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Let’s talk horses #17

LAVORO IN SEZIONE

E’ la classica gestione delle lezioni di gruppo, in cui i binomi lavorano in fila indiana.
In cima alla fila c’è un “capo sezione” e in fondo un “cavallo di coda”.

IN-OUT

Conosciuto anche come “dentro-fuori” è un esercizio con una serie di barriere a terra o cavalletti posizionati a distanza ravvicinata tra loro (circa 3 metri in genere), all’interno dei quali non si fanno falcate. E’ un ottimo modo per ginnasticare il cavallo e mantenere il ritmo dell’andatura costante.

SCARTARE

E’ un’azione immediata e senza preavviso che il cavallo compie, per esempio a causa di uno spavento, spostandosi improvvisamente tentando la fuga dalla fonte di paura. Può avvenire anche subito prima di un salto se l’azione del cavaliere non è decisa e precisa, o se c’è qualcosa che impaurisce l’animale.

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5 curiosità sui denti del cavallo

La salute dei denti nel cavallo come per l’uomo è fondamentale non solo affinché l’animale possa nutrirsi in modo corretto, ma anche perché trascurarla potrebbe portare a problematiche ben più ampie all’apparato digestivo, alla schiena, agli arti. Bisogna quindi rivolgersi al veterinario per un controllo periodico (una o due volte all’anno), ma penso che anche il proprietario debba avere almeno le conoscenze base sull’argomento anche per poter notare anomalie in anticipo e intervenire prontamente.
Noi intanto vogliamo “svelarvi” 5 piccole curiosità…dicci nei commenti se già le conoscevi!

  1. Anche il cavallo, nei suoi primi anni di vita, ha i denti da latte, più piccoli e bianchi rispetto a quelli da adulto, grossi e gialli; i denti temporanei verranno persi e sostituiti da quelli permanenti a partire dai due anni fino ai cinque circa, quando il cavallo svilupperà la dentatura completa;
  2. I canini, chiamati scaglioni, fuoriescono generalmente soltanto nei maschi; per questo le femmine di norma arrivano ad avere 36 denti, 4 in meno (i canini appunto) dei maschi;
  3. I denti del cavallo sono detti ipsodonti (dal greco ipso = altezza e odonte = dente), perché hanno una crescita continua, con una corona molto sviluppata in senso verticale; questa corona detta “di riserva” rimane al di sotto della gengiva e va a compensare il normale logoramento dei denti dovuto alla masticazione. Questa corona però si esaurisce intorno alla fine dei vent’anni, per cui è normale che un cavallo che ha superato i 30 cominci a perdere i denti;
  4. La dentatura del cavallo si consuma e si rigenera in un sistema efficiente di compensazione; ma questo solo in teoria, perché nella pratica, essendo la mascella più ampia del 30% rispetto alla mandibola, la masticazione porta a un logoramento dei denti irregolare, con la formazione di punte che possono provocare ulcere fastidiose e dolorose nelle guance e sulla lingua. Per ovviare al problema, durante i controlli di routine si può intervenire con lime o frese elettriche per pareggiare i denti;
  5. Sulle barre possono crescere denti irregolari chiamati lupini o denti di lupo che generalmente vengono rimossi perché potrebbero causare fastidi nella masticazione e battere sull’imboccatura.
Diminuzione della corona di riserva durante gli anni
Dentatura completa mascella e mandibola (A incisivi, B premolari, C molari D canini)
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Micropillola / Posizione e assetto

Posizione: è un concetto statico ed è il modo di stare a cavallo da fermi. Si riferisce alla lunghezza delle staffe e ne esistono 3 tipi: posizione seduta con staffatura lunga, sollevata con staffatura media e da corsa con staffatura corta.

Assetto: è un concetto dinamico ed è il modo di stare a cavallo assecondandone i movimenti alle diverse andature attraverso gli aiuti naturali. (es. muovere le mani assieme alla testa del cavallo al passo, muovere il bacino al galoppo e battere la sella al trotto)

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Micropillola / Sella mono e doppio quartiere

Il mondo delle selle è davvero affascinante e, dopo che ho conosciuto Ilaria, saddle fitter certificata, cerco sempre di carpire qualche segreto e curiosità da raccontarvi.
Oggi parliamo di selle mono e doppio quartiere. La differenza sostanziale è che nella sella monoquartiere il quartiere è un “pezzo unico”, mentre nella doppio quartiere, si riconosce il quartiere, che si solleva, e il sotto quartiere o parasudore che rimane fermo tra i riscontri del sottopancia e il fianco del cavallo.

La sella monoquartiere è quindi una sella più leggera e che crea meno spessore ed ingombro tra il cavaliere ed il costato del cavallo permettendo un miglior contatto con le gambe. Inoltre è una sella che risulta essere più stabile proprio a livello di quartiere, mentre la sella con doppio quartiere può “accartocciarsi” su se stessa in caso di salti importanti o figure di dressage con andature potenti.

mono quartiere

La sella monoquartiere ha infine riscontri lunghi, altro elemento che da miglior stabilità e maggior libertà di movimento al cavallo.
L’unica pecca che potremmo riscontrare con una monoquartiere è che i fermagamba sono solitamente fissi e cuciti, quindi non è possibile riposizionarli.

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Let’s talk horses #16

CHIAMATA (DI UN MORSO)

Il morso può essere a una o due chiamate, in base al numero di anelli che si trovano sotto agli anelli dell’imboccatura e a cui si collegano le redini. Maggiore è il numero degli anelli, maggiore sarà l’azione di leva sul cavallo.

DESENSIBILIZZAZIONE

Processo che fa parte dell’addestramento del cavallo e che prevede di eliminare o ridurre la reattività e la sensibilità dell’animale nei confronti di particolari oggetti o situazioni. Un cavallo desensibilizzato è un cavallo che rimane sereno e reattivo agli ordini anche in condizioni che normalmente potrebbero causare stress o paura, per esempio in presenza di oggetti rumorosi (sacchetti di plastica) insoliti (ombrello) e associati al dolore (frusta).

CHAMBON

Lo chambon è uno strumento che si usa nel lavoro da terra con cavalli in addestramento avanzato, che sanno cedere correttamente alla pressione quando sono lavorati alla mano. Si presenta come una striscia di cuoio che si fissa al sottopancia, si biforca per entrare in due anelli ai lati della testa del cavallo e si aggancia infine agli anelli dell’imboccatura. Esercitando una pressione su nuca e bocca quando il cavallo alza la testa, lo invita ad allungarsi e ad abbassarsi verso il terreno, favorendo quindi la distensione del collo e il sollevamento della schiena.