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Let’s talk horses #15

CAPEZZONE

E’ una capezza imbottita da doma da utilizzare alla longia ed è uno degli strumenti per l’addestramento dei puledri. Può essere fatta in cuoio o in nylon ed oltre ad una robusta imbottitura, ha degli anelli in acciaio sulla nasalina che offrono più agganci per la longia o le redini. E’ molto più efficace della capezza classica perché non ruota e non si sposta evitando di ferire la cute del cavallo e fargli perdere la traiettoria.

DOPPIA CRINIERA

Viene così chiamata la criniera di un cavallo che invece di cadere tutta su un lato solo, si divide e ricade su entrambi i lati del collo.

FIDA / MEZZA FIDA

Sono due tipologie di contratto stipulato tra il proprietario del cavallo e un’altra persona, l’affidatario. Nel caso di fida intera, l’affidatario avrà l’utilizzo esclusivo del cavallo e dovrà sostenere le spese ordinarie e straordinarie di mantenimento dell’animale. Se invece l’utilizzo del cavallo è condiviso col proprietario o altra persona, si parlerà di mezza fida; anche i costi di mantenimento verranno divisi a metà.

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Lo sliding stop

Lo sliding stop è tra le figure più conosciute e spettacolari dell’equitazione western, un momento delle gare di reining in cui il tifo si fa molto intenso e sentito.

Il cavallo avanza in linea retta con un galoppo progressivo e allo “whoa” del cavaliere, blocca i posteriori continuando a camminare in avanti con gli anteriori.
Questo tipo di manovra necessita di un’adeguata conformazione fisica, attitudine e addestramento del cavallo, dell’abilità del cavaliere oltreché di un terreno adatto.
Le caratteristiche fisiche principali che si richiedono al cavallo per eseguire al meglio questa manovra si ritrovano principalmente nella razza del Quarter Horse; questa infatti ha una muscolatura del dorso e della groppa molto sviluppata, e la schiena, lunga e inclinata, permette al cavallo di portare sotto di sé i posteriori nello sliding stop; questa conformazione fornisce inoltre un buon equilibrio sui posteriori nell’esecuzione di stop e rapidi cambi di direzione.
Grazie alla selezione fatta tramite l’allevamento, già dai primi giorni di vita, il puledro quarter mostra l’attitudine ad eseguire stop anche in libertà, fermandosi bruscamente dopo essersi lanciato al galoppo verso una staccionata.
Per quanto riguarda il terreno, non deve esserci né troppa sabbia perché andrebbe a bloccare la scivolata, né troppo poca perché al contrario potrebbe risultare troppo scivoloso compromettendo l’equilibrio del cavallo.

Tips per eseguire un buon sliding stop:

  • il cavallo deve galoppare libero e rilassato in linea retta, con le spalle allineate, un buon impulso e aumentando la velocità progressivamente. Senza impulso si avrà uno stop debole;
  • il cavallo deve essere attento ai comandi senza anticiparli;
  • durante la frenata il cavallo deve rimanere arrotondato e rilassato e il cavaliere deve essere attento al movimento dell’animale, lasciandogli le redini sciolte e guidandolo con il corpo; al comando vocale, il cavaliere deve spostare leggermente indietro le spalle e, facendo pressione sulla seduta, provocare una pressione sulle staffe, in particolare sui talloni che vengono spinti verso il basso e si allontanano dai fianchi del cavallo.
Fonte: Irene
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L’apprendimento del cavallo

Quali sono le tecniche utilizzate per far capire al cavallo quale comportamento tenere in diverse situazioni?
Partiamo dai due concetti base di psicologia comportamentista di rinforzo e punizione: il rinforzo è ciò che porta all’ incremento e al rafforzamento di un comportamento nel tempo; la punizione (che però non è mai violenta) è ciò che all’opposto porterà a scoraggiarlo e ad estinguerlo.

Sia il rinforzo che la punizione, possono essere positivi (+) o negativi (-), aggettivi che in questo caso non indicano “bene” e “male”, ma sottolineano l’aggiunta (positivo) o la sottrazione (negativo) di un qualcosa. Si avranno quindi 4 possibili metodi di apprendimento:

  • Rinforzo positivo (R+): do qualcosa di piacevole al cavallo (carezza, snack…)
    Esempio: gli chiedo di dare la gamba per pulire lo zoccolo da pulire, e quando alza la gamba lo premio;
  • Rinforzo negativo (R-): sottraggo qualcosa che è fastidioso per il cavallo. (pressione ecc..) Esempio: sono al passo e voglio fermarmi, quindi tiro leggermente le redini (fastidio); quando il cavallo si ferma, cedo la mano e allento la tensione della redine (sottrazione del fastidio);
  • Punizione positiva (P+): do qualcosa di fastidioso al cavallo.
    Esempio: il cavallo ha il vizio di appoggiarsi alla recinzione elettrica, ma prendendo la scossa (fastidio), smetterà di appoggiarsi in futuro;
  • Punizione negativa (P-): sottraggo qualcosa di piacevole al cavallo.
    Esempio: quando devo dargli il fieno, raspa o calcia la porta del box, quindi non gli do da mangiare finché non si calma;

Questi concetti possono essere utilizzati nell’apprendimento di altri animali domestici, come il cane, e anche in quello dei bambini piccoli. Voi avete li avete mai utilizzati nell’addestramento del vostro cavallo? Fatecelo sapere commentando l’articolo!

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Il premio

Sappiamo bene che il cavallo è un animale molto sensibile e con una grande memoria. E’ per questo che se vive delle situazioni spiacevoli o dolorose, se ne ricorderà appena se ne presenterà l’occasione e sarà molto difficile fargli riacquistare la fiducia e la serenità. Perciò è meglio agire correttamente fin dall’inizio in modo che il cavallo abbia sensazioni sempre positive e piacevoli. Premiare il cavallo non significa soltanto dargli una carota o uno zuccherino, esistono molti modi per gratificarlo altrettanto efficaci e graditi.

Innanzitutto bisogna distinguere tra il premio dato da terra, e il premio dato stando in sella. Da terra, dopo il lavoro, possiamo premiare il nostro cavallo con una mela o una qualsiasi leccornia, oppure lasciandogli brucare l’erba prima di tornare in box.


Durante il lavoro, mentre siamo ancora in sella, un’azione gradita al cavallo è fare delle pause tra gli esercizi lasciando le redini lunghe, per dargli modo di distendere l’incollatura e rilassarsi. Poi c’è la carezza, il premio più conosciuto e usato dai cavalieri; può essere una carezza data sul collo, seguendo il profilo della criniera, o più “profonda”, che scende fino alla spalla, oppure delle semplici pacchette sul collo o sul fianco. E’ buona cosa associare alla carezza anche la voce, che se pacata e rassicurante, può aiutare a calmare il cavallo in momenti di particolare eccitazione.
Un’altra buona abitudine è quella di allentare il sottopancia di un paio di buchi al termine dell’allenamento; il cavallo potrà così camminare liberamente, rilassandosi.
Per evitare però che i premi si trasformino in vizi , perdendo il loro scopo educativo, è molto importante valutare bene il “quando”; il premio va dato in risposta a qualche azione che il cavallo ha eseguito correttamente o comportandosi a modo. Sarebbe quindi meglio non dare biscotti e zuccherini dalla finestra del box o quando il cavallo è legato ai due venti; diventerebbe un vizio e il cavallo comincerebbe a battere alla porta del box o a raspare per terra in attesa del premio.