Cavalli famosi · Curiosita' · Eventi · Storia

The caparisoned horse

Se aveste assistito alla solenne cerimonia funebre del presidente americano John Fitzgerald Kennedy il 25 Novembre del 1963, avreste notato che la processione era guidata da 6 cavalli grigi che su un affusto di cannone trainavano la bara, seguiti da un soldato che conduceva a mano un morello dall’insolita bardatura:

un sottosella nero col bordo bianco, una sella con una sciabola sul fianco e, infilati nelle staffe, due stivali posizionati al contrario, come se il cavaliere fantasma che li indossava fosse rivolto all’indietro. Questo cavallo, chiamato caparisoned horse (caparison=gualdrappa) o riderless horse, (riderless=senza cavaliere) è stato un simbolo spesso presente nelle cerimonie funebri riservate a capi di stato, presidenti, ufficiali militari di alto grado o, anticamente, a grandi guerrieri; sembra infatti che le radici di questa tradizione affondino nel XIII secolo a.C., quando il cavallo di Gengis Khan venne condotto alla tomba del suo padrone e sacrificato per riposare al suo fianco. Allora il significato di questo rituale sarebbe stato quello di permettere al valoroso guerriero di raggiungere l’altro mondo un’ultima volta in sella al suo destriero, mentre in epoca moderna, dove fortunatamente il cavallo non è più sacrificato, si aggiunge la simbologia degli stivali infilati nelle staffe al contrario, come ad inscenare l’ultimo saluto del condottiero caduto alle sue fidate truppe.
Nella processione del presidente Kennedy il compito era stato assegnato a Black Jack, probabilmente un incrocio tra Morgan e Quarter Horse che era finito a ricoprire quel ruolo perché non si era rivelato un cavallo adatto né alla sella né ad essere attaccato. Durante la cerimonia tuttavia si era mostrato piuttosto nervoso e restio a seguire in modo mansueto il soldato che lo conduceva da terra; l’esercito si era quindi scusato con la famiglia Kennedy per l’imprevisto, ma questa aveva risposto che nell’animosità del cavallo avevano rivisto quella voglia di vivere un tempo propria dello sfortunato presidente.
Durante la sua carriera militare di quasi 30 anni, Black Jack ha partecipato alle esequie di altri due presidenti americani, Herbert Hoover e Lyndon Johnson. Dopo essere andato in pensione, un trottatore americano, Sergeant York, ha preso il suo posto in qualità di caparisoned horse.

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Micropillola / Il Derby

Si tratta di un termine che si sente utilizzato oggi soprattutto nel mondo calcistico, ma in realtà la sua origine è proprio legata al mondo equestre perché il derby è una gara importante nel mondo delle corse, che un cavallo può disputare una sola volta nella sua vita, e cioè all’età di 3 anni.
Ogni nazione ha il suo derby e il montepremi ammonta solitamente a svariati milioni di dollari.

Tornando all’origine del nome, pare sia collegato a quello di Edward Smith Stanley, 12° conte di Derby, una città a nord di Londra; il nobiluomo organizzò una corsa di cavalli riservata ai puledri di 3 anni nella sua tenuta di Epsom, ma Sir Charles Bunbury voleva arrogarsi la paternità dell’idea. I due si sfidarono allora con un semplice tiro di monetina, e la sorte decise per la vittoria del conte, perciò la gara venne chiamata “derby“. A vincere però questo primo derby disputato nel 1780 sarà, ironia della sorte, il cavallo di Sir Bunbury.
I discendenti di Lord Derby hanno mantenuto la tradizione rimanendo grandi allevatori e proprietari di purosangue inglesi e i colori della scuderia sono rimasti invariati: neri con copricasco bianco.

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Il Cadre Noir

Il Cadre noir è un gruppo di ecuyers, letteralmente “cavalieri”, istruttori della scuola di equitazione francese di Saumur (École Nationale d’Équitation, ENE). Cadre fa parte della terminologia militare nata durante le guerre napoleoniche e stava ad indicare un gruppo di ufficiali incaricati di formare e dirigere le truppe; noir invece fa riferimento al colore nero dell’uniforme di questi cavalieri, indossata durante le esibizioni.

La scuola nasce per formare gli ufficiali della cavalleria francese e qui vengono professati gli insegnamenti di grandi esponenti della tradizionale equitazione francese, primo fra tutti François Robichon de La Guérinière, che scrisse molto sull’arte del dressage e fu egli stesso istruttore di equitazione di re Luigi XV.
Dopo la seconda guerra mondiale, quando ormai appariva inutile una scuola di equitazione per fini militari, venne riconosciuto il grande prestigio internazionale della scuola di Saumur, che insieme alla Scuola Portoghese di Arte Equestre a Lisbona, la Scuola Spagnola di Vienna e la Scuola Reale Andalusa di Arte Equestre a Jerez de la Frontera, rappresenta una delle 4 accademie di equitazione classica più autorevoli al mondo.
Nel 1972 nasce la scuola nazionale di equitazione attorno a quello che era la scuola del Cadre Noir, e i suoi insegnanti ne andranno a costituire i maggiori istruttori. Ad oggi la maggior parte dello staff è civile, ma ci sono ancora esponenti dell’esercito.
A differenza per esempio della scuola viennese, dove vengono usati soltanto Lipizzani, al Cadre Noir si trovano diverse razze come il Selle Français, il Purosangue, l’Anglo-arabo e il Lusitano.

Nelle esibizioni del Cadre noir, forse gli esercizi più spettacolari sono i cosidetti sauts d’école o airs relevés, in cui il cavallo, montato o condotto a mano, si stacca da terra:

  • La courbette : il cavallo si impenna sui posteriori e rimane in questa posizione per qualche secondo
  • La croupade : il cavallo da terra scalcia energicamente coi posteriori estendendoli completamente
  • La cabriole : è la combinazione dei due esercizi sopra, per cui il cavallo alza gli anteriori per poi scalciare coi posteriori, compiendo una sorta di salto.
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Il Gala d’Oro di Fieracavalli

Il Gala d’Oro è uno degli appuntamenti più attesi di Fieracavalli, un evento che richiama artisti nazionali e internazionali che si esibiscono in riprese di dressage, caroselli e spettacoli in libertà. Un evento che entusiasma piccoli e grandi, esperti e neofiti.

Ma facciamo un passo indietro. Fieracavalli nasce nel 1898 a Verona e diviene la 1° fiera internazionale dei cavalli, la più grande d’Italia.
Nel 1985 nasce lo spettacolo di gala, una serata di animazione per il pubblico della Fiera nella quale si esibiscono artisti promossi dall’Ente Fiere. Due anni dopo, nel 1987, viene realizzata una struttura migliore per ospitare lo spettacolo e far esibire un numero maggiore di professionisti del mondo equestre. Viene anche istituito il Premio Internazionale “Il Cavallo nel Circo” che per 7 edizioni, verrà assegnato al miglior artista. Nel 1991 viene realizzato per la prima volta in Italia, uno spettacolo dedicato alla storia dell’arte equestre, intitolato “La Briglia d’Oro“; da quel momento in poi, ogni anno, lo spettacolo di gala avrebbe avuto un titolo diverso a seconda del tema della serata. Negli anni successivi per diverse edizioni lo spettacolo venne intitolato “Gala d’Oro“, finché nel 2004 l’intero spettacolo prese questo nome ufficialmente, continuando ad avere un tema differente per ogni anno.
Nel 2018 Fieracavalli festeggia 120 anni di storia ed in questa occasione il Gala d’Oro viene intitolato “Anniversary” ospitando grandi artisti come la Rudj Bellini Company, il team Nero Luminoso con i suoi murgesi, Vincent Liberator con i suoi iberici in libertà, le arie di alta scuola di David Chaves e la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato in apertura dello spettacolo.
Nel 2019, nasce l’Accademia del Gala d’Oro per formare i futuri talenti degli spettacoli del mondo equestre, nella quale vengono forniti corsi specifici per formare artisti professionisti. Inoltre, all’interno dell’Accademia, viene istituito il primo centro documentale sulla storia del cavallo nel mondo dello spettacolo.

Hai mai visto questo spettacolo? Quest’anno andrai a Fieracavalli? Faccelo sapere qui sotto con un commento!

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The club house / La categoria di potenza

Nel concorso ippico internazionale di Piazza di Siena a Roma, la categoria di potenza è sempre stata una specialità di grande spettacolo per appassionati e non. Caratterizzata da due salti di riscaldamento e poi il famoso muro di oltre 2 metri, era una prova molto attesa e amata dal pubblico perché ricca di adrenalina; tuttavia negli anni cominciò a perdere importanza a causa della poca disponibilità di binomi disposti ad affrontare la sfida e dello stress fisico e psicologico del cavallo nel salto di un muro imponente.
Alla luce dei fatti, nel 2015 l’allora presidente FISE Vittorio Orlandi, prese la decisione di cancellare questa categoria, sostituendola con una simile, la sei barriere.
Questa prova è strutturata come una grande gabbia formata da sei ostacoli verticali, di altezza progressiva, disposti a due tempi l’uno dall’altro.
Il cambiamento attuato è stato applaudito sia dal pubblico che da molti ostacolisti tra i quali il grande Michel Robert.

ELENA: è sicuramente una gara molto spettacolare che da prova del coraggio e della determinazione del binomio, ma se io fossi chiamata ad affrontarla, sarei seriamente preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sulla salute del cavallo. Penso che sarebbe ora di cercare di promuovere l’immagine dell’equitazione senza dover sempre ricorrere a prove così intense e pericolose, perchè la spettacolarità del cavallo può essere rivelata in molti altri modi, non solo attraverso l’altezza di un ostacolo.

INES: sono d’accordo nel riconoscere che sia una prova altamente adrenalinica perché toglie il fiato agli spettatori, ma nonostante il miglioramento della prova, resa un po’ più graduale, per me resta un “no”. A mio parere, far saltare un ostacolo di circa 2 metri ad un binomio solo per spettacolo, oltre che essere pericoloso, è poco sportivo, sia per l’immenso sforzo di lancio e di atterraggio che è la parte più delicata del salto in sé, ma anche per la poca o nulla esperienza che potrebbe avere il cavallo per questa prova.

LAURA: ritengo che come prova, nonostante la modifica apportata, rimanga troppo pericolosa per quanto riguarda il benessere fisico dell’animale e che non metta in luce le qualità di cavallo e cavaliere; penso che sia finalizzata più alla spettacolarizzazione dell’evento.