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Lo sliding stop

Lo sliding stop è tra le figure più conosciute e spettacolari dell’equitazione western, un momento delle gare di reining in cui il tifo si fa molto intenso e sentito.

Il cavallo avanza in linea retta con un galoppo progressivo e allo “whoa” del cavaliere, blocca i posteriori continuando a camminare in avanti con gli anteriori.
Questo tipo di manovra necessita di un’adeguata conformazione fisica, attitudine e addestramento del cavallo, dell’abilità del cavaliere oltreché di un terreno adatto.
Le caratteristiche fisiche principali che si richiedono al cavallo per eseguire al meglio questa manovra si ritrovano principalmente nella razza del Quarter Horse; questa infatti ha una muscolatura del dorso e della groppa molto sviluppata, e la schiena, lunga e inclinata, permette al cavallo di portare sotto di sé i posteriori nello sliding stop; questa conformazione fornisce inoltre un buon equilibrio sui posteriori nell’esecuzione di stop e rapidi cambi di direzione.
Grazie alla selezione fatta tramite l’allevamento, già dai primi giorni di vita, il puledro quarter mostra l’attitudine ad eseguire stop anche in libertà, fermandosi bruscamente dopo essersi lanciato al galoppo verso una staccionata.
Per quanto riguarda il terreno, non deve esserci né troppa sabbia perché andrebbe a bloccare la scivolata, né troppo poca perché al contrario potrebbe risultare troppo scivoloso compromettendo l’equilibrio del cavallo.

Tips per eseguire un buon sliding stop:

  • il cavallo deve galoppare libero e rilassato in linea retta, con le spalle allineate, un buon impulso e aumentando la velocità progressivamente. Senza impulso si avrà uno stop debole;
  • il cavallo deve essere attento ai comandi senza anticiparli;
  • durante la frenata il cavallo deve rimanere arrotondato e rilassato e il cavaliere deve essere attento al movimento dell’animale, lasciandogli le redini sciolte e guidandolo con il corpo; al comando vocale, il cavaliere deve spostare leggermente indietro le spalle e, facendo pressione sulla seduta, provocare una pressione sulle staffe, in particolare sui talloni che vengono spinti verso il basso e si allontanano dai fianchi del cavallo.
Fonte: Irene
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Amberley Snyder

Amberley Snyder, nata in California il 29 Gennaio 1991, è la seconda di sei fratelli. La sua passione per i cavalli nasce molto presto, e a soli 7 anni comincia a gareggiare in competizioni di barrel, pole bending e altre discipline di monta americana. Una dietro l’altra, colleziona numerose vittorie e vince anche la “All-Around Cowgirl World Championship” del 2009. Proprio quando niente e nessuno sembra poter fermare questa talentuosa barrel racer, un terribile incidente stradale cambierà per sempre la sua vita.

Il 10 gennaio 2010 mentre guida verso il National Western Stock Show a Denver, in Colorado, si distrae per guardare la mappa, invadendo la corsia opposta; accortasi dell’errore, sterza troppo energicamente, il veicolo rotola fuori strada e la ragazza, con la cintura slacciata, viene scaraventata fuori dall’abitacolo, andando a sbattere contro una recinzione. Il colpo è così forte da spezzarle la schiena, e Amberley rimane paralizzata dalla vita in giù. Pochi attimi sembrano aver messo fine alla sua carriera, ma la grande forza di volontà e l’amore per i cavalli sono talmente forti, che dopo la terapia riabilitativa e con l’aiuto di speciali fasce e cinture che la tengono ancorata alla sella, dopo soli 4 mesi dall’incidente, Amberley risale a cavallo. Riprendere non è comunque facile, non solo per il suo handicap fisico, ma anche perchè diventa necessario riaddestrare i cavalli affinché imparino a rispondere a comandi che non possono più essere dati attraverso l’uso delle gambe.
La storia di Amberley commuove e ispira tutta l’America, e la ragazza diviene un simbolo di chi non si è voluto arrendere e a continuato a inseguire i suoi sogni nonostante tutto: “We don’t always get to choose what happen to us, but we do get to choose what we do next“.

Alla sua incredibile storia viene dedicato un film che esce su Netflix nel 2019 intitolato “Walk.Ride.Rodeo”; la controfigura per le scene acrobatiche a cavallo dopo l’incidente, è la stessa Amberley.
La ragazza ha poi continuato a competere ad alti livelli e a impegnarsi negli esercizi di riabilitazione, arrivando a riprendere l’uso parziale di alcuni muscoli del polpaccio e parte della sensibilità nella metà superiore delle gambe. Sta inoltre pensando a provare nuove strade per il recupero, come l’uso di un esoscheletro e della stimolazione elettrica funzionale.

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Micropillola / Lo horn

La sella americana, derivata dalla sella equestre spagnola del XV secolo, si caratterizza anche per la presenza di uno horn o pomello, la cui funzione originaria è quella di essere un sostegno a cui legare un’estremità del lazo, la corda adoperata per gestire il bestiame. In base all’utilizzo per cui è pensata la sella, lo horn avrà una dimensione differente: se si tratta di una sella da lavoro, l’horn sarà più grande e quindi robusto per sopportare meglio gli strappi del lazo. Sarà quindi più grande nelle selle impiegate per il roping, mentre più piccolo in quelle utilizzate nelle altre discipline come il reining e il cutting.

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NRHA

La National Reining Horse Association (NRHA) è una organizzazione no profit fondata nel 1966 che si occupa di diffondere l’allevamento, l’addestramento e la conoscenza del cavallo da reining. Si impegna inoltre a regolamentare gli standard di prestazione e di valutazione delle gare e degli spettacoli in tutto il mondo.

La NRHA si è impegnata insieme ad altre associazioni mondiali per portare il reining nello scenario internazionale: nel 1988 l’Americana diventa la prima fiera di monta americana in Europa ad essere approvata dalla NRHA; il 1998 segna poi una data importante per questa associazione poichè il reining diventa la prima disciplina western della Squadra Equestre degli Stati Uniti (USET). Altro anno importante è il 2000 in cui il reining viene riconosciuta disciplina a livello intenazionale dalla FEI, e nel 2002 diventa il primo sport di monta americana ad essere introdotto nei World Equestrian Games.
La NRHA prevede diverse categorie per permettere ad atleti di più livelli di esibirsi. Tra queste troviamo gli Open riders, gli Entry-level riders, i Non Pro riders, gli Youth riders e gli Aged event horses (Futurity, Derby, e Maturity).
Il numero dei soci della NRHA continua a crescere ed è arrivato a superare i 15000 iscritti. Gli spettacoli approvati dalla associazione, sono più di 1200 e più di 150 sono gli eventi per gli Entry-level riders che si tengono ogni anno nel mondo. Le vincite degli spettacoli della NRHA superano all’anno i 13 milioni di dollari, dove 150.000 dollari sono la cospiscua vincita del campione del NRHA Open Futurity.

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Micropillola / La voce in gara

Come sappiamo, la voce fa parte degli aiuti naturali ed è comunemente usato in equitazione. Ma quando siamo in gara, non in tutte le discipline può esserci…d’aiuto!

Nel volteggio è richiesto ai volteggiatori di non parlare tra di loro e con il longeur durante l’esecuzione dell’esercizio.
Nel salto ostacoli è ammesso l’uso della voce come comunicazione occasionale con il cavallo (soprattutto per incitarlo maggiormente nel momento del salto) ma questo non deve essere troppo ripetitivo; inoltre non sono ammessi commenti verbali da parte del cavaliere durante la prova.
Nel dressage si esige il silenzio, infatti l’uso della voce è contato come penalità che abbassa di almeno 2 punti il voto del movimento durante il quale è stata usata.
Nelle gare di monta americana, come il reining, la voce è invece un aiuto fondamentale e imprescindibile per impartire i comandi al proprio cavallo, e i suoni si differenziano in base alla diversa richiesta (aumentare/diminuire l’andatura e fermarsi).