Cavalli famosi · Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / Sleipnir

Non so voi, ma i miti mi hanno sempre fatto sognare…storie di mostri, dei ed eroi sono parte del lascito della cultura greca e romana che ancora oggi appassionano e ispirano tante persone. Ma oggi non vi voglio parlare dei “soliti” miti; oggi vi voglio portare in terre lontane e molto fredde ma ugualmente ricche di leggende e personaggi strabilianti. Le terre di Thor e di Freia, dove si raccontava anche di Sleipnir, il grigio cavallo di Odino, che aveva 8 zampe.

Dal norreno antico, il nome significherebbe “colui che scivola” perchè di Sleipnir era nota l’incredibile velocità, tale da permettergli di correre sull’acqua e nel cielo. Questo cavallo così speciale era nato da un’inganno, ordito dagli dei per non perdere una sfida. Un gigante abile costruttore, si era detto capace di erigere un muro possente a difesa di Asgaror, il regno degli dei; tuttavia come ricompensa se fosse riuscito nell’impresa, chiese la dea Freia in sposa, il sole e la luna, una richiesta a dir poco esigente. Gli dei all’inizio accettarono, ma resisi conto che la costruzione sarebbe stata terminata in tempo dal gigante, anche grazie al suo infaticabile stallone Svaðilfǿri, chiesero a Loki, il dio degli inganni, di fare qualcosa. Egli si trasformò in giumenta e per tre notti sedusse il possente cavallo del gigante, impedendo a quest’ultimo di finire il lavoro. Perciò da Loki e Svaðilfǿri nacque un cavallo grigio con otto zampe, che diventerà la cavalcatura di Odino. Sleipnir era il più veloce e possente di tutti.

Nel frattempo Loki aveva giaciuto con Svaðilfǿri e in seguito diede alla luce un puledro. Esso era grigio, aveva otto zampe ed è il miglior cavallo fra gli dei e gli uomini.

da l’Edda in Prosa di Snorri Sturluson

Il numero otto, oltre a voler enfatizzare l’incredibile velocità del cavallo, sembra avere richiami allo sciamanesimo; 8 infatti sono le direzioni cosmiche, che permettono di raggiungere tutti i mondi, inferi e superni.
Rappresentazioni di cavalli con 8 zampe sono state ritrovate su alcune pietre runiche, come questa a fianco a sfondo rosso; in sella all’animale potrebbe esserci Odino oppure un guerriero ucciso che si appresta a raggiungere il Valhalla.

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Micropillola / Federico Tesio

Sono sicura che molti di voi non hanno idea di chi sia questo signore qui a fianco…ma se vi dicessi che nelle sue scuderie sono stati allevati campioni indiscussi del galoppo come Nearco e Ribot??
Federico Tesio nasce a Torino nel 1869. E’ un grande appassionato di cultura umanista e scientifica ma, soprattutto, di cavalli. Fu egli stesso un fantino di corse di galoppo, ma dopo una brutta caduta, si dedicò ad un altro suo sogno; nel 1898 comprò la proprietà di Dormello sul lago Maggiore che trasformò, con anche l’aiuto della moglie, in un allevamento di Purosangue Inglese. Il suo interesse per la scienza ed in particolare per la teoria evoluzionistica di Darwin e gli studi di genetica di Mendel, lo accompagnò nella ricerca della formula segreta per ottenere dei cavalli vincenti: tra questi Nearco, ma soprattutto Romanella e Tenerani, i genitori del grande Ribot.
Oltre ad essere un grande nome che ha positivamente influenzato l’allevamento del purosangue in Italia, Tesio ha sicuramente dato un grande contributo all’ippica italiana da un punto di vista tecnico-normativo, partecipando alla formazione dell’UNIRE, un ente che tra le altre cose incentivava l’allevamento e il miglioramento di razze equine da competizione.
Nel 1932, per problemi di liquidità, il 50 per cento dell’azienda viene ceduto al marchese Mario Incisa della Rocchetta, e quindi il nome modificato in “Tesio-Incisa”.
Federico Tesio morirà nel 1954, due mesi prima del debutto di Ribot, che quindi non vedrà mai correre.

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Il nitrito della buonanotte / Snowman

La storia di Snowman è un po’ quella della cenerentola dei cavalli; in tanti momenti di quella che sempre una bellissima fiaba, appare evidente come fosse destino che il grosso grigio e il suo proprietario e fantino, l’olandese Harry de Leyer si incontrassero per scrivere insieme una pagina nella storia del salto ostacoli.

Harry conobbe Snowman nel 1956 grazie a una gomma della macchina bucata che lo fece arrivare in ritardo a un’asta di cavalli; l’ultimo rimasto era un cavallo da tiro che, poiché invenduto, era già stato caricato sul camion per il mattatoio. Harry lo acquistò per soli 80 dollari e lo rivendette subito al suo vicino di casa. Ma Snowman saltò la recinzione e tornò da Harry; una, due, tre volte, non importava quanto il recinto venisse alzato, il cavallo riusciva sempre a liberarsi e a tornare dal suo salvatore. Harry si rese allora conto che il loro destino era legato e che si trattava di un cavallo speciale, dalle grandi doti di saltatore; decise allora di riprenderselo e di farlo partecipare ad alcune gare locali. Il nome di Snowman divenne sempre più famoso, sembrava che potesse superare qualsiasi ostacolo e battere tutti i grandi campioni di salto dell’epoca; ad Harry venne offerta la cifra record di 100mila dollari per il suo cavallo, ma rifiuterà sempre di separarsi dal suo amico. Il picco della carriera di Snowman arriverà con la vittoria al concorso nazionale tenutosi nel 1958 al Madison Square Garden di New York; qui sarà nominato cavallo dell’anno per due volte consecutive. E sarà sempre al Madison Square Garden che, 11 anni dopo, il cavallo si ritirerà dalle corse, tra gli applausi e la commozione di tutta la platea di questa prestigiosa arena. Snowman, “the cinderella horse”, morirà di vecchiaia nel 1974. In un intervista Harry de Leyer afferma: “Ogni cavallo è un po’ diverso come un essere umano. Ogni cavallerizzo è diverso. Ed è come trovare la chiave per una serratura. Quello scatto e poi si apre la porta. Tra me e Snowman quello scatto c’è stato dal primo momento.”

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Il nitrito della buonanotte / Babieca

Stasera vi racconto la storia di Babieca, il cavallo grigio di El Cid, mercenario che al servizio dei Cristiani, contribuì a porre fine all’occupazione della Spagna da parte dei Mori.

Statua di El Cid a Burgos

El Cid Campeador ( cioè il capitano campione, vincitore di duelli) era il soprannome che venne dato a Rodrigo Díaz de Bivar. Venne fatto cavaliere alla corte di re Ferdinando I di Castiglia, ma la sua storia è più quella di un mercenario che mise i suoi servizi a disposizione di più nobili e perfino degli stessi invasori musulmani.
Ma parliamo del suo destriero: la leggenda vuole che il padrino di El Cid fosse un monaco certosino, e che per il suo compleanno permise al giovane di scegliere uno degli splendidi cavalli spagnoli che venivano allevati nel monastero; la scelta di El Cid cadde su un grigio che il padrino considerava debole e privo di pregio, tanto che esclamò “Babieca!”, ovvero “stupido!”, quando comprese le intenzioni del figliastro; il termine fu scelto quale nome del cavallo.
Si narra però che Babieca si dimostrò un nobile e fedele compagno di battaglia, e che il suo essere meno possente e alto rispetto agli altri cavalli, si rivelò in realtà punto di forza perché lo resero veloce e scattante durante lo scontro.
Babieca morirà due anni dopo il padrone all’età di 40 anni, ed è sepolto nel monastero di San Pedro de Cardeña.

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Micropillola / Windsor Greys

Con il termine di “Windsor Greys” si indicano i cavalli grigi che tradizionalmente trainano le carrozze reali inglesi nelle cerimonie ufficiali; una delle ultime è stata quella del matrimonio tra Meghan e Harry nel maggio del 2018.

I Windsor Grey non sono una razza a parte, ma vengono selezionati principalmente tra esemplari di Cleveland Bay e razze tedesche o olandesi, per il loro temperamento e ovviamente per il tipico manto grigio. Questi sono diventati i cavalli ufficiali della corte inglese a partire dal 1920, quando andarono a rimpiazzare i “Royal Hanoverian Creams”, cavalli di razza Hannover con un rarissimo manto color caffelatte.

I Windsor Greys sono alloggiati presso le Royal Mews e per due di loro, Daniel e Storm, che solitamente sono in testa alla pariglia, è stata dedicata una statua che si trova vicino al castello di Windsor, inaugurata per festeggiare i 60 anni di regno della regina Elisabetta.