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Let’s talk horses #14

CESSIONE DELLA MANO

E’ quel movimento delle mani del cavaliere di “cedere” cioè allentare la presa delle redini. E’ una sorta di premio con rinforzo negativo, cioè togliere la richiesta quando il cavallo risponde correttamente.
Con “cessione della mano” si può intendere anche il movimento delle mani verso la bocca del cavallo durante la parabola del salto, per lasciargli la massima libertà nell’allungare il collo.

GARA ADDESTRATIVA

E’ una tipologia di competizione nella quale si è fuori classifica, ma si partecipa per far fare esperienza al cavallo in addestramento. Solitamente vengono effettuate da cavalli giovani alle “prime armi”.

BOSAL

È un tipo di “non imboccatura” di solito in pelle bovina intrecciata, utilizzato per l’addestramento dei cavalli nella tradizione vaquera. Il bosal agisce su naso e mascella, ed è costituito da una rigida fascia che unisce le due estremità al di sotto del mento con un grosso nodo. La redine è detta “mecate” ed è fatta di una lunga corda di crine di cavallo legata alla base del bosal.
Vi sono differenti tipi di bosal, con vari diametri e pesi così da poter addestrare il cavallo a bosal sempre più leggeri.

Cura del cavallo · Curiosita'

Il premio

Sappiamo bene che il cavallo è un animale molto sensibile e con una grande memoria. E’ per questo che se vive delle situazioni spiacevoli o dolorose, se ne ricorderà appena se ne presenterà l’occasione e sarà molto difficile fargli riacquistare la fiducia e la serenità. Perciò è meglio agire correttamente fin dall’inizio in modo che il cavallo abbia sensazioni sempre positive e piacevoli. Premiare il cavallo non significa soltanto dargli una carota o uno zuccherino, esistono molti modi per gratificarlo altrettanto efficaci e graditi.

Innanzitutto bisogna distinguere tra il premio dato da terra, e il premio dato stando in sella. Da terra, dopo il lavoro, possiamo premiare il nostro cavallo con una mela o una qualsiasi leccornia, oppure lasciandogli brucare l’erba prima di tornare in box.


Durante il lavoro, mentre siamo ancora in sella, un’azione gradita al cavallo è fare delle pause tra gli esercizi lasciando le redini lunghe, per dargli modo di distendere l’incollatura e rilassarsi. Poi c’è la carezza, il premio più conosciuto e usato dai cavalieri; può essere una carezza data sul collo, seguendo il profilo della criniera, o più “profonda”, che scende fino alla spalla, oppure delle semplici pacchette sul collo o sul fianco. E’ buona cosa associare alla carezza anche la voce, che se pacata e rassicurante, può aiutare a calmare il cavallo in momenti di particolare eccitazione.
Un’altra buona abitudine è quella di allentare il sottopancia di un paio di buchi al termine dell’allenamento; il cavallo potrà così camminare liberamente, rilassandosi.
Per evitare però che i premi si trasformino in vizi , perdendo il loro scopo educativo, è molto importante valutare bene il “quando”; il premio va dato in risposta a qualche azione che il cavallo ha eseguito correttamente o comportandosi a modo. Sarebbe quindi meglio non dare biscotti e zuccherini dalla finestra del box o quando il cavallo è legato ai due venti; diventerebbe un vizio e il cavallo comincerebbe a battere alla porta del box o a raspare per terra in attesa del premio.