Attualità · Consigli · Cura del cavallo · Curiosita'

Cambio maneggio #2 / una nuova casa per il mio cavallo

Le cose si fanno un po’ più complesse se dobbiamo cambiare maneggio insieme al nostro cavallo. In realtà si tratta solo di organizzarsi un pochino, anche perché sicuramente il nostro istruttore ci darà una mano soprattutto con le operazioni più complicate. Ma vediamo insieme ad Adamo Martin i punti principali per poter effettuare un “trasloco” senza problemi.

VACCINI E DOCUMENTI La prima cosa importante è informarsi sul tipo di vaccinazioni che il maneggio di arrivo richiede affinché il nostro cavallo possa alloggiarvici. In base all’area geografica o alle particolare richieste del servizio veterinario ASL di riferimento, potrebbero essere richiesti vaccini particolari come quelli contro l’herpes virus o la malattia di West Nile. E’ poi obbligatorio che il cavallo sia in possesso del Coggins test valido, necessario ai fini dello spostamento.

TRASPORTO Se non avete il vostro trailer o van, potrete appoggiarvi alla scuderia vecchia o quella in cui vi trasferite, o ancora a un autotrasportatore per organizzare il trasporto del cavallo.
I documenti e le autorizzazione per il trasporto sono diverse e non voglio addentrarmi troppo nel dettaglio di questa materia un po’ complessa. Uno dei documenti che bisogna preparare è il “modello 4” che deve essere compilato dal detentore dell’animale, cioè colui che ha il cavallo caricato sul proprio codice di stalla; è chiamato modello 4 perché inizialmente bisognava presentarlo in 4 copie, ora è in forma digitale.

NO STRESS Cambiare maneggio per il cavallo è sempre fonte di stress, perché si va ad interferire con quella che è la sua routine quotidiana; sembra cosa da poco, ma sappiamo che lo stress può essere anche causa di stati gravi come la colica.
Come prima cosa lasciamo che il cavallo abbia alcuni giorni di riposo per fa si che possa ambientarsi e conduciamolo a mano intorno al maneggio per fargli annusare e vedere bene la sua nuova casa. Può anche essere una buona idea mettere il nostro cavallo vicino al box di un cavallo “veterano”, che conosce bene la scuderia e che può aiutarlo a calmarsi e a sentirsi al sicuro.

ALIMENTAZIONE Essendo l’alimentazione un altro punto delicato che se trascurato o cambiato improvvisamente può portare a problemi di salute, informiamoci su tipologia e quantità di fieno che il nostro cavallo è abituato a mangiare e facciamolo sapere alla nuova scuderia. Un buon consiglio è quello di far sì che il cavallo nei giorni dello spostamento stia leggero come alimentazione, perché proprio come noi che spesso somatizziamo l’agitazione attraverso un disagio a livello di stomaco e intestino, anche il cavallo potrebbe diventare più sensibile come digestione, processo già delicato di suo. Perciò anche se potrebbe sembrare un modo per confortarli e aiutarli ad elaborare il cambiamento, evitiamo di rimpinzarli eccessivamente.

CENTRO IPPICO EQUI MARESCO
Strada Maresco 13, Savigliano CN
TEL: 349-6953882
Facebook: https://www.facebook.com/equimaresco/
Instragram: https://www.instagram.com/centro_ippico_equi_maresco/

Attualità · Consigli

Cambio maneggio #1 / come, quando, perché

Cambiare maneggio è una scelta che molti di noi fanno o per cause di forza maggiore o semplicemente perché non eravamo più soddisfatti del servizio offertoci. In ogni caso è un piccolo grande passo che può spaventare un po’ e per il quale voglio cercare di darvi qualche consiglio per affrontarlo con serenità e senza tralasciare niente, con l’aiuto prezioso di Adamo Martin, che ha da poco aperto il Centro Ippico Equi Maresco in provincia di Cuneo.
Questo primo articolo è dedicato a coloro che frequentano la scuola di equitazione; seguirà un secondo invece per i proprietari che come tali devono provvedere anche allo spostamento del proprio cavallo.

COME
Un mio primo grande consiglio è quello di far sì che, per quanto possibile, il cambio del maneggio avvenga in modo pacifico e sereno. E’ nostro diritto cambiarlo qualora non ci sentissimo più appagati dai servizi offerti, ma ricordiamoci che, soprattutto se abbiamo passato qui tanti anni, abbiamo creato dei rapporti umani con l’istruttore e gli altri responsabili del maneggio che si sono presi cura di noi, facendo il possibile per darci un’esperienza positiva dell’equitazione e per infonderci il loro sapere.
Perciò penso sia buona cosa prenderci del tempo per parlare con chi di dovere e spiegare i motivi della nostra decisione, parlando in tutta serenità, ringraziandoli dell’esperienza e di quello che ci hanno dato in tutto questo tempo. Così facendo non solo ci comporteremo da persone mature e rispettose, ma potremo rimanere in buoni rapporti col nostro vecchio maneggio, così da poter tornare senza problemi nel caso in cui, non si può mai sapere, volessimo tornare sui nostri passi. Inoltre, anche se cambiate maneggio sarà molto probabile incontrare vecchie conoscenze a fiere, gare o eventi; comportatevi correttamente quindi per risparmiarvi spiacevoli e imbarazzanti situazioni future.

QUANDO
Se non c’è l’urgenza di spostarsi immediatamente, sarebbe buona cosa visionare e fare delle lezioni di prova in più maneggi, in modo da avere una scelta più ampia e, dopo aver valutato pro e contro, essere sicuri di affidarsi ad una struttura che risponda ai nostri desideri. Teniamo conto anche che l’assicurazione che avevamo nel vecchio maneggio potrebbe essere valida anche nel nuovo (se non è scaduta) perciò informiamoci se la società assicurativa a cui si appoggia è la stessa.

PERCHE’
Può essere una necessità qualora i servizi offerti non soddisfino più quelle che sono le nostre esigenze, sia da un punto di vista quantitativo (posto troppo lontano, lezioni troppo care…) o qualitativo (manca il campo al coperto, non si pratica un certo tipo di disciplina… ). Ovviamente il motivo può essere semplicemente che abbiamo una diversa visione delle cose e il nostro pensiero si scontra con quello dell’istruttore, ma come già detto cerchiamo, per quanto sia possibile, di far sì che la nostra dipartita avvenga in un clima di serenità e calma.
Cambiare maneggio resta comunque un nostro diritto, in quanto fruitori di un servizio a pagamento, per cui anche se semplicemente sentite l’esigenza di cambiare per ritrovare l’entusiasmo di montare a cavallo, fatelo senza preoccuparvi di fare un torto a qualcuno, perché così non è. Cambiare è sempre motivo di crescita, e anche se avremo esperienze negative, queste ci aiuteranno a capire meglio cosa vogliamo e quale strada vogliamo seguire.

LA MIA ESPERIENZA
Prima di decidere di provare un altro maneggio, ho riflettuto molto, perché me ne stavo andando da un posto che per molti anni ho considerato una seconda casa, dove lasciavo amici cari e un istruttore che ho sempre rispettato e con cui ho avuto sempre la possibilità di confrontarmi serenamente. E’ stata dura per me anche perché ho sempre paura con le mie decisioni di far dispiacere agli altri, di essere fraintesa e i miei intenti mal interpretati. Ma la sincerità è la cosa più importante, lo dovete all’istruttore che vi ha seguito per anni; siate aperti con lui, spiegategli i vostri dubbi, le vostre necessità. Se è una persona intelligente, vi capirà e vi lascerà andare senza problemi e anzi, vi augurerà il meglio; se si arrabbia o se la prende allora avrete fatto doppiamente bene ad andarvene, perché evidentemente la considerazione che aveva di voi era solo pari a quella che ha di un pacchetto di lezioni.

CENTRO IPPICO EQUI MARESCO
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Attualità · Curiosita' · Micropillole

Micropillola / Il paese con il maggior numero di cavalli

Dai dati provvisti dalla FAO (The Food and Agriculture Organization) il numero dei cavalli nel mondo si aggirerebbe intorno ai 60 milioni. Le nazioni della top 5 come più popolose sono Stati Uniti d’America, Messico, Cina, Brasile e Argentina.

Global horses distribution in 2010, www.fao.org

Se vogliamo analizzare i singoli continenti, è il Nord America ad essere quello con una maggiore quantità di cavalli; da solo costituisce un terzo del totale (19,5 milioni circa). L’Europa invece un po’ stupisce perché contrariamente a quanto si potrebbe credere, si posiziona al penultimo posto, con meno di 6 milioni di cavalli; è vero che è il secondo continente più piccolo e che non dispone certo di vasti spazi come l’Asia o l’America, ma ci si sarebbe forse aspettatati di più da un continente con una così lunga tradizione e sede dei più importanti eventi equestri.
La “peggiore” è l’Oceania, dove si trova meno dell’1% della popolazione totale mondiale.

Fonte: https://www.horsemart.co.uk/community/news-events/which-countries-have-the-most-horses-

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Micropillola / Naked Foal Syndrome

La naked foal syndrome (NFS) o sindrome del puledro nudo, è una rara malattia a trasmissione ereditaria autosomica recessiva, ciò significa che il puledro può ereditarla soltanto se entrambi i genitori sono portatori.
Come dice il termine, i soggetti colpiti da questa patologia nascono quasi totalmente senza peli o crini e purtroppo muoiono solitamente dopo pochi giorni/mesi dalla nascita, anche se le reali cause del decesso non sono ancora del tutto chiare.

Un puledro affetto dalla NFS insieme alla madre sana
Bauer et al. https://doi.org/10.1534/g3.117.039511

Il primo caso di NSF risale al 1938 e da allora il numero dei casi è costantemente cresciuto; la razza solitamente colpita da questa sindrome è quella dell’Akhal Teké.
Gli allevatori hanno la possibilità di effettuare dei test genetici per controllare i soggetti prima di farli accoppiare, poiché un cavallo può essere portatore della malattia pur non presentando alcun sintomo; se entrambi i genitori sono portatori, c’è il 25% di possibilità che il puledro nasca malato.

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Pony mounted games

I Pony mounted games o più semplicemente pony games, sono letteralmente dei giochi di velocità e abilità fatti in sella ad un pony che sono diventati uno sport così come oggi lo conosciamo per merito di tale Norman Patrick, fondatore nel 1984 della Mounted Games Association della Gran Bretagna; fino ad allora la disciplina era stata appannaggio solo di pochi esclusivi, ovvero chi poteva permettersi di far parte dei costosissimi Pony Club, ma Norman la rese accessibile a chiunque volesse dar prova della propria abilità di tecnica equestre.
Nel 2003 nasce poi la International Mounted Games Association di cui fanno parte 24 paesi.
I pony games sono uno sport certamente adrenalinico, sia per chi è in sella, sia per chi guarda; essi premiano lo spirito competitivo ma anche quello di collaborazione ed ovviamente della lealtà sportiva e del rispetto verso l’avversario ed il proprio cavallo.
Ci svela alcuni aspetti di questo sport, forse ancora poco conosciuto, Serena, giovanissima atleta che ha passato metà della sua vita in sella ad un pony.

1. Ci parli un po’ di te e della tua “vita equestre”?

Sono Serena, ho 16 anni ed è da 9 che vado a cavallo. Ho iniziato fin da subito con i pony games e faccio gare dal 2014/2015. Dal 2018 ho iniziato le élite (categorie agonistiche) in gare nazionali. Da novembre 2019 poi ho preso la mia attuale pony (Cookie, irlandese) con la quale ho fatto il Pony Master Show 2020, i Campionati Italiani a squadre 2021, e circa due settimane fa abbiamo partecipato ai Campionati Italiani Individuali. Non avevo aspettative per questa gara, ma alla fine sono entrata in finale e ho portato a casa un bel terzo posto. Ieri sono tornata dal Winter Scudy, gara a coppie internazionale. Ho partecipato in una categoria più alta della mia, infatti è stata una gara con degli avversari di alto livello.

2. Brevemente, cosa sono i pony games e quali sono le regole principali?

E’ uno sport dell’equitazione che trovo sia ancora sottovalutato e poco conosciuto: consiste nel fare vari tipi di giochi a staffetta con i pony, nei quali bisogna dimostrare velocità e precisione e possono essere fatti in squadra, in coppia o da un cavaliere singolo. Per esempio in un gioco bisogna completare uno slalom tra paletti, andata e ritorno, per poi passare il testimone al cavaliere successivo della stessa squadra; in un altro invece bisogna scendere da cavallo, condurlo a mano mentre si passa sopra delle “pietre” e poi risalire in sella; in un altro ancora prendere la tazza che si trova sopra al primo paletto e riposizionarla sul secondo. Sono davvero tanti.
Riguardo ai pony le regole sono che non devono superare i 148 cm al garrese e non devono essere interi; inoltre devono avere almeno 4 anni. Per quanto riguarda il cavaliere, per partecipare alle categorie non agonistiche (club) deve avere almeno 5 anni, mentre per quelle agonistiche almeno 8.

3. Ci sono particolarità nell’abbigliamento e nell’attrezzatura di cavaliere e cavallo?

In questo sport il cavaliere non ha un abbigliamento particolare infatti ci si può vestire come si vuole anche se solitamente si vestono i colori e la divisa del proprio maneggio. Per il cavallo sella e finimenti sono quelli inglesi classici, anche se alcune imboccature sono vietate in gara.

4. Come si svolge un allenamento tipico?

Di solito un agonista si allena 4/6 volte a settimana. Gli allenamenti ovviamente variano a seconda del maneggio ma per esempio un allenamento pre-gara prevede una fase di riscaldamento alle tre andature per poi passare ad esercitarsi nei giochi specifici della gara.

5. Qual è la prova di abilità che preferisci e quale secondo te la più difficile?

In realtà a me piacciono quasi tutti i giochi, ma la cosa che mi piace di più è fare le risalite. Penso che la cosa più difficile sia prendere gli oggetti che sono per terra da cavallo, ci vuole molta agilità ma soprattutto fiducia con il pony.

6. Le “risalite” ovvero quando si deve risalire in sella mentre il cavallo è al galoppo, sono forse il momento più spettacolare; come si fa ad eseguire una buona risalita?

In realtà non saprei con preciso perché a me viene molto automatico. Secondo me più il pony va veloce è più è semplice salire anche se si pensa il contrario, perché il galoppo del pony ti spinge in alto. Poi ogni persona ha una sua tecnica quindi c’è chi è più comodo in un modo e chi in un’altro.

7. Quale aspetto dei pony games ti piace e ti appassiona di più?

L’aspetto che mi piace di più è che sia uno sport dove non ci si annoia mai, non si ripetono sempre le stesse cose perché ci sono tantissimi tipi di giochi per allenare ogni qualità del cavaliere e del pony. Inoltre è bello anche il fatto che sia uno sport che si può praticare sia a squadre (4/5 cavalieri), sia a coppie (2/3 cavalieri) e anche individualmente. Poi anche perché penso che i pony games rendano un cavaliere molto versatile, che difficilmente avrà problemi negli altri sport dell’equitazione.