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NRHA

La National Reining Horse Association (NRHA) è una organizzazione no profit fondata nel 1966 che si occupa di diffondere l’allevamento, l’addestramento e la conoscenza del cavallo da reining. Si impegna inoltre a regolamentare gli standard di prestazione e di valutazione delle gare e degli spettacoli in tutto il mondo.

La NRHA si è impegnata insieme ad altre associazioni mondiali per portare il reining nello scenario internazionale: nel 1988 l’Americana diventa la prima fiera di monta americana in Europa ad essere approvata dalla NRHA; il 1998 segna poi una data importante per questa associazione poichè il reining diventa la prima disciplina western della Squadra Equestre degli Stati Uniti (USET). Altro anno importante è il 2000 in cui il reining viene riconosciuta disciplina a livello intenazionale dalla FEI, e nel 2002 diventa il primo sport di monta americana ad essere introdotto nei World Equestrian Games.
La NRHA prevede diverse categorie per permettere ad atleti di più livelli di esibirsi. Tra queste troviamo gli Open riders, gli Entry-level riders, i Non Pro riders, gli Youth riders e gli Aged event horses (Futurity, Derby, e Maturity).
Il numero dei soci della NRHA continua a crescere ed è arrivato a superare i 15000 iscritti. Gli spettacoli approvati dalla associazione, sono più di 1200 e più di 150 sono gli eventi per gli Entry-level riders che si tengono ogni anno nel mondo. Le vincite degli spettacoli della NRHA superano all’anno i 13 milioni di dollari, dove 150.000 dollari sono la cospiscua vincita del campione del NRHA Open Futurity.

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The club house / Il Palio di Siena

Il Palio era anticamente un drappo riccamente intessuto o ricamato o dipinto, assegnato come premio al vincitore di gare che venivano disputate nel Medioevo e nel Rinascimento in alcune città italiane; per estensione poi, il termine andò ad indicare la gara stessa.

La più celebre, perché una tra le più antiche e tutt’ora in fiore, è il Palio di Siena, una corsa di cavalli tra le 17 contrade della città, consociazioni rionali nate nella metà del 15° secolo. La corsa si svolge il 2 luglio e il 16 agosto nella Piazza del Campo che per l’occasione si trasforma in una pista coperta di tufo giallo bagnato e con due temibili curve, quella del Casato, che precede l’arrivo, e quella di San Martino, entrambe spesso causa di cadute e incidenti.

ELENA: Il mio pensiero è che il Palio sia realmente una gara pericolosa, soprattutto non capisco l’esigenza di avere delle curve così strette doppiamente rischiose se percorse a una velocità sostenuta; tuttavia mi rendo conto che anche altre competizioni come le corse di galoppo o il salto ostacoli, possano essere parimenti pericolosi per i cavalli, quindi personalmente trovo strano che si possa essere sfavorevoli al Palio ma approvare competizioni come il cross country. Trovo il Palio un evento molto bello che celebra il cavallo, e credo che i senesi abbiano realmente a cuore la salute degli animali che gareggiano; sono tuttavia contraria al fatto che tutto sembrerebbe comunque pilotato da ragioni di business in cui sono coinvolti gli stessi fantini e che fanno perdere valore ai buoni propositi di far rivivere la tradizione.

INES: io sono contro il Palio perché non sono d’accordo su come venga gestita questa tradizione e sulla poca attenzione rivolta al protagonista, il cavallo. Le varie rivalità tra le contrade spesso sfociano in risse durante o dopo la corsa dove due binomi si scontrano per divergenze varie. Oltre a questo penso che si potrebbero apporre migliorie sul percorso davvero pericoloso e che ogni anno diventa un’arena nella quale si susseguono vere e proprie tragedie. Per quanto sia bella e storica questa tradizione, la vedo come una tragedia annunciata, un evento che mette troppo a rischio la sicurezza di cavallo e fantino.

LAURA: personalmente non sono un’amante di questo genere di eventi, mi preoccupa principalmente la salute dei cavalli che vi partecipano. Nonostante questo, non sono contraria al Palio perchè si tratta di una tradizione molto sentita che fa parte della nostra cultura. Mi auguro che comunque si cerchi sempre più di salvaguardare il benessere dei cavalli, così nel Palio come in tutte le altre competizioni equestri.

Curiosita' · Discipline · Eventi · Sport · Storia

Mostra nazionale del cavallo

LA STORIA La Mostra Nazionale del Cavallo a Città di Castello è una tra le più antiche manifestazioni equestri d’Italia. Nasce nel 1032 per celebrare il patrono San Florido con feste durante cui si svolgevano due fiere di merci e bestiame, giostre, palii e corse di cavalli berberi. Nel XVII secolo le fiere vennero sostituite da spettacoli teatrali e sfilate di carri a tema religioso, che però successivamente saranno soppresse con la Rivoluzione Francese. I festeggiamenti in onore del santo, ripresero nel 1827 insieme alle fiere del mese di novembre. Per tutto l’Ottocento e il Novecento le Fiere del Mulo e del Cavallo di Città di Castello hanno continuato a crescere, influendo positivamente sullo sviluppo agricolo ed economico dell’Alta Valle del Tevere, e grazie all’espansione di questo settore, numerose botteghe di artigiani (falegnami, fabbri, sellai, maniscalchi e costruttori di carrozze) sorsero e prosperarono. Dopo una breve sospensione nel dopoguerra, la manifestazione riprese vigore negli anni ’50 fino a quando, nel 1967, nacque l’attuale ‘Mostra Nazionale del Cavallo’.
Nella metà degli anni ’70, infine, la Mostra venne anticipata da novembre al secondo fine settimana di settembre e quindi trasferita dal Foro Boario agli stabilimenti della FAT (Fabbrica Autonoma Tabacchi di Cerbara).
Dopo aver festeggiato nel 2016 l’edizione dei 50 anni di vita, da quest’anno la Mostra Nazionale del Cavallo ha trasferito la propria sede al parco Alexander Langer (comunemente chiamato parco dell’ansa del Tevere).

LA MIA ESPERIENZA Nel corso degli anni, sono sempre andata a visitare questa fiera, che nel suo periodo d’oro era molto simile a quella di Fieracavalli a Verona, anche se più contenuta. C’era un grande capannone coperto pieno di stand di attrezzatura equestre e non solo, aree ristoro, souvenir e tanto altro. Tra i marchi presenti, c’erano nomi molto noti come Umbria Equitazione, Tattini, Fouganza, Fix Design, Parlanti. Fuori e tutt’intorno al capannone, oltre ai box dei cavalli, c’erano più campi suddivisi a seconda delle discipline che ospitavano.

In questa fiera si sono susseguite nel tempo davvero tante discipline: barrel, cutting, pole bending e trail per quanto riguarda la monta western; salto ostacoli, dressage, attacchi, volteggio ed endurance per la monta inglese. C’erano persino riprese in campo di monta spagnola e monta da lavoro anche in abiti storici, concorsi di morfologia e salto in libertà. La sera infine, si accendevano le luci del Gala, spettacolo equestre a 360 gradi.

Ve ne parlo al passato perché dopo la 50esima edizione, c’è stato il trasferimento di sede al Parco Alexander Langer che per la fiera è stato un po’ come ricominciare da zero, oltrechè portare ad un notevole ridimensionamento.
In queste nuove edizioni vedo che si sta dando spazio a discipline che rimangono a volte in secondo piano, come l’endurance, il polo, gli attacchi, ricche di storia, tecnica e frutto di tanto lavoro ed esercizio tanto quanto il salto ostacoli o il dressage.
Da grande fan e sostenitrice di questa mostra, spero che torni presto in vigore come una volta, e spero che attraverso questo mio articolo anche solo 1 persona decida l’anno prossimo di farci un salto.
Per avere maggiori informazioni, vi lascio il link del sito ufficiale.
www.mostradelcavallo.eu

LO SAPEVI ? Molti anni fa ho gareggiato in questa mostra per ben due volte! La prima nel volteggio e la seconda nel dressage. E’ stata una bella ed indimenticabile esperienza.