantirvi la possibilità di mantenere la schiena più diritta possibile. 10 ripetizioni gamba dx, 10 ripetizioni gamba sx.
  9. Slanci laterali distesi su un fianco: utilizzate un elastico, legatelo sopra le ginocchia, prestando attenzione che sia teso e vi garantisca una buona resistenza. Slancio la gamba sx per 10 volte e la gamba dx per 10 volte.
  10. Ponte glutei: per un lavoro più intenso mettete un cuscino tra le ginocchia e stringetelo così da avere una maggior attivazione delle gambe,10 ripetizioni.
  11. Scalino: posizionatevi con la punta del piede sx sopra uno scalino, scendete con il tallone il più possibile, poi spingetelo verso l’alto così da poggiarvi sulla punta. Potete fare l’esercizio con entrambi i piedi insieme o uno alla volta, prestando attenzione nel mantenere la corretta posizione eretta e senza spostare eccessivamente il carico sulla gamba che sta lavorando. 25/30 ripetizioni per gamba, 50/60 se lavorate con i piedi insieme.

// VIDEO ESERCIZI LIV. PRINCIPIANTE //

DEFATICAMENTO

  • Squadra al muro: supini, con le gambe distese al muro, ginocchia diritte, 15 minuti totali.
    Nei primi 3 minuti concentro il lavoro sulla respirazione, dopo inizio a lavorare con le braccia, inspiro le porto indietro, espiro le porto lungo i fianchi. Ripeto per 15 volte.
    Nei restanti minuti cercate di alternare esercizi in cui divaricate le gambe strisciando i talloni al muro e la respirazione con le braccia.
    Dopo aver finito, rotolate su un fianco, portatevi in ginocchio e lentamente spingendo sulla punta dei piedi portatevi in posizione eretta, l’ultima a salire è la testa.
    Una volta in piedi: inspiro portando le braccia in alto ed espiro tutto portando le braccia verso il pavimento. Ripetete il movimento 3 volte.

// VIDEO DEFATICAMENTO //

Attualità · Consigli

Posso andare in maneggio?

E’ di ieri la notizia che tutta l’Italia è diventata “zona rossa”: non più soltanto chi vive in Lombardia o in quei comuni che all’inizio erano stati chiamati “focolai”, ma chiunque abiti nella penisola, dovrà attenersi ai provvedimenti emanati dal Consiglio dei Ministri, per cercare di limitare e sconfiggere il Coronavirus.
Una delle regole fondamentali, è quella di evitare gli spostamenti là dove non siano strettamente necessari.

Ma quindi come ci si deve comportare ora per andare in maneggio?
Tutto dipende da una semplice domanda: sei il propietario di un cavallo (anche in mezza fida)?

Se la risposta è SI, riporto quanto scritto sul sito della FISE:
(…)le attività necessarie per accudire e muovere il proprio cavallo, e quindi garantirne il suo benessere, ed evitare ripercussioni anche letali sulla sua salute possono rientrare nello “stato di necessità” previsto dal DPCM, che giustifica lo spostamento casa/maneggio o casa/scuderia(…)”

Si precisa poi che
Sono permessi, qualora l’organizzazione del maneggio non sia in grado di garantire con il proprio personale il benessere e il buon stato di salute di tutti i cavalli ospitati, solo eventuali accessi presso i maneggi stessi, preferibilmente scaglionati e limitati a una sola delle seguenti figure per cavallo: il cavaliere o il proprietario o il detentore/affidatario e il tempo strettamente necessario per consentire effettivamente di accudire e muovere i cavalli stessi.

Quindi informatevi presso la struttura dove è alloggiato il vostro cavallo, e qualora fosse assolutamente necessaria la vostra presenza per garantirne il benessere, recatevi al maneggio cercando di evitare di congestionare gli ambienti e di stare solo il tempo necessario a svolgere le operazioni dovute.
Visto poi che le autorità faranno dei controlli a campione alle persone che nonostante le restrizioni si spostano da un comune all’altro, la FISE fornisce una bozza di autodichiarazione da compilare ed eventualmente mostrare agli agenti di polizia. (SCARICA QUI)

Se la risposta alla domanda è NO, allora la cosa da fare è solo una : RESTARE A CASA. Anch’io sono molto dispiaciuta di dover rinunciare ad andare a cavallo, ma dobbiamo rispettare quanto disposto dalle autorità, perchè non possiamo più permetterci di far salire il numero dei contagiati.

Gli ospedali e le strutture per accogliere i malati sono in ginocchio, dobbiamo avere pazienza e agire con senso civico e di responsabilità

Consigli · Curiosita'

A cavallo in strada, le norme da rispettare

A volte quando si esce in passeggiata, può capitare di dover percorrere dei tratti di strada su cui circolano veicoli. Quali sono le regole da rispettare secondo il codice della strada in questi casi? Come si deve comportare il cavaliere o l’amazzone, e come il guidatore del mezzo?
Innanzitutto l’articolo 115 definisce quelli che sono i requisiti minimi per la conduzione di animali e cioè l’idoneità psichica, fisica e il compimento del quattordicesimo anno d’età:

Essendo il cavallo un essere vivente che può prendere decisioni che si possono dimostrare pericolose per chi è in sella ma anche per chiunque sia nei paraggi, è necessario quindi che il cavaliere o amazzone abbia le facoltà necessarie per richiamare l’animale all’ordine.

L’articolo che poi regola la conduzione degli animali su strada è il 184. Esso ci dice che per ogni due animali da sella ci vuole almeno un conducente in grado di controllarli e condurli evitando di intralciare gli altri e che, qualora l’illuminazione fosse scarsa, è necessario dotarsi di un sistema di illuminazione che comunichi la posizione dell’animale.

L’articolo 160 regola invece la sosta del cavallo, e nello specifico dice che l’animale deve essere legato o comunque assicurato mediante dispositivi appositi in modo sicuro e tale da non intralciare o mettere in pericolo altri.

Infine l’articolo 141 regola il comportamento del conducente di un mezzo in presenza di animali sulla strada, affermando che questo deve rallentare e all’occorrenza fermarsi qualora gli animali diano segni di spavento. Al punto 7 dello stesso articolo tuttavia si sottolinea che anche il conducente di un animale da sella deve ugualmente tenere una velocità adeguata al traffico.

Consigli · Cura del cavallo · Curiosita'

L’impulso

A volte, durante la lezione, ti sarà capitato di sentir dire dall’istruttore la frase “manca impulso!”… Ma cos’è l’impulso? E come si ottiene?
L’impulso è una caratteristica psicologica del cavallo, che si manifesta con l’andare costantemente in avanti. Non significa velocità, bensì reattività e predisposizione alla spinta.

“L’impulso è il termine impiegato per descrivere il trasmettere una energia propulsiva, vibrante e attiva, ma controllata, che si origina dalle anche e che anima il potenziale atletico del cavallo.
La sua migliore espressione può essere mostrata solo attraverso la schiena morbida ed elastica del cavallo, guidata dalla mano del cavaliere con un contatto morbido.
(…)
L’impulso è caratteristico delle andature che hanno un tempo di sospensione.” (tratto da “Regolamento Nazionale e Regolamentazione per i Concorsi di Dressage” CONI FISE edizione 1998 revisione febbraio 2003)

Grazie ad esso, si ha la possibilità di fare una transizione trotto-galoppo per presa di equilibrio.

Consigli · Cura del cavallo · Curiosita' · Micropillole

Micropillola / Cinghie e riscontri del sottopancia

Quando alzate il quartiere per fissare il sottopancia, avrete sicuramente notato che i riscontri della sella inglese sono tre, mentre le cinghie del sottopancia soltanto due. Sapete il perché? Per una semplice questione di sicurezza: se uno dei riscontri della sella si dovesse rompere, ne avreste sempre uno di scorta.
Questa caratteristica è riscontrabile in molte selle, ma non in tutte.
Per dare maggiore stabilità ed equilibrare il tiraggio, si consiglia di allacciare le cinghie al primo e al terzo riscontro, lasciando quello in mezzo libero.

Anatomia · Consigli · Cura del cavallo · Intervista

Una chiacchierata con il veterinario – Intervista alla dott.ssa Elisabetta Bacaro

Noi di Pillolequestri siamo sempre molto caute nello scrivere articoli che riguardano la salute del cavallo, perchè siamo convinte che solo i professionisti del settore con anni di esperienza alle spalle, abbiano l’autorità e le competenze necessarie per farlo. Vogliamo che anche voi siate consapevoli dell’importanza di affidarsi sempre a un veterinario preparato per prendervi cura del vostro compagno.

Oggi abbiamo intervistato Elisabetta Bacaro, medico veterinario ortopedico, specializzato cioè a risolvere le problematiche dell’apparato muscolo scheletrico del cavallo. Dopo essersi laureata nel 2003 all’università di Perugia, lavora in Inghilterra e in molte prestigiose cliniche italiane. Attualmente conduce anche diversi corsi di stretching, allenamento muscolare e gestione del cavallo in tutta Italia. La sua passione per i cavalli inizia presto, a 8 anni, quando comincia a montare e a fare le prime gare; ma ciò che più la appassiona è domare i giovani puledri e inziarli ai primi salti. E poi c’è il suo grande sogno, diventare il “dottore degli animali”. Ora non monta più, ma i cavalli continuano a essere parte della sua quotidianità.

1.Qual è il percorso di studi necessario per diventare veterinario che si occupa dei cavalli?

Per diventare medico veterinario bisogna prima di tutto superare il test di ammissione; superato il test il corso di studi dura 5 anni ( con obbligo di frequenza) più 6 mesi di tirocinio obbligatorio. Una volta laureati si diventa dottore in medicina veterinaria, e per poter esercitare la professione bisogna superare l’esame di stato cper avere l’abilitazione all’esercizio della professione per poi iscriversi all’ordine dei medici veterinari di una provincia ( di solito quella di residenza).
Terminato questo percorso in realtà non si ha una specializzazione per cui si prosegue affiancando dei medici veterinari che si occupano esclusivamente di cavalli per poter imparare la parte pratica del mestiere (alcune facolta’ consentono già durante l’università di svolgere un anno di tirocinio facoltativo durante il periodo di studio). Dopo la laurea generalmente si entra in qualche clinica aiutando con la gestione delle urgenze, della chirurgia e dei rivoverati.
Io decisi di seguire medici veterinari che si occupavano prevalentemente di ortopedia e chirurgia ortopedica per perfezionarmi e concentrarmi al massimo in quello che e’ tuttora il mio ambito di interesse.

2. Come faccio a sapere se il mio cavallo non sta bene e non può lavorare?

Ci sono diversi segnali che ci possono far capire che il cavallo non sta bene e che quindi non può lavorare. Vediamone alcuni.
Se il cavallo ha la febbre e/o dolore addominale, lo noteremo dal fatto che non ha mangiato il fieno o il mangime che gli abbiamo dato ore prima; oppure, il cavallo potrebbe aver mangiato ma avere comunque un atteggiamento “depresso” con la testa rivolta verso il basso e mostrarsi poco reattivo agli stimoli; facendolo uscire dal box, potremmo notare che non appoggia un arto, zoppicando in modo evidente o che si muove con grande difficoltà, o che mostra zone del corpo inspiegabilmente sudate; altro segnale è del muco che gli scende dal naso o del fieno non ben masticato o saliva che gli pende dalle labbra. Tutti questi sono validi motivi per dimenticarsi di montare e pensare di osservare quel che c’è diverso dal solito, magari chiedendo al proprio istruttore se si e’ in maneggio, e nel caso poi decidere di chiamare il proprio medico veterinario se il cavallo non è davvero in forma e necessita di un controllo.
Un’altra situazione, meno urgente, ma che potrebbe richiedere di far riposare il cavallo e’ il giorno successivo ad uno sforzo intenso, dove il cavallo potrebbe presentare dolore muscolare e rigidità; in quel caso una bella passeggiata a mano (non in giostra in circolo e al coperto) e’ sempre salutare per il benessere fisico e mentale del cavallo, migliore anche del solito paddock dove, se non stimolato, rischia solo di stare fermo con l’unico beneficio di ricevere i raggi solari.

3. Quali sono gli esami indispensabili da dover far fare prima di comprare un cavallo?

Prima di comprare un cavallo la visita di compravendita e’ sicuramente l’arma più efficace e sicura che ha l’acquirente per capire in quale condizione di salute si trova il cavallo in quel momento, e bisogna dichiarare al medico veterinario quale attività dovrà svolgere il cavallo in questione. La visita di compravendita e’ uno strumento per conoscere il cavallo nel momento dell’acquisto e per fare anche un confronto nel tempo tra lo stato di partenza e il giorno in cui si presenta una eventuale patologia.

4. Ogni quanto devono essere controllati i denti ?

I denti di un cavallo che vive prevalentemente in scuderia, dovrebbero essere controllati almeno una volta l’anno.
Il cavallo che invece ha la possibilità di strappare erba più ore al giorno puo’ essere controllato anche ogni anno e mezzo/due salvo diversa prescrizione del medico veterinario che conosce e ha già visitato il cavallo.

5. Quali creme/farmaci consigli di tenere nell’armadietto della scuderia?

Il consiglio che posso dare è di non tenere farmaci o creme nell’armadietto per evitare terapie fai da te. La terapia deve essere sempre gestita dal medico veterinario. Piuttosto posso consigliare di avere sempre a disposizione un buon grasso vegetale per gli zoccoli, della creta, utile in caso di gonfiore degli arti dopo uno sforzo intenso e una crema senza aggiunta di farmaci da usare in caso di abrasioni e ferite che non necessitano l’intervento del medico veterinario. E’ utile anche avere del ghiaccio spray e del ghiaccio secco da utilizzare in caso di calci, botte, tendiniti acute, in attesa dell’arrivo del medico veterinario di fiducia.

6. Quali sono le cose indispensabili che porti sempre con te alle visite?

A parte la strumentazione necessaria per fare una visita, per me indispensabile avere foglio e penna, così mentre visito annoto ogni particolare che altrimenti dimenticherei. Ho sempre la tenaglia esploratrice per i piedi e la termocamera (una telecamera che riesce a rilevare l’energia termica irradiata da un corpo) e il fonendoscopio (apparecchio per l’ auscultazione dei visceri). Per valutare l’apparato muscolo scheletrico del cavallo gli strumenti necessari sono molti ma il primo e’ sempre la voglia di mettersi in gioco e fare un ottimo lavoro.

7. Le condizioni degli arti del cavallo sono spesso fondamentali per la sua salute generale. C’è qualche consiglio che vorresti dare ai proprietari (anche molto giovani) riguardo al governo e al lavoro di tutti i giorni del cavallo, per mantenere l’apparato locomotore in salute?

Per mantenere l’apparato locomotore in buona salute bisogna prima di tutto sapere in quale condizione si trova il cavallo, in termini di appiombi, appoggio del piede, sviluppo muscolare e adeguare il lavoro del cavallo.
Così come un ragazzo che da anni non fa sport non potrebbe fare subito un allenamento troppo intensivo pur essendo giovane, allo stesso modo non si possono richiedere al cavallo prestazioni esagerate solo perché e’ un cavallo e si pensa che un buon allenamento sia fare passo trotto e galoppo. L’allenamento del cavallo va studiato e programmato, va praticato lo stretching, l’allungamento muscolare e un idoneo lavoro sui vari muscoli presenti nel corpo dell’animale. Il lavoro degli addominali per esempio e’molto sottovalutato.

8. I problemi per cui sei chiamata ad intervenire, in quale percentuale sono problemi dovuti a una scorretta gestione del cavallo e quanti invece dovuti a problemi di tipo genetico?

Le patologie genetiche nei cavalli che fanno sport incidono sulla sua salute, per questo l’ideale e’controllare i cavalli fin da piccoli, senza trascurare il pareggio e i controlli fin dal primo anno di vita. Nei cavalli agonisti il principale lavoro e’ supportare il cavallo nello sport cercando di evitare gli infortuni e gestendo quelle che sono le sue “debolezze” anche di origine genetica (ma e’una piccola parte per ora del mio lavoro).
Purtroppo invece gran parte del mio lavoro consiste nel visitare cavalli zoppi da mesi ( o anni) cercando di sistemare i danni causati da una mal gestione ma non sempre dopo anni di errori si puo’ rimediare del tutto. Ho un gran numero di cavalli tornati a lavorare, ma se la cosa fosse stata presa in tempo, in alcuni casi il risultato sarebbe stato migliore.
Il mio obiettivo e’proprio far capire che il cavallo e’ un corpo che non si rompe all’improvviso, ma dopo una serie di situazioni che e’ in grado di controllare modificando la postura dello zoccolo e del corpo per non sentire il dolore, un giorno compare la zoppia. Per cui quando arrivo a visitare il cavallo chiedo: “ma non avevi visto che ha lo zoccolo storto? Non vedi che sta usando solo l’anteriore destro?” Questo non succede in un giorno, ma in mesi. Bisogna imparare ad osservare il cavallo.

9. Cos’è che fa di un veterinario un bravo veterinario?

Un bravo medico veterinario non e’ colui che non sbaglia, ma colui che non trascura nulla, che e’ in grado di prendere in considerazione tutte le possibilità che possono causare quella malattia o situazione e che decide di effettuare la terapia senza causare un ulteriore danno.
E’ corretto inoltre che il medico veterinario spieghi esattamente quale e’ il problema, dica la propria diagnosi, riferisca quale e’ la terapia che decide di somministrare e spieghi esattamente rischi e benefici di ciò che si sta facendo .
Il medico veterinario ha il dovere di informare il proprietario dell’ animale in merito quindi a diagnosi e terapia e trascrivere il tutto su un foglio cartaceo o digitale in modo tale che si possa sempre recuperare tali informazioni anche a distanza di anni.
Non dire nulla, somministrare farmaci senza chiedere il consenso e andarsene senza aver ne’ spiegato ne’ scritto nulla non e’ a mio avviso sinonimo di serietà.

Elisabetta Bacaro
cell. 338 7499968
Facebook : Il cavallo in salute dott.ssa Elisabetta Bacaro
Instagram : Elisabetta Bacaro

Consigli · Curiosita' · Discipline · Micropillole

Micropillola / Il piede nella staffa

Nell’assetto la posizione del piede nella staffa è fondamentale per garantirci equilibrio e una perfetta fusione coi movimenti del cavallo. Il punto preciso dove appoggiare il piede è la parte più larga della pianta dove partono le dita e non la punta come molti pensano. Questo perché è il punto che garantisce un maggior appoggio a differenza delle sole punte dalle quali la staffa può scivolare facilmente. Tale posizione del piede garantisce inoltre di far scendere bene i talloni e scaricare il peso sulla staffa avendo un corretto assetto in sella.

Consigli · Discipline · Sport

Come superare una brutta caduta

E’ successo anche a me. Sono caduto da cavallo.
Dolore fisico a parte, è stata un’esperienza traumatica.
Ora il dolore è passato, sto bene, ma ho paura di tornare in sella.
Il ricordo di cadere torna alla mente e mi blocca, anche se vorrei rimettere i piedi nelle staffe.
Cosa fare?

La risposta è: non avere fretta, datti tempo. Il Colosseo non è stato costruito in un giorno, questo per dirti che le cose fatte bene, richiedono tempo. Se la paura ti assale quando devi montare in sella, allora fai un passo indietro. Non tirare troppo la corda e riparti da zero. Come il cavallo, anche tu sei un atleta e come tale necessiti di essere in forma fisicamente e mentalmente per dare il meglio.
Come prima cosa, parla della tua paura con il tuo istruttore, digli quello che ti turba e chiedigli consiglio. Oltrechè aiutarti a sfogare le tue ansie, parlarne con chi ha più esperienza di te, ti aiuterà a capire qual è stato il motivo della tua caduta in modo da non commettere più lo stesso errore.
Poi vai a trovare il cavallo dal quale sei caduto, salutalo, fagli qualche coccola. Se ti va, puoi passeggiarlo a mano nel maneggio e fargli brucare un po’ d’erba. Possono sembrare gesti scontati, ma non lo sono affatto, perché fortificano il vostro legame. Importante è non etichettare subito il cavallo nella lista dei “cavalli cattivi”; se ti fa sentire più sicuro chiedi all’istruttore se è possibile montare un cavallo più tranquillo per qualche lezione. Potrai così riacquistare fiducia, per poi rimetterti in gioco con il cavallo di prima.
Un’altra cosa che puoi fare per riacquistare la tranquillità, è quella di provare a muovere il cavallo da terra, alla longia; lui si sgranchisce le gambe e e tu riprendi fiducia mentre dirigi l’esercizio.
Se hai ancora qualche incertezza, puoi anche chiedere al tuo istruttore di farti fare lezione in sella ma con la longia nelle sue mani. Sarai sempre tu padrone dei movimenti del binomio, ma la longia ti darà più sicurezza.
Indossa SEMPRE le protezioni; consiglio vivamente di indossare sia il cap che la “tartaruga” a prescindere da età ed esperienza. Essere equipaggiati adeguatamente può farci sentire più sicuri anche psicologicamente. Può essere anche utile farti supervisionare da qualcuno del maneggio, da un istruttore o da una persona con esperienza, che possa intervenire in caso di necessità.
Altra cosa importante è di non buttarsi giù di morale, di non sentirsi degli incapaci; a tutti può succedere, anche i campioni cadono!
Dopo aver superato questo momento tornerai a fare lezione come prima, in totale serenità e magari, con una marcia in più. Come dice un detto “cadere per poi rialzarsi più forti di prima”!