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La colica – Intervista a Marta Missio

Dovreste ormai ben sapere che quando si parla di salute del cavallo siamo sempre cauti e cerchiamo il più possibile di lasciare la parola a professionisti del settore. Perciò abbiamo deciso di chiedere a Marta, studentessa di veterinaria, di spiegarci che cos’è la colica e di svelarci alcune nostre curiosità su questa sindrome di cui ahimè si sente spesso parlare.

Ma prima conosciamo Marta un po’ più da vicino! Marta si definisce “studentessa, amazzone, futura veterinaria;. è infatti al 4°anno di veterinaria all’Università di Parma e ha passato moltissimi anni della sua vita immersa nel mondo dei cavalli. Comincia a prendere lezioni di equitazione a 7 anni e si appassiona soprattutto ai mounted games. Nel 2018 poi comincia il suo percorso universitario che la porta ad allontanarsi dalla pratica equestre anche se, precisa, appena torna a casa il maneggio è una tappa fissa e obbligata. “Non so ancora dire cosa esattamente mi abbia spinto a prendere questa strada. Sicuramente dietro mi porto una grande passione per i cavalli, in più mi piace la medicina e mi affascinano le materie che studio, soprattutto quelle degli ultimi anni, molto più pratiche rispetto a quelle del biennio; ma penso che la cosa principale sia l’idea di poter aiutare una vita, di darle un futuro migliore.”
Marta gestisce anche un blog (www.equiformando.com) in cui affronta diverse tematiche di veterinaria e non, con lo scopo, dice, di svelare il perché delle cose, in un mondo in cui a volte azioni banali sono fatte senza saperne il motivo.

1. Cos’è la colica e cosa succede al cavallo?

La colica non è né un sintomo né una patologia ma una sindrome, ovvero un insieme di sintomi che sono comuni a più forme morbose o determinati da più processi patologici concomitanti. Più semplicemente si tratta di un dolore addominale acuto (che potremo paragonare al nostro mal di pancia) molto spesso associato a problematiche del canale digerente. Può però essere legato a problemi che coinvolgono altri organi, come reni, fegato, apparato riproduttore…seppure sia più raro.
I sintomi di una colica sono piuttosto univoci: il cavallo si rotola molto spesso, sta con le zampe per aria, ha un’indebolimento delle funzioni sensoriali, è restio al movimento, si guarda il fianco, raspa con l’anteriore, ha una sudorazione elevata, tenta spesso di defecare, c’è una distensione addominale, assume la posizione di minzione.

2. La colica è legata unicamente a motivi alimentari?

No assolutamente, un cavallo può andare in colica per i più svariati motivi: torsione intestinale, danno ischemico, per infezioni di varia natura, rottura di un tratto dell’intestino, terapie con alcuni farmaci, stress, ingestione di corpi estranei, spostamenti di tratti dell’intestino, infiammazioni, ernie, torsioni dell’utero, fecalomi… I motivi sono veramente tantissimi ed è opportuno andare a capire la causa per poi scegliere il trattamento più corretto.

3. La mortalità di questa sindrome è davvero così alta?

Vi riporto un dato che ho estrapolato dal libro Understanding equine colic, Bradford G. Bentz: “The incidence of equine colic has been estimated by the USDA’s National Animal Health Monitoring System Equine 1998 study at 4.2 events per 100 horses per year. This health monitoring system was designed to outline the overall prevalence and occurrence of various types of disease within the North American horse population. The 1998 study found no difference in the incidence of colic among geographic regions. The percentage of equine operations that experienced one or more colic events was 16.3. Overall, only 1.4% of colic events resulted in surgical intervention. The fatality rate for all colic events was 11%.” Sono dati un po’ vecchi ma che possiamo riportare anche alla realtà odierna. Quindi sì, di colica un cavallo può morire (naturalmente o per eutanasia), ma questo dipende molto dalla causa: per esempio, una rottura della parete intestinale per cui il contenuto di questo, inclusi i batteri, si riversa nell’addome, purtroppo ha come unica risoluzione l’eutanasia. Diverso è se parliamo di una colica dovuta ad un regime alimentare non corretto o per un’infezione parassitaria: la terapia in quel caso sarà medica, quindi prevedrà l’assunzione di farmaci per andare a ridurre il dolore e lavorare poi sul fattore causale.

4. Oltre a un regime alimentare appropriato, ci sono altre misure/buone abitudini a prevenzione? 

Essendo multicausale, posso dire che la cosa migliore per prevenire una colica è in generale una buona gestione dell’animale, rispettando quanto più possibile la sua natura (per esempio buona prassi è quella di somministrare pasti piccoli e frequenti, piuttosto che darne pochi e molto voluminosi), sverminando periodicamente il cavallo, garantendo che ogni cambiamento nella vita dell’animale (che sia la dieta, il programma di lavoro o l’habitat) avvenga in modo graduale. I cavalli sono animali abitudinari e che si stressano facilmente, perciò è bene riuscire a garantire loro una routine quanto più possibile.
Tuttavia è bene sapere che pure i cavalli più curati e controllati non sono totalmente immuni a episodi di colica, che a volte si verifica per un mero colpo di sfortuna.

5. Ci sono dei cavalli più predisposti alla colica?

Sì, e prima di tutti cito i PSI. I PSI da ippodromo, in linea generale, seguono un regime dietetico che va in contrasto con le abitudini alimentari del cavallo: mangiano molti concentrati (ovvero mangime) e poco fieno, e questo squilibrio nel rapporto fibra grezza-concentrati è un fattore che predispone a sviluppare coliche.

Anche i PSA e i Falabella sono più predisposti rispetto ad altre specie a causa del fatto che sviluppano più frequentemente fecalomi (ammasso di feci disidratate che l’animale non riesce ad espellere).
Un’altra razza che spesso va incontro a colica sono i trottatori americani (Standardbreds) perché facilmente sviluppano ernie scrotali.
Inoltre, i cavalli fino ai 6 mesi di età raramente vanno incontro a colica. 

6. In quali casi è necessario intervenire chirurgicamente?

In linea di massima si decide di operare se ci sono delle torsioni o dei corpi estranei (o un qualsiasi genere di ostruzione) che non si riesce a rimuovere con fluidoterapia. Bisogna tenere conto che è una patologia dinamica, che evolve nel tempo, per cui spesso si inizia con una terapia medica e poi si sceglie un approccio chirurgico se non si ha una risoluzione. Generalmente possiamo dire che disfunzioni intestinali e infiammazioni hanno un approccio medico (farmacologico), mentre coliche da dislocazione, torsione, flessione, intussuscezione (un segmento dell’intestino scivola su un altro, come le parti di un telescopio) prevedono un trattamento chirurgico.

7. A parte chiamare il veterinario, cosa dobbiamo fare se sospettiamo una colica?

Possiamo prendere alcuni parametri vitali (frequenza cardiaca e temperatura rettale), oltre a vedere se i piedi (zoccoli e corona in particolar modo) sono caldi: può capitare che, almeno inizialmente, la colica venga confusa con un principio di laminite. Inoltre, è bene tenere monitorato il cavallo: questo significa stare in scuderia e vedere cosa fa a prescindere dalla gravità iniziale dei sintomi.
Spesso si sente dire che se si sospetta una colica, bisogna far muovere il cavallo: è vero e in una buona percentuale di casi aiuterà anche a risolvere il problema, ma non bisogna forzare a far camminare un cavallo molto dolorante. La cosa fondamentale è evitare che si sdrai e si rotoli, in quanto questo può andare a strangolare e/o ostruire l’intestino. Poi non bisogna dargli da mangiare, bere o somministrare farmaci di propria iniziativa. Altra buona pratica è isolare l’animale dagli altri cavalli e tenerlo in uno spazio abbastanza ampio e tranquillo.
In ogni caso seguite sempre le indicazioni del veterinario e non sospendete le terapie perché credete che l’animale stia meglio.

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Web: www.equiformando.com

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Le principali malattie dello zoccolo

In questo articolo tratteremo in modo sintetico e a titolo informativo, le maggiori patologie e/o sindromi che possono colpire gli zoccoli. Noi di Pillolequestri ci teniamo a farvi conoscere il mondo del cavallo in ogni suo aspetto, anche in quello meno piacevole delle malattie, ma non vogliamo in alcun modo sostituirci a professionisti del settore che devono essere tempestivamente interpellati nel caso sospettiate che il vostro cavallo posso avere qualche disturbo. La rete ci può dare tantissime informazioni, ma quando si parla di salute, che sia quella delle persone o dei nostri amici animali, affidiamoci SEMPRE e SOLO al consulto medico-veterinario.

LAMINITE o PODOFLEMMATITE

E’ un’infiammazione delle lamine dello zoccolo (corion laminare) e i sintomi sono facilmente riconoscibili perchè il cavallo sembra “camminare sulle spine” per evitare di caricare il peso sullo zoccolo dolorante; se gli zoccoli infiammati sono quelli anteriori, il cavallo assume una posizione anomala, percui gli anteriori sono tenuti molto in avanti, quasi a poggiare sui talloni, e anche i posteriori sono avanzati, sotto il ventre, per sostenere tutto il peso. Dopo un certo lasso di tempo, e in base anche alla gravità dell’infiammazione, lo zoccolo colpito comincia a deformarsi. Le cause della laminite sono molteplici, una di queste è una dieta troppo ricca di carboidrati (cereali); la parte che non viene digerita, tende a fermentare nell’intestino del cavallo, causando un aumento delle tossine nel sangue, che ne limitano la circolazione, specie nei piedi.

SINDROME NAVICOLARE o NAVICOLITE

E’ un’infiammazione dell’osso navicolare e delle strutture che gli stanno intorno. I sintomi sono gonfiore e calore della corona, ma sono confondibili con quelli di malattie di altre zone degli arti e possono essere asintomatici per molto tempo. Le cause possono essere di tipo genetico, oppure essere dovute a soggetti con difetti di conformazione come lo zoccolo piatto. Anche il troppo o il troppo poco esercizio possono contribuire all’insorgere di questa sindrome; nel primo caso c’è uno stress eccessivo dei tendini, mentre nel secondo, l’inattività proungata causa una pressione costante sul navicolare causandone l’infiammazione. Purtroppo si tratta di una sindrome cronica che può migliorare o peggiorare, ma non ha guarigione completa.

PUTREFAZIONE DEL FETTONE

E’ causata da un’infezione batterica che irrita il fettone e genera ulcere. Il fettone diventa troppo morbido, si sfibra e inizia a odorare di marcio. Non è una lesione pericolosa se leggera e ben curata, ma se trascurata si può trasformare nel “cancro” del fettone. Le cause più frequenti sono la scarsa pulizia dello zoccolo e/o la lettiera sporca e bagnata. Si cura con pulizia costante del fettone e disinfettanti specifici.

CHIODO DI STRADA e INCHIODATURA

Si chiamano “chiodo di strada” le ferite prodotte da chiodi o corpi estranei sotto lo zoccolo. Possono essere lievi oppure gravi se il corpo estraneo entra in profondità nei tessuti. Il sintomo è una zoppia ben visibile.
L’inchiodatura invece riguarda i chiodi della ferratura che se applicati male provocano una zoppia più o meno spiccata.
Per entrambi i problemi è bene togliere il prima possibile il corpo estraneo o il chiodo e disinfettare la ferita. In caso di ferite profonde il veterinario provvederà a dare un antibiotico e fare un richiamo del vaccino contro il tetano.

SETOLE

Le setole sono delle fratture verticali o trasversali (crepe) sull’unghia. Più le crepe sono profonde più c’è il rischio che causino dolore, sanguinamento e zoppia. Le cause possono essere dovute a un trauma esterno della corona, a un eccessivo sovraccarico di alcune porzioni del piede a causa di uno squilibrio dello stesso o ad una ferratura troppo stretta. Si formano facilmente negli zoccoli deboli e quelli lasciati eccessivamente lunghi.

TARLO (ONICOMICOSI DELL’UNGHIA)

Viene chiamato tarlo il fungo Achorion Keratophagus che si insinua nell’unghia del cavallo attraverso i buchi dei chiodi della ferratura o tramite delle fratture (setole), demolendola dall’interno. Le cause possono essere una scarsa resistenza dello zoccolo e una lettiera sporca e troppo umida. Solitamente la prima persona in grado di accorgersi di questa malattia è il maniscalco durante il pareggio.

SOBBATTITURA

E’ la contusione del piede del cavallo che interessa i tessuti della suola. A seconda della gravità si può formare un livido o nei casi peggiori si possono formare degli ascessi. La sobbattitura spesso fa zoppicare il cavallo senza che ci siano lesioni evidenti; ecco perché il veterinario comprime, con una tenaglia specifica, il punto sospetto per capire esattamente dove il cavallo sente dolore. Le cause di questa contusione sono il lavoro su terreni troppo duri, irregolari o pieni di sassi oppure ferri non adatti allo zoccolo.