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Micropillola / Galoppo falso vs galoppo rovescio

Prima di tutto, un piccolo ripasso sul galoppo: è un andatura in tre tempi più uno di sospensione, in cui il cavallo appoggia nell’ordine 1)posteriore esterno, 2)anteriore esterno e posteriore interno 3)anteriore interno (e successivo tempo di sospensione). Questa è la successione corretta che avremo, o dovremmo avere, in risposta alla nostra richiesta.

Il posteriore esterno è già a terra; poi toccherà a posteriore interno e anteriore esterno e per ultimo all’anteriore interno.

Ma se la successione degli arti non è corretta, e quindi l’ultimo arto a poggiare a terra risulta essere l’anteriore esterno, il cavallo avrà un galoppo “sbagliato”; si parlerà di galoppo falso se le intenzioni del cavaliere erano quelle di ottenere un galoppo dritto, ma così non è stato (solitamente per un errore nella sua richiesta), e di galoppo rovescio se invece il cavaliere ha specificatamente chiesto al cavallo di galoppare sull’anteriore esterno. Il galoppo rovescio infatti è proprio un esercizio in piano, anche di un certo livello, che porta ad una maggiore decontrazione ed ingaggio del posteriore, quindi in definitiva a migliorare in generale la qualità del galoppo stesso.

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Micropillola / OTTB

La sigla OTTB significa “off track thoroughbred“, letteralmente “purosangue fuori pista” quindi un cavallo che non corre più nei tracciati di galoppo, o più semplicemente un “ex cavallo da corsa”. Si tratta perciò di un cavallo allevato ed addestrato per correre nelle corse ippiche che però non partecipa più ad esse. I motivi per cui un cavallo viene ritirato possono essere molteplici; dalla semplice mancanza di attitudine a questa disciplina, all’infortunio, all’essere arrivato a fine carriera. Nessuna di queste motivazioni in linea di massima preclude però all’animale la possibilità di potersi cimentare in altre discipline equestri, anche perché questi cavalli risultano spesso soggetti molto versatili e sportivi.

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Man o’ War

Il nome di questo cavallo è scritto nel libro d’oro del galoppo mondiale e come tale penso non si possa non conoscere almeno un po’ della sua storia. Il nome di Man o’ War, letteralmente uomo della guerra, fu dato a questo purosangue inglese nato in America nel 1917, dalla moglie di uno dei più potenti uomini del mondo delle corse degli USA, per onorare il marito partito per la guerra. Il puledro fu poi comprato da Samuel Ridde, un grande magnate dell’industria tessile per solo 5,000 dollari (a fine carriera gli saranno offerti 1 milione di dollari!) e si guadagnerà il soprannome di “the big red” per la sua altezza al di sopra della media. Questo sarà lo stesso nomignolo che verrà dato 60 anni dopo a un altra grande leggenda degli ippodromi, Secretariat. Man o’ war discendeva per linea paterna da uno dei capostipiti della razza purosangue, Godolphin Arabian, perciò aveva tutte le carte in regole per diventare un grande campione. E così fu. La sua carriera agonistica sarà molto breve, solo 2 anni, ma molto intensa; su 21 gare disputate, ne vincerà 20 e sempre con diverse lunghezze di vantaggio. Per altro pare che i motivi della sua unica sconfitta furono diversi errori commessi dal fantino Johnny Loftus e da una sfortunata partenza: nei primi anni del 1900 non esistevano ancora le gabbie ma veniva usato una sorta di canape dietro al quale dovevano allinearsi tutti i cavalli, e Man o’ War finì per partire girato di 90° perdendo preziosi secondi.
All’età di soli 3 anni ci fu il suo ritiro dalle gare e sembra che questo sia stato fortemente richiesto dagli altri proprietari di cavalli, stanchi di essere sconfitti dall’imbattibile sauro. Man o’ War cominciò così la sua vita da riproduttore e ad oggi molti grandi campioni dell’ippica possono dire di essere (alla lontana) imparentati con lui: tra i più conosciuti War Admiral e Hard Tack, padre di Seabiscuit.

Di David Ohmer – originally posted to Flickr as Lexington Kentucky – Kentucky Horse Park “Man ‘O’ War”, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11251173

Man o’ war morirà all’età di 30 anni nel 1947, e la notizia fece il giro del mondo; per lui venne fatto anche un vero e proprio funerale al quale parteciparono migliaia di persone. Le sue ceneri sono al Kentucky Horse Park dove c’è anche una statua a lui dedicata.
Una curiosità: il proprietario di Man o’ War, prima di ritirarlo dalle corse, chiese all’handicapper quale peso avrebbe assegnato al cavallo se l’avesse fatto correre ancora, e la risposta fu “il peso più massiccio che sia stato mai assegnato a un purosangue”.

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Micropillola / Il Derby

Si tratta di un termine che si sente utilizzato oggi soprattutto nel mondo calcistico, ma in realtà la sua origine è proprio legata al mondo equestre perché il derby è una gara importante nel mondo delle corse, che un cavallo può disputare una sola volta nella sua vita, e cioè all’età di 3 anni.
Ogni nazione ha il suo derby e il montepremi ammonta solitamente a svariati milioni di dollari.

Tornando all’origine del nome, pare sia collegato a quello di Edward Smith Stanley, 12° conte di Derby, una città a nord di Londra; il nobiluomo organizzò una corsa di cavalli riservata ai puledri di 3 anni nella sua tenuta di Epsom, ma Sir Charles Bunbury voleva arrogarsi la paternità dell’idea. I due si sfidarono allora con un semplice tiro di monetina, e la sorte decise per la vittoria del conte, perciò la gara venne chiamata “derby“. A vincere però questo primo derby disputato nel 1780 sarà, ironia della sorte, il cavallo di Sir Bunbury.
I discendenti di Lord Derby hanno mantenuto la tradizione rimanendo grandi allevatori e proprietari di purosangue inglesi e i colori della scuderia sono rimasti invariati: neri con copricasco bianco.

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Micropillola / Federico Tesio

Sono sicura che molti di voi non hanno idea di chi sia questo signore qui a fianco…ma se vi dicessi che nelle sue scuderie sono stati allevati campioni indiscussi del galoppo come Nearco e Ribot??
Federico Tesio nasce a Torino nel 1869. E’ un grande appassionato di cultura umanista e scientifica ma, soprattutto, di cavalli. Fu egli stesso un fantino di corse di galoppo, ma dopo una brutta caduta, si dedicò ad un altro suo sogno; nel 1898 comprò la proprietà di Dormello sul lago Maggiore che trasformò, con anche l’aiuto della moglie, in un allevamento di Purosangue Inglese. Il suo interesse per la scienza ed in particolare per la teoria evoluzionistica di Darwin e gli studi di genetica di Mendel, lo accompagnò nella ricerca della formula segreta per ottenere dei cavalli vincenti: tra questi Nearco, ma soprattutto Romanella e Tenerani, i genitori del grande Ribot.
Oltre ad essere un grande nome che ha positivamente influenzato l’allevamento del purosangue in Italia, Tesio ha sicuramente dato un grande contributo all’ippica italiana da un punto di vista tecnico-normativo, partecipando alla formazione dell’UNIRE, un ente che tra le altre cose incentivava l’allevamento e il miglioramento di razze equine da competizione.
Nel 1932, per problemi di liquidità, il 50 per cento dell’azienda viene ceduto al marchese Mario Incisa della Rocchetta, e quindi il nome modificato in “Tesio-Incisa”.
Federico Tesio morirà nel 1954, due mesi prima del debutto di Ribot, che quindi non vedrà mai correre.