Cavalli famosi · Curiosita' · Micropillole · Storia

Micropillola / Le cavalle di Diomede

Diomede divorato dalle sue cavalle, dipinto di Gustave Moreau (dettaglio)

Celeberrimo è il personaggio di Ercole (o Eracle) e altrettanto celebre il mito delle sue dodici fatiche. A noi in particolare interessa l’ottava, quella in cui l’eroe avrebbe dovuto liberare le 4 giumente di Diomede e portarle da Euristeo (colui che impose a Eracle “le fatiche”). Diomede, re della Tracia, era figlio del dio Ares, e come il padre era spietato e crudele: aveva abituato le sue splendide e terribili cavalle a nutrirsi della carne umana dei soldati nemici caduti in guerra, e in assenza di combattimenti, le sfamava con gli sventurati che naufragavano sulle coste del suo regno, o con gli ignari ospiti che invitava nel suo palazzo. Ercole riuscì a rabbonire le giumente dando loro in pasto Diomede stesso, e dopo averle caricate sulla nave le portò a Micene da Euristeo. Quest’ultimo pare poi che le abbia liberate sul monte Olimpo e lì siano state divorate dalle bestie feroci che vi abitavano.

Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / Il mito di Chirone

Nella cultura dell’antica Grecia, i centauri, così come altri esseri mitologici, rappresentavano l’esasperazione di pregi e difetti del genere umano.
Spesso descritti come brutali e avidi, uno tra loro era l’eccezione: oggi vi racconto la storia di Chirone, il più saggio e virtuoso dei centauri.

Secondo una versione del mito, Chirone sarebbe nato da Crono e dalla ninfa Filira; quest’ultima, per sfuggire alle avance del titano, si tramutò in giumenta, ma invano, perchè a sua volta Crono si trasformò in cavallo. Dall’unione nacque un essere ibrido immortale, per metà uomo e per metà bestia. A differenza però degli altri centauri, egli era saggio e benevolo, esperto di scienza, di arti e in particolare delle pratiche mediche: si credeva infatti fosse stato lui il maestro di Asclepio, venerato in Grecia come il dio della medicina e delle guarigioni. La grotta di Chirone, sul monte Pelio, era una vera e propria accademia per formare giovani principi ed eroi; il centauro fu infatti il mentore di molti altri famosi personaggi, come Enea, Teseo ed Achille.

Chirone verrà infine ferito per sbaglio da Eracle, suo amico, con un dardo bagnato con il veleno dell’idra dal quale era impossibile guarire; piuttosto di rimanere in un limbo eterno di sofferenza e disperazione, il centauro preferì la morte, scambiando la sua immortalità con Prometeo. Si dice poi che il padre degli dei Zeus, riconoscendo la grande rettitudine di Chirone, gli abbia dedicato la costellazione del centauro. Qui è rappresentato come un essere virtuoso, sul punto di sacrificare un animale (il lupo dell’omonima costellazione) sull’altare (costellazione dell’Altare).