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Pony mounted games

I Pony mounted games o più semplicemente pony games, sono letteralmente dei giochi di velocità e abilità fatti in sella ad un pony che sono diventati uno sport così come oggi lo conosciamo per merito di tale Norman Patrick, fondatore nel 1984 della Mounted Games Association della Gran Bretagna; fino ad allora la disciplina era stata appannaggio solo di pochi esclusivi, ovvero chi poteva permettersi di far parte dei costosissimi Pony Club, ma Norman la rese accessibile a chiunque volesse dar prova della propria abilità di tecnica equestre.
Nel 2003 nasce poi la International Mounted Games Association di cui fanno parte 24 paesi.
I pony games sono uno sport certamente adrenalinico, sia per chi è in sella, sia per chi guarda; essi premiano lo spirito competitivo ma anche quello di collaborazione ed ovviamente della lealtà sportiva e del rispetto verso l’avversario ed il proprio cavallo.
Ci svela alcuni aspetti di questo sport, forse ancora poco conosciuto, Serena, giovanissima atleta che ha passato metà della sua vita in sella ad un pony.

1. Ci parli un po’ di te e della tua “vita equestre”?

Sono Serena, ho 16 anni ed è da 9 che vado a cavallo. Ho iniziato fin da subito con i pony games e faccio gare dal 2014/2015. Dal 2018 ho iniziato le élite (categorie agonistiche) in gare nazionali. Da novembre 2019 poi ho preso la mia attuale pony (Cookie, irlandese) con la quale ho fatto il Pony Master Show 2020, i Campionati Italiani a squadre 2021, e circa due settimane fa abbiamo partecipato ai Campionati Italiani Individuali. Non avevo aspettative per questa gara, ma alla fine sono entrata in finale e ho portato a casa un bel terzo posto. Ieri sono tornata dal Winter Scudy, gara a coppie internazionale. Ho partecipato in una categoria più alta della mia, infatti è stata una gara con degli avversari di alto livello.

2. Brevemente, cosa sono i pony games e quali sono le regole principali?

E’ uno sport dell’equitazione che trovo sia ancora sottovalutato e poco conosciuto: consiste nel fare vari tipi di giochi a staffetta con i pony, nei quali bisogna dimostrare velocità e precisione e possono essere fatti in squadra, in coppia o da un cavaliere singolo. Per esempio in un gioco bisogna completare uno slalom tra paletti, andata e ritorno, per poi passare il testimone al cavaliere successivo della stessa squadra; in un altro invece bisogna scendere da cavallo, condurlo a mano mentre si passa sopra delle “pietre” e poi risalire in sella; in un altro ancora prendere la tazza che si trova sopra al primo paletto e riposizionarla sul secondo. Sono davvero tanti.
Riguardo ai pony le regole sono che non devono superare i 148 cm al garrese e non devono essere interi; inoltre devono avere almeno 4 anni. Per quanto riguarda il cavaliere, per partecipare alle categorie non agonistiche (club) deve avere almeno 5 anni, mentre per quelle agonistiche almeno 8.

3. Ci sono particolarità nell’abbigliamento e nell’attrezzatura di cavaliere e cavallo?

In questo sport il cavaliere non ha un abbigliamento particolare infatti ci si può vestire come si vuole anche se solitamente si vestono i colori e la divisa del proprio maneggio. Per il cavallo sella e finimenti sono quelli inglesi classici, anche se alcune imboccature sono vietate in gara.

4. Come si svolge un allenamento tipico?

Di solito un agonista si allena 4/6 volte a settimana. Gli allenamenti ovviamente variano a seconda del maneggio ma per esempio un allenamento pre-gara prevede una fase di riscaldamento alle tre andature per poi passare ad esercitarsi nei giochi specifici della gara.

5. Qual è la prova di abilità che preferisci e quale secondo te la più difficile?

In realtà a me piacciono quasi tutti i giochi, ma la cosa che mi piace di più è fare le risalite. Penso che la cosa più difficile sia prendere gli oggetti che sono per terra da cavallo, ci vuole molta agilità ma soprattutto fiducia con il pony.

6. Le “risalite” ovvero quando si deve risalire in sella mentre il cavallo è al galoppo, sono forse il momento più spettacolare; come si fa ad eseguire una buona risalita?

In realtà non saprei con preciso perché a me viene molto automatico. Secondo me più il pony va veloce è più è semplice salire anche se si pensa il contrario, perché il galoppo del pony ti spinge in alto. Poi ogni persona ha una sua tecnica quindi c’è chi è più comodo in un modo e chi in un’altro.

7. Quale aspetto dei pony games ti piace e ti appassiona di più?

L’aspetto che mi piace di più è che sia uno sport dove non ci si annoia mai, non si ripetono sempre le stesse cose perché ci sono tantissimi tipi di giochi per allenare ogni qualità del cavaliere e del pony. Inoltre è bello anche il fatto che sia uno sport che si può praticare sia a squadre (4/5 cavalieri), sia a coppie (2/3 cavalieri) e anche individualmente. Poi anche perché penso che i pony games rendano un cavaliere molto versatile, che difficilmente avrà problemi negli altri sport dell’equitazione.

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Let’s talk horses #17

LAVORO IN SEZIONE

E’ la classica gestione delle lezioni di gruppo, in cui i binomi lavorano in fila indiana.
In cima alla fila c’è un “capo sezione” e in fondo un “cavallo di coda”.

IN-OUT

Conosciuto anche come “dentro-fuori” è un esercizio con una serie di barriere a terra o cavalletti posizionati a distanza ravvicinata tra loro (circa 3 metri in genere), all’interno dei quali non si fanno falcate. E’ un ottimo modo per ginnasticare il cavallo e mantenere il ritmo dell’andatura costante.

SCARTARE

E’ un’azione immediata e senza preavviso che il cavallo compie, per esempio a causa di uno spavento, spostandosi improvvisamente tentando la fuga dalla fonte di paura. Può avvenire anche subito prima di un salto se l’azione del cavaliere non è decisa e precisa, o se c’è qualcosa che impaurisce l’animale.

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Micropillola / Show hunter vs show jumping

Forse ti sarà capitato di vedere un binomio in un campo in sabbia che salta ostacoli ma di aver saputo poi che si trattava di una competizione di hunter. E’ molto facile confonderlo col ben più noto show jumping o salto ostacoli, ma ci sono alcune differenze sostanziali.
Iniziamo però dalla storia di questa disciplina, che come dice il nome, ha le sue origini nell’antica pratica della caccia a cavallo, un tempo considerata un passatempo per persone nobili e facoltose, e che veniva condotta su percorsi di campagna, spesso cosparsi di piccoli ostacoli naturali come tronchi, cespugli, piccole recinzioni. Ad oggi i concorsi di hunter non hanno niente a che vedere con l’attività venatoria, ma si premiano quelle qualità che un tempo sarebbero state necessarie per una battuta di caccia: compostezza, andature comode e regolari, un’azione sicura e armoniosa sul salto. La disciplina dell’hunter è praticata soprattutto nei paesi anglosassoni come Regno Unito, USA e Canada e al momento non è disciplina olimpica.


Arriviamo ora a quelle che sono le principali differenze tra hunter e salto ostacoli.
La differenza maggiore è il modo in cui i concorrenti vengono giudicati: mentre nel salto ostacoli il giudizio è oggettivo perché si basa sulla velocità e sul numero di penalità commesse, nell’hunter il giudizio è soggettivo, e i giudici sono chiamati a votare come si presenta il binomio esteticamente e livello di affiatamento, la fluidità e la regolarità delle andature, la correttezza dei tempi tra un salto e l’altro ecc.. Il cavaliere viene quindi chiamato ad essere preciso e composto e a curare molto l’assetto.
Altra differenza è la tipologia del percorso: nel salto ostacoli vengono inserite difficoltà tecniche come girate strette o combinazioni di salti complessi, mentre nell’hunter il percorso è generalmente più lineare e semplice.
C’è anche una lieve differenza per quanto riguarda il modo di vestirsi: i cavalieri dell’hunter solitamente tendono ad avere un look più conservatore e formale, così come i finimenti del cavallo sono sottoposti a particolari regole; nel salto ostacoli ci sono meno regole per quanto riguarda l’abbigliamento di cavaliere e cavallo, per cui c’è più scelta e la possibilità di optare per uno stile più casual.

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Micropillola / Posizione e assetto

Posizione: è un concetto statico ed è il modo di stare a cavallo da fermi. Si riferisce alla lunghezza delle staffe e ne esistono 3 tipi: posizione seduta con staffatura lunga, sollevata con staffatura media e da corsa con staffatura corta.

Assetto: è un concetto dinamico ed è il modo di stare a cavallo assecondandone i movimenti alle diverse andature attraverso gli aiuti naturali. (es. muovere le mani assieme alla testa del cavallo al passo, muovere il bacino al galoppo e battere la sella al trotto)

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I materiali delle imboccature

Dal materiale con cui viene fatta un’imboccatura ne dipenderà la resistenza e il deterioramento nel tempo, il “sapore” percepito dal cavallo, il peso e la rigidità e quindi il tipo di azione che andrà a svolgere in bocca. Le patenti di alcuni di questi materiali sono detenuti da grandi nomi nell’industria delle imboccature, come la tedesca Sprenger.
Vediamo insieme alcuni dei materiali più frequenti e più innovativi.

ACCIAIO INOSSIDABILE: è il materiale più largamente utilizzato perché leggero e duraturo. I migliori morsi fatti di acciaio sono creati con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa dove sostanzialmente il metallo fuso viene versato in uno stampo di argilla. Pare che l’acciaio non sia un materiale che ha impatto sulla maggior o minore salivazione dell’animale, e sembra avere un sapore e un odore neutro.

RAME: è un metallo con un particolare “gusto” dolce, perciò risulta più gradevole di altri per alcuni cavalli, incoraggiandone la salivazione. Tuttavia ha una scarsa longevità e si consuma in modo non uniforme; per questo è più probabile che solo alcune parti dell’imboccatura siano in rame (per esempio il cannone o l’oliva centrale) mentre altre in acciaio (come gli anelli o le aste).

SWEET IRON: tradotto letteralmente come “ferro dolce” è in realtà acciaio che però a differenza di quello inossidabile, viene modellato a freddo; ne risulta un metallo più morbido e che si arrugginisce facilmente. La ruggine che si crea, che non è la stessa che si forma per esempio su macchine o tubi, conferisce il sapore dolce, ancora più gradevole, pare, di quello del rame. E’ un materiale molto usato nelle imboccature americane, ed ha un caratteristico colore blu-scuro/nero.

AURIGAN: è una lega prodotta dalla Sprenger formata da rame, silicone e zinco. Riesce così ad essere un materiale dal gusto piacevole grazie alla percentuale di rame, ma molto più resistente. L’assenza di nichel poi, lo rende ideale per cavalli che ne sono allergici.

NATHE: anche questa è un’invenzione tedesca, e si tratta di un materiale sintetico molto simile alla plastica. E’ abbastanza flessibile quindi può risultare più piacevole da masticare per alcuni cavalli, e non ha bisogno di un’anima di metallo interna, quindi il risultato è un prodotto sottile; tuttavia ha una longevità relativamente breve rispetto ai metalli.

HAPPY MOUTH: queste imboccature sono fatte in una particolare plastica a cui viene aggiunto l’aroma di mela; hanno poi una caratteristica texture ondulata che invita il cavallo alla masticazione.