Anatomia · Consigli · Discipline · Monta americana · Razze equine · Sport

Lo sliding stop

Lo sliding stop è tra le figure più conosciute e spettacolari dell’equitazione western, un momento delle gare di reining in cui il tifo si fa molto intenso e sentito.

Il cavallo avanza in linea retta con un galoppo progressivo e allo “whoa” del cavaliere, blocca i posteriori continuando a camminare in avanti con gli anteriori.
Questo tipo di manovra necessita di un’adeguata conformazione fisica, attitudine e addestramento del cavallo, dell’abilità del cavaliere oltreché di un terreno adatto.
Le caratteristiche fisiche principali che si richiedono al cavallo per eseguire al meglio questa manovra si ritrovano principalmente nella razza del Quarter Horse; questa infatti ha una muscolatura del dorso e della groppa molto sviluppata, e la schiena, lunga e inclinata, permette al cavallo di portare sotto di sé i posteriori nello sliding stop; questa conformazione fornisce inoltre un buon equilibrio sui posteriori nell’esecuzione di stop e rapidi cambi di direzione.
Grazie alla selezione fatta tramite l’allevamento, già dai primi giorni di vita, il puledro quarter mostra l’attitudine ad eseguire stop anche in libertà, fermandosi bruscamente dopo essersi lanciato al galoppo verso una staccionata.
Per quanto riguarda il terreno, non deve esserci né troppa sabbia perché andrebbe a bloccare la scivolata, né troppo poca perché al contrario potrebbe risultare troppo scivoloso compromettendo l’equilibrio del cavallo.

Tips per eseguire un buon sliding stop:

  • il cavallo deve galoppare libero e rilassato in linea retta, con le spalle allineate, un buon impulso e aumentando la velocità progressivamente. Senza impulso si avrà uno stop debole;
  • il cavallo deve essere attento ai comandi senza anticiparli;
  • durante la frenata il cavallo deve rimanere arrotondato e rilassato e il cavaliere deve essere attento al movimento dell’animale, lasciandogli le redini sciolte e guidandolo con il corpo; al comando vocale, il cavaliere deve spostare leggermente indietro le spalle e, facendo pressione sulla seduta, provocare una pressione sulle staffe, in particolare sui talloni che vengono spinti verso il basso e si allontanano dai fianchi del cavallo.
Fonte: Irene
Attualità · Consigli

L’apprendimento del cavallo

Quali sono le tecniche utilizzate per far capire al cavallo quale comportamento tenere in diverse situazioni?
Partiamo dai due concetti base di psicologia comportamentista di rinforzo e punizione: il rinforzo è ciò che porta all’ incremento e al rafforzamento di un comportamento nel tempo; la punizione (che però non è mai violenta) è ciò che all’opposto porterà a scoraggiarlo e ad estinguerlo.

Sia il rinforzo che la punizione, possono essere positivi (+) o negativi (-), aggettivi che in questo caso non indicano “bene” e “male”, ma sottolineano l’aggiunta (positivo) o la sottrazione (negativo) di un qualcosa. Si avranno quindi 4 possibili metodi di apprendimento:

  • Rinforzo positivo (R+): do qualcosa di piacevole al cavallo (carezza, snack…)
    Esempio: gli chiedo di dare la gamba per pulire lo zoccolo da pulire, e quando alza la gamba lo premio;
  • Rinforzo negativo (R-): sottraggo qualcosa che è fastidioso per il cavallo. (pressione ecc..) Esempio: sono al passo e voglio fermarmi, quindi tiro leggermente le redini (fastidio); quando il cavallo si ferma, cedo la mano e allento la tensione della redine (sottrazione del fastidio);
  • Punizione positiva (P+): do qualcosa di fastidioso al cavallo.
    Esempio: il cavallo ha il vizio di appoggiarsi alla recinzione elettrica, ma prendendo la scossa (fastidio), smetterà di appoggiarsi in futuro;
  • Punizione negativa (P-): sottraggo qualcosa di piacevole al cavallo.
    Esempio: quando devo dargli il fieno, raspa o calcia la porta del box, quindi non gli do da mangiare finché non si calma;

Questi concetti possono essere utilizzati nell’apprendimento di altri animali domestici, come il cane, e anche in quello dei bambini piccoli. Voi avete li avete mai utilizzati nell’addestramento del vostro cavallo? Fatecelo sapere commentando l’articolo!

Attualità · Consigli · Curiosita' · Micropillole

Micropillola / La posizione del cavallo nel trailer

I cavalli possono essere caricati sul van o trailer in due modi principali: diritti,con il muso rivolto verso il senso di marcia, o in obliquo (a circa 45 gradi rispetto alla strada).

La prima metodologia è quella più frequente, ma anche quella dove il cavallo rischia di perdere maggiormente l’equilibrio in caso di frenata/accellerata improvvisa del mezzo; la secondo metodologia invece, chiamata “carico alla francese”, è usata solitamente nei grossi van, poichè tale disposizione dei cavalli richiede un maggiore spazio, ed è quella che consente all’animale di mantenere un maggiore equilibrio durante la marcia.



Attualità · Consigli · Sport

Allenamento del cavaliere / Livello avanzato

Dopo la scheda di allenamento di livello principiante e intermedio, concludiamo con quella di livello avanzato, pensata per chi fa attività fisica regolarmente. Anche qui, sotto la lista degli esercizi, troverete i video di riferimento.
Le due fasi di riscaldamento e defaticamento sono uguali per tutti i livelli e consigliamo di non saltarle per evitare infortuni e lavorare al meglio.

RISCALDAMENTO :

  1. Circonduzioni complete del collo: 5 a sx e 5 a dx lentamente.
  2. Circonduzioni avanti delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  3. Circonduzioni indietro delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  4. Apro e chiudo le braccia sul piano frontale: inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  5. Apro e chiudo le braccia descrivendo una linea diagonale: braccio sinistro in alto e braccio destro in basso alternato, inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  6. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate: 10 ripetizioni alternando gamba sx e gamba dx.
  7. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate + slancio in alto del braccio opposto: 10 ripetizioni, alternando gamba sx e gamba dx.
  8. Flessione in avanti del busto: toccarsi la punta dei piedi, gambe tese, lentamente tornare in posizione eretta alzando la testa per ultima, 5 ripetizioni.

VIDEO RISCALDAMENTO

ESERCIZI:

  1. Pistol squat: lo potete eseguire con l’aiuto di un appoggio per maggior equilibrio o senza. 15 ripetizioni.
  2. Steso pancia in su, ginocchia al petto, in piedi: 15 ripetizioni.
  3. “Insetto”: steso a pancia in su, inspiro, porto un braccio in alto e avanti e la gamba opposta piegata a 90° al petto. Espiro e riporto il braccio indietro e la gamba stesa. 20 ripetizioni se alternate o 10 per diagonale. Fate attenzione a mantenere la zona lombare attaccata al pavimento, senza inarcare la schiena.
  4. Burpees: 15 ripetizioni.
  5. Pulley: siediti su una fitball o una sedia, posizionati con la schiena diritta, afferra l’elastico (legato in modo che possa fungere da resistenza) come se fossero le redini e porta indietro i gomiti. Inspiro porto indietro i gomiti, espiro torno con i gomiti paralleli al tronco. 15 ripetizioni.
  6. Sedia romana: appoggiati al muro, gambe piegate a 45°, mantengo la posizione per 1 minuto, poi mi porto in posizione eretta, scendo di nuovo a 45° e risalgo, come se stessi trottando. 30 ripetizioni.
  7. Squat goblet: 15 ripetizioni.
  8. Slanci laterali delle gambe in piedi: utilizziamo un elastico, legatelo alla caviglia opposta rispetto alla gamba che si trova parallela al muro, appoggiate la mano al muro per garantirvi la possibilità di mantenere la schiena più diritta possibile. 15 ripetizioni gamba dx, 15 ripetizioni gamba sx.
  9. Slanci laterali distesi su un fianco: utilizziamo un elastico, legatelo sopra le ginocchia, prestando attenzione che sia teso e vi garantisca una buona resistenza. Slancio la gamba sx per 15 volte e per 15 volte slancio la gamba dx.
  10. Superman: stesi a pancia in giù, appoggio la fronte sul tappetino, inspiro sollevo entrambe le gambe tese, mantengo le gambe sollevate per almeno 15 secondi. Se voglio rendere l’esercizio più intenso sollevo anche le braccia, mantenendo sempre la posizione per 15 secondi. 15 ripetizioni.
  11. Leg curl: stesi a pancia in su, mantenendo i glutei sollevati dal pavimento, stendo avanti e indietro le gambe spingendo i talloni a terra, per scivolare avanti e indietro bastano delle calze in spugna o un semplice strofinaccio. 15 ripetizioni.
  12. Scalino: posizionatevi con la punta del piede sx sopra uno scalino, scendete con il tallone il più possibile, poi spingetelo verso l’alto così da poggiarvi sulla punta. Potete fare l’esercizio con entrambi i piedi insieme o uno alla volta, prestando attenzione nel mantenere la corretta posizione eretta senza spostare eccessivamente il carico sulla gamba che sta lavorando. 25/30 ripetizioni per gamba, 50/60 se lavorate con i piedi insieme.

VIDEO ESERCIZI LIV. AVANZATO

DEFATICAMENTO:

  • Squadra al muro: supini, con le gambe distese al muro con le ginocchia diritte, 15 minuti totali.
    Nei primi 3 minuti concentro il lavoro sulla respirazione, dopo inizio a lavorare con le braccia, inspiro le porto indietro, espiro e le porto lungo i fianchi. Ripeto per 15 volte.
    Nei restanti minuti cercate di alternare esercizi in cui divaricate le gambe strisciando i talloni al muro e la respirazione con le braccia.
    Dopo aver finito, rotolate su un fianco, portatevi in ginocchio e lentamente spingendo sulla punta dei piedi portatevi in posizione eretta, ricordatevi che l’ultima a salire è la testa.
    Una volta in piedi: inspiro portando le braccia in alto ed espiro tutto portando le braccia verso il pavimento. Ripetete il movimento 3 volte.

VIDEO DEFATICAMENTO

Attualità · Consigli · Curiosita' · Intervista

Cavalli e fotografia – Intervista a Chiara Bertozzi

Prima o dopo la lezione, in sella o da terra, col nostro cellulare o chiedendo un favore al nostro amico, c’è sempre tempo per una fotografia o un selfie insieme al nostro cavallo. Ma non sempre lo scatto è soddisfacente: nel box c’è poca luce, il cavallo non guarda dove vorremmo, un selfie che riprenda noi e il suo muso sembra impossibile…
Abbiamo pensato allora di chiedere qualche consiglio a Chiara, fotografa professionista e, come noi, grande amante dei cavalli.

Chiara con le sue due cavalle

Chi è Chiara? Classe 84, riminese, si appassiona alla fotografia piano piano cominciando prima con una compatta Olimpus e passando poi a una Canon AE1 a pellicola dei genitori, usata sempre con attenzione maniacale. Definisce la fotografia “una via per mostrare il mio punto di vista sulle cose che mi circondano”. E i cavalli? Li incontra quando ha 8 anni e non li lascia più. Praticando equitazione, ha confidenza con questi animali anche in fase di scatto: “Mi capita di prevedere le loro azioni e conoscendo questi splendidi animali, riesco a rapportarmi in maniera corretta nei loro confronti senza stressarli.”

1.Guardando i tuoi scatti, gli animali sono spesso i soggetti delle tue fotografie. Perchè ti piace fotografarli? E cos’hanno i cavalli di particolare per te?

Fin da bambina, sono sempre stata molto vicina agli animali, li ho sempre trovati interessanti ed affascinanti, hanno una sensibilità e dolcezza spesso carente nell’animo umano. Con i cavalli è stato amore a prima vista, mi piace accudirli, passare il tempo con loro, e naturalmente, fotografarli. Non sono soggetti facilissimi, ma se ti avvicini a loro con calma e rispetto riesci a trasportare in una foto la loro personalità.

2. Quali sono le maggiori difficoltà che si possono incontrare quando si vuole fotografare un cavallo?

La difficoltà maggiore è trovarsi di fronte un animale di 5 quintali non collaborativo. In primis bisogna parlare con il proprietario per capire che genere di foto vorrebbe, poi bisogna lavorare in sintonia per ottenerle, non è sempre facile, perché posare davanti ad una macchina fotografica è più difficile di quello che si pensa. Bisogna poi mantenere la sua attenzione per la durata dell’intero servizio fotografico.

3. Come si fa a richiamare l’attenzione del cavallo perché guardi verso l’obiettivo o nella direzione che desideriamo?

La maggior parte dei cavalli è attenta ai rumori, per questo, se ricercate una postura attenta con le orecchie tese in avanti potete aiutarvi creando dei suoni, né troppo acuti né fastidiosi, per non spaventarli. Si possono poi usare tutti quei “suoni” che comunemente utilizziamo quando siamo in sella.

4. È possibile fare belle foto anche col cellulare? Hai qualche trucchetto da insegnarci?

Sì è possibile, ecco alcuni consigli:

  • è importante curare la composizione, cioè la disposizione del soggetto in fase di scatto, e per questo può tornare utile attivare l’opzione “griglia” quando scattiamo una foto. Ci sono molte regole di composizione in fotografia per rendere un’ immagine bilanciata, la più comune è quella di avere il soggetto al centro dell’immagine; oppure c’è la regola dei terzi, dove l’immagine viene divisa in 9 rettangoli (come con l’opzione “griglia”) e là dove si formano punti d’incrocio e linee bisogna far cadere il nostro soggetto. Un’altra regola è quella delle diagonali: posizionando il soggetto in concomitanza di linee diagonali si rende l’immagine più interessante e le si da più dinamicità;
  • quando si vuole scattare un selfie, bisogna tenere conto che l’obiettivo frontale spesso modifica le proporzioni, quindi io consiglio di fare qualche prova variando la posizione del cellulare e cercando quella che ci valorizza di più.
  • importante poi è cercare uno sfondo che faccia “staccare” il soggetto, che lo metta in risalto;
  • controlliamo di avere una corretta messa a fuoco del soggetto;
  • proviamo a variare il punto di vista, che con il cellulare è ancora più facile che con una macchina, per rendere lo scatto più originale e diverso dal solito.

5. Quando si vuole fotografare un cavallo, quali sono le “pose” più belle da fargli assumere secondo te?

Prima di pensare alle pose, bisogna valutare la morfologia del soggetto, le sue proporzioni. Per fare un esempio: un cavallo eccessivamente lungo di schiena e che è poco muscolato, io eviterei di fotografarlo di lato perché enfatizzerei ancora di più la sua struttura, non valorizzando il soggetto. Prima di iniziare a scattare, bisogna capire come poter valorizzare al meglio il soggetto, proprio come se di fronte avessi una persona, valutandone le proporzioni, i punti deboli e quelli di forza.

6. Parlando sempre di “pose”, quali sono le migliori quando nella foto il cavallo è insieme al suo cavaliere/amazzone?

Sicuramente quelle che riescono a raccontare il rapporto speciale che li lega, fatto di gesti semplici ed istintivi. Non mi piace decidere le pose in anticipo, preferisco pensare a quello che mi trasmette l’animale e guardare come interagisce con il suo padrone. Ad ogni modo le più famose e gettonate sono quelle che ritraggono metà occhio del cavallo e metà occhio del cavaliere; c’è poi il ritratto classico del cavallo che riceve un bacio sul naso dal padrone, uno di fronte all’altro, ripresi di profilo.

7. Hai qualche consiglio per far apparire il cavallo più fotogenico? (passare un lucidante per il pelo, acconciargli la criniera, sellarlo…)

Tutto dipende dal contesto dell’immagine, ma sicuramente una bella strigliata, ed una criniera sistemata, rendono nel complesso l’immagine più curata. All’occorrenza uso una passata di grasso nero sugli zoccoli e del semplicissimo balsamo a secco nella criniera che aiuta a mantenerla lucida e morbida. Sul pelo si può usare un lucidante o dell’aceto diluito (sempre che al cavallo non dia fastidio) per sgrassarlo e farlo splendere.

8. Se il cavallo è sellato, ci sono secondo te accostamenti di colore vincenti o da evitare?

Nella monda inglese preferisco sobrietà e minimalismo, quindi colori non invasivi ma che fanno da cornice al cavallo senza soffocarlo; per la monta americana, mi piacciono sottosella in lana colorati in linea con le protezioni. In tutti i casi, quando si ritraggono cavalli vestiti, l’attrezzatura deve essere pulita ed in ordine. Pensate sempre che nell’immagine ci deve essere armonia, tutti gli elementi devono collaborare per rendere al meglio il soggetto della foto.

9. Qual è il momento della giornata più propizio per dei buoni scatti? Soprattutto in maneggio dove ci sono zone molto buie (box, campo al coperto) e molto soleggiate (campo all’aperto).

Nei box spesso la luce non è delle migliori, bisogna provare a giocare con le ombre che si creano al loro interno. La mattina presto o nelle ultime ore di luce, si ha un ambiente con atmosfere più morbide e sfumate. Mentre scattando nelle ore centrali si ha una luce più dura ed intensa che tende ad appiattire le forme.

10. Cavalli e flash..meglio evitare?

Il flash si può usare, ma eviterei quello del cellulare. Quando lavoravo durante le manifestazioni equestri, (gare e fiere), usavo il flash in campo gara senza problemi. Il flash può essere usato per schiarire, per staccare il soggetto dallo sfondo, rendere l’immagine più decisa e contrastata.

11. Un selfie con il proprio cavallo…a volte è difficile riuscire ad ottenere un’inquadratura soddisfacente. Qualche consiglio? 

Per fare un buon selfie, dovete avere la sua attenzione e la sua collaborazione, quindi non stressate o agitate il cavallo. Posizionatevi vicino a lui, mantenete il cellulare ad una certa distanza dal viso per evitare distorsioni e fate più scatti consecutivi, così avete più probabilità di riuscire a catturare il momento migliore. Evitate il sole a picco del mezzogiorno per non avere brutte ombre sotto agli occhi e preferite una luce più morbida che non indurisca i lineamenti.  Difficilmente riuscirete a far entrare tutta la testa del cavallo, quindi cercate di sfruttare le varie zone del muso (naso, occhi, profilo) con creatività e ironia.

Chiara Bertozzi
Facebook : Chiara-Bertozzi photography
Instagram : @chiara.bertozzi.photography