Cavalli famosi · Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / Snowman

La storia di Snowman è un po’ quella della cenerentola dei cavalli; in tanti momenti di quella che sempre una bellissima fiaba, appare evidente come fosse destino che il grosso grigio e il suo proprietario e fantino, l’olandese Harry de Leyer si incontrassero per scrivere insieme una pagina nella storia del salto ostacoli.

Harry conobbe Snowman nel 1956 grazie a una gomma della macchina bucata che lo fece arrivare in ritardo a un’asta di cavalli; l’ultimo rimasto era un cavallo da tiro che, poiché invenduto, era già stato caricato sul camion per il mattatoio. Harry lo acquistò per soli 80 dollari e lo rivendette subito al suo vicino di casa. Ma Snowman saltò la recinzione e tornò da Harry; una, due, tre volte, non importava quanto il recinto venisse alzato, il cavallo riusciva sempre a liberarsi e a tornare dal suo salvatore. Harry si rese allora conto che il loro destino era legato e che si trattava di un cavallo speciale, dalle grandi doti di saltatore; decise allora di riprenderselo e di farlo partecipare ad alcune gare locali. Il nome di Snowman divenne sempre più famoso, sembrava che potesse superare qualsiasi ostacolo e battere tutti i grandi campioni di salto dell’epoca; ad Harry venne offerta la cifra record di 100mila dollari per il suo cavallo, ma rifiuterà sempre di separarsi dal suo amico. Il picco della carriera di Snowman arriverà con la vittoria al concorso nazionale tenutosi nel 1958 al Madison Square Garden di New York; qui sarà nominato cavallo dell’anno per due volte consecutive. E sarà sempre al Madison Square Garden che, 11 anni dopo, il cavallo si ritirerà dalle corse, tra gli applausi e la commozione di tutta la platea di questa prestigiosa arena. Snowman, “the cinderella horse”, morirà di vecchiaia nel 1974. In un intervista Harry de Leyer afferma: “Ogni cavallo è un po’ diverso come un essere umano. Ogni cavallerizzo è diverso. Ed è come trovare la chiave per una serratura. Quello scatto e poi si apre la porta. Tra me e Snowman quello scatto c’è stato dal primo momento.”

Cavalli famosi · Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / Babieca

Stasera vi racconto la storia di Babieca, il cavallo grigio di El Cid, mercenario che al servizio dei Cristiani, contribuì a porre fine all’occupazione della Spagna da parte dei Mori.

Statua di El Cid a Burgos

El Cid Campeador ( cioè il capitano campione, vincitore di duelli) era il soprannome che venne dato a Rodrigo Díaz de Bivar. Venne fatto cavaliere alla corte di re Ferdinando I di Castiglia, ma la sua storia è più quella di un mercenario che mise i suoi servizi a disposizione di più nobili e perfino degli stessi invasori musulmani.
Ma parliamo del suo destriero: la leggenda vuole che il padrino di El Cid fosse un monaco certosino, e che per il suo compleanno permise al giovane di scegliere uno degli splendidi cavalli spagnoli che venivano allevati nel monastero; la scelta di El Cid cadde su un grigio che il padrino considerava debole e privo di pregio, tanto che esclamò “Babieca!”, ovvero “stupido!”, quando comprese le intenzioni del figliastro; il termine fu scelto quale nome del cavallo.
Si narra però che Babieca si dimostrò un nobile e fedele compagno di battaglia, e che il suo essere meno possente e alto rispetto agli altri cavalli, si rivelò in realtà punto di forza perché lo resero veloce e scattante durante lo scontro.
Babieca morirà due anni dopo il padrone all’età di 40 anni, ed è sepolto nel monastero di San Pedro de Cardeña.

Cavalli famosi · Curiosita' · Micropillole · Razze equine · Storia

Micropillola / Windsor Greys

Con il termine di “Windsor Greys” si indicano i cavalli grigi che tradizionalmente trainano le carrozze reali inglesi nelle cerimonie ufficiali; una delle ultime è stata quella del matrimonio tra Meghan e Harry nel maggio del 2018.

I Windsor Grey non sono una razza a parte, ma vengono selezionati principalmente tra esemplari di Cleveland Bay e razze tedesche o olandesi, per il loro temperamento e ovviamente per il tipico manto grigio. Questi sono diventati i cavalli ufficiali della corte inglese a partire dal 1920, quando andarono a rimpiazzare i “Royal Hanoverian Creams”, cavalli di razza Hannover con un rarissimo manto color caffelatte.

I Windsor Greys sono alloggiati presso le Royal Mews e per due di loro, Daniel e Storm, che solitamente sono in testa alla pariglia, è stata dedicata una statua che si trova vicino al castello di Windsor, inaugurata per festeggiare i 60 anni di regno della regina Elisabetta.

Cavalli famosi · Curiosita' · Storia

Alessandro Magno e Bucefalo

Alessandro Magno fu l’unico in grado di domare il focoso Bucefalo, nome che tradotto dal greco significa “testa di bue”, a sottolineare la possenza dell’animale, molto più grosso di altri. Si dice che Bucefalo avesse il mantello morello con una stella bianca sulla fronte e un occhio azzurro; era un esemplare dell’eccellente razza tessalica,(cioè della Tessaglia, la regione greca da cui si diceva provenissero i centauri) che il padre di Alessandro acquistò per 13 talenti, una somma esorbitante.

Tuttavia il cavallo era turbolento e recalcitrante a farsi montare, tanto che stava per essere restituito al proprietario, quando Alessandro si accorse di un dettaglio: Bucefalo aveva paura dei movimenti della propria ombra e quindi lo rivolse col muso verso il sole, riuscendo a montarlo.

“…Filippo e i suoi rimasero dapprincipio silenziosi e preoccupati; quando però Alessandro voltò il cavallo e ritornò gioioso e fiero, tutti alzarono un grido di giubilo; il padre addirittura pianse di gioia e, quando Alessandro smontò, lo baciò sulla testa dicendogli : “Figlio, cercati un regno che ti si confaccia : la Macedonia è troppo piccola per te…” (Plutarco – Vite parallele)

Da allora Bucefalo non si lasciò montare da nessun altro e Alessandro non ebbe un altro destriero. I due affrontarono per quasi 20 anni tantissime battaglie per la conquista del mondo conosciuto.

L’affetto e il legame tra Alessandro per Bucefalo era tale che si narra di quando alcuni barbari rapirono il cavallo, ma questi, di fronte alla minaccia del’imperatore di sterminare l’intera popolazione colpevole, decisero di restituirglielo; Alessandro, riconoscente, finì addirittura per pagar loro il riscatto.

Alla fine solo la morte separò il cavaliere dal suo cavallo, e precisamente durante la guerra contro il re Poro, re indiano della regione del Punjab. Bucefalo venne ferito a morte ma sembra che fece appello a tutte le sue forze per portare il suo padrone in trionfo. Poi coperto di sudore e di sangue, Bucefalo si stese al suolo morendo all’età di 30 anni. Venne sepolto con gli onori militari e in suo nome venne fondata la città Bucefalia.