Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / El Morzillo

Cortés

Questa sera vi racconto di El morzillo (“il nero” in spagnolo), il grande andaluso con cui Hernán Cortés sbarcò nel nuovo mondo. Fu il primo uomo a portare il cavallo nelle Americhe, e questa si rivelò una preziosa arma psicologica contro i nativi; essi, infatti, mai prima di allora avevano visto questi animali, e credendoli creature divine, furono incapaci di affrontare i conquistadores.
Il possente morello in sella a cui Cortés si presentò davanti all’imperatore Azteco Montezuma, fu chiamato Tzimin Chac, il “dio della pioggia e dei fulmini”, forse per via del rumore che gli zoccoli facevano sulla pietra. Era un cavallo molto coraggioso e difficile, che come tanti cavalli da guerra, non aveva paura di nulla; si racconta che venne portato sulla terraferma su due grandi canoe, in una con gli anteriori, nell’altra con i posteriori.
Ma poi El Morzillo, compagno del condottiero spagnolo in molte avventure, si feri’ a una gamba, rimanendo zoppo. Il suo padrone lo lascerà in affidamento ai locali con la promessa di tornare a prenderlo. Cortés invece non mantenne la parola data e non fece più ritorno nel nuovo mondo. I nativi, che non avevano nessuna conoscenza sul cavallo, cercarono di nutrirlo con carne e vino, dieta che si rivelò fatale per l’animale; terrorizzati di essere puniti da Cortes, eressero una statua in onore di El Morzillo, che ritrae l’enorme andaluso nel vano tentativo di alzarsi. Pare poi che cent’anni dopo, due frati predicatori trovarono degli Indios che adoravano la statua di un cavallo, seduto sui quarti posteriori. La statua di El Morzillo .

Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / War horses

Questa sera voglio raccontarvi una storia un po’ triste, ma che non deve essere dimenticata, perché mai più si ripeta.

Il 28 luglio 1914 e’ la tragica data che segna l’inizio della prima guerra mondiale.  Questo fu il conflitto che vide il piu’ grande impiego di cavalli da parte delle grandi potenze mondiali, prima tra tutte la Gran Bretagna, che già poteva contare su 25,000 capi da impiegare per le proprie forze militari. La presenza di questi animali era così cruciale ed importante che gli inglesi volevano assicurarsi un approviggionamento continuo; i cavalli venivano importati soprattutto dagli Stati Uniti, caricati su delle navi che attraversavano tutto l’Atlantico, in un susseguirsi che nei primi anni del conflitto assicurò agli inglesi l’arrivo di quasi mille cavalli ogni giorno.  Purtroppo questi bastimenti erano spesso bersaglio di attacchi navali o di azioni di sabotaggio tedesche che cercavano di avvelenare gli animali ancora prima del loro imbarco. I cavalli insieme ai muli erano soprattutto usati per il trasporto di provviste, generi di prima necessità, munizioni e artiglieria. Alcuni soggetti, i piu leggeri, erano usati anche come cavalcatura.

Si cercava di provvedere a tutti i bisogni di questi animali, soprattutto di assicurare la presenza di medici veterinari nelle truppe; inutile dire che i cavalli erano tanto vitali per la vita sul fronte, quanto estremamente vulnerabili alle difficili condizioni atmosferiche, alle marce faticose, alla scarsità di cibo.
In un clima così difficile, dove la miseria della guerra era costantemente davanti agli occhi, la presenza dei cavalli era fonte di sollievo e distrazione per i soldati, che li trattavano alla pari di commilitoni; ad ognuno veniva dato un nome, un carattere, una storia, che mai sarebbe stata dimenticata.
Quando finalmente la guerra finì, pochi erano i cavalli sopravvisuti, e ancora meno quelli che riuscirono a tornare dai loro padroni originari. Molti cavalli erano ancora allo sbando in terra straniera, completamente lasciati al loro destino. Fu a questo problema che Winston Churchill cercò di porre rimedio; allora segretario di stato, si prodigò attivamente per la causa di questi cavalli-eroi, comandando l’organizzazione di navi che li prelevassero, soprattutto dalla Francia. Churchill era conosciuto per essere un grande amante di animali grandi e piccoli; queste le sue parole a proposito dei cavalli.
There is something about the outside of a horse, that is good for the inside of a man.”

Curiosita' · Il nitrito della buonanotte · Storia

Il nitrito della buonanotte / Hans l’intelligente

Questa sera vi racconto la storia di Hans der Kluge, o “Hans l’intelligente”, un cavallo di razza Orlov, che negli ultimi anni del 1800 riempì di stupore il pubblico tedesco, dimostrando doti straordinarie…o quasi.

Il padrone di Hans era Wilhelm Von Osten, un insegnante di matematica molto interessato alle ricerche sull’intelligenza e le capacità di apprendimento degli animali. Il cavallo Hans sembrava in grado di risolvere operazioni matematiche battendo con lo zoccolo per terra tante volte quanto era il risultato. Dal 1891 si esibì in spettacoli gratuiti in tutta Germania per mostrare agli increduli spettatori le sue grandi doti. Ovviamente molti erano gli scettici, soprattutto dopo che Hans finì sulle pagine del New York Times.

HANS

Vennero condotte diverse indagini per verificare che la genuinità della cosa, e in una di queste, fatta dallo psicologo Oskar Pfungst, si ebbe l’intuizione che le risposte del cavallo fossero collegate a chi gli poneva le domande.
Si notò infatti che la percentuale delle risposte esatte scendeva a zero quando il padrone veniva nascosto alla vista del cavallo, o quando venivano poste domande di cui l’interrogante non conosceva la risposta.
Si capì quindi che ogni respiro, postura, espressione facciale, anche la più involontaria, influiva sui colpi di zoccolo di Hans. Il cavallo percepiva una sorta di tensione attorno a sè stesso  che svaniva nel momento in cui dava il giusto numero di colpi con lo zoccolo. Hans non aveva quindi nessuna conoscenza matematica, ma un’incredibile sensibilità a qualsiasi messaggio del corpo gli venisse inviato dalla persona vicino a lui.

Il termine “Clever Hans effect” viene usato tutt’ora per descrivere il fenomeno per il quale, soprattutto riferito ad animali, si possa influenzare un soggetto attraverso impercettibili segnali. Consapevole di questo, durante il training dei cani anti-droga, il conducente del cane non e’ mai a conoscenza di dove si trovi l’eroina, per evitare che inavvertitamente l’animale venga influenzato.