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I materiali delle imboccature

Dal materiale con cui viene fatta un’imboccatura ne dipenderà la resistenza e il deterioramento nel tempo, il “sapore” percepito dal cavallo, il peso e la rigidità e quindi il tipo di azione che andrà a svolgere in bocca. Le patenti di alcuni di questi materiali sono detenuti da grandi nomi nell’industria delle imboccature, come la tedesca Sprenger.
Vediamo insieme alcuni dei materiali più frequenti e più innovativi.

ACCIAIO INOSSIDABILE: è il materiale più largamente utilizzato perché leggero e duraturo. I migliori morsi fatti di acciaio sono creati con l’antichissima tecnica della fusione a cera persa dove sostanzialmente il metallo fuso viene versato in uno stampo di argilla. Pare che l’acciaio non sia un materiale che ha impatto sulla maggior o minore salivazione dell’animale, e sembra avere un sapore e un odore neutro.

RAME: è un metallo con un particolare “gusto” dolce, perciò risulta più gradevole di altri per alcuni cavalli, incoraggiandone la salivazione. Tuttavia ha una scarsa longevità e si consuma in modo non uniforme; per questo è più probabile che solo alcune parti dell’imboccatura siano in rame (per esempio il cannone o l’oliva centrale) mentre altre in acciaio (come gli anelli o le aste).

SWEET IRON: tradotto letteralmente come “ferro dolce” è in realtà acciaio che però a differenza di quello inossidabile, viene modellato a freddo; ne risulta un metallo più morbido e che si arrugginisce facilmente. La ruggine che si crea, che non è la stessa che si forma per esempio su macchine o tubi, conferisce il sapore dolce, ancora più gradevole, pare, di quello del rame. E’ un materiale molto usato nelle imboccature americane, ed ha un caratteristico colore blu-scuro/nero.

AURIGAN: è una lega prodotta dalla Sprenger formata da rame, silicone e zinco. Riesce così ad essere un materiale dal gusto piacevole grazie alla percentuale di rame, ma molto più resistente. L’assenza di nichel poi, lo rende ideale per cavalli che ne sono allergici.

NATHE: anche questa è un’invenzione tedesca, e si tratta di un materiale sintetico molto simile alla plastica. E’ abbastanza flessibile quindi può risultare più piacevole da masticare per alcuni cavalli, e non ha bisogno di un’anima di metallo interna, quindi il risultato è un prodotto sottile; tuttavia ha una longevità relativamente breve rispetto ai metalli.

HAPPY MOUTH: queste imboccature sono fatte in una particolare plastica a cui viene aggiunto l’aroma di mela; hanno poi una caratteristica texture ondulata che invita il cavallo alla masticazione.

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Dove e come agisce l’imboccatura?

Ci sono moltissimi tipi di imboccatura, dal semplice filetto snodato ai morsi più complessi e severi. Oggi però vogliamo farvi capire cosa succede nella bocca del cavallo quando l’imboccatura entra in azione attraverso le nostre mani sulle redini.
Osserviamo quali sono i punti di contatto diretto con la bocca del cavallo:

  • LE BARRE. Sono la parte priva di denti che si trova tra gli incisivi e i premolari; qui il filetto si appoggia e crea sia pressione che sfregamento, ruotando nella bocca del cavallo;
  • LE COMMESSURE LABIALI. Sono la parte che collega il labbro superiore con quello inferiore; bisogna innanzitutto regolare i montanti dell’imboccatura affinchè non siano troppo corti col risultato che il filetto tiri troppo sulle commessure labiali; queste subiscono pressione quando le redini si tendono e possono essere anche pizzicate qualora si utilizzi un filetto con anelli mobili (come quello in figura, dove gli anelli possono ruotare);
  • LA LINGUA. Essendo sotto all’imboccatura, ne subisce il peso; nel caso di un’imboccatura snodata, la lingua ha maggiore spazio di movimento ma può venire schiacciata nel caso si tirino le redini perchè i bracci del filetto si avvicinano tra loro, come uno schiaccianoci; nel caso invece di un cannone monopezzo, lo spazio di movimento della lingua è inferiore, ma si evita l’effetto di schiacciamento.
  • LA BARBOZZA. E’ la parte tra il mento e la mandibola che viene coinvolta nel caso dei morsi provvisti di barbozzale, una catenella che passa su questa parte e la stringe quando l’imboccatura entra in azione.

Parti che possono ma non devono essere toccate dall’imboccatura sono il palato e i denti; sono entrambe parti che se coinvolte provocano grande dolore al cavallo. Per quanto riguarda il palato, può succedere che lo snodo del filetto spezzato lo tocchi, in particolare se l’animale tiene la testa sulla verticale o se ha un palato particolarmente basso; in ogni caso è una situazione da evitare, cambiando tipologia di imboccatura. I denti sono altrettanto delicati e rischiano di essere toccati qualora i montanti dell’imboccatura siano regolati male.
C’è poi la nuca che può essere coinvolta indirettamente nel caso di morsi che utilizzano le leve; quando si tirano le redini, la parte inferiore della leva va indietro, mentre la parte superiore va in avanti; in questo modo la pressione tramite i montanti arriva fino alla nuca, costringendo il cavallo ad abbassare la testa.

Indipendentemente dalla zona, la testa del cavallo è comunque da considerarsi una parte molto delicata e sensibile. La scelta pertanto dell’imboccatura e il controllo che questa, insieme ad ogni parte della testiera, sia correttamente utilizzata, devono essere fatti con la supervisione di un istruttore o di una persona con esperienza.

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Il pericolo non arriva solo da dietro

Sicuramente l’arma più temuta del cavallo sono i suoi calci. Ma attenzione, perchè il pericolo non arriva soltanto da dietro; in caso di necessità il cavallo si difende da minacce o da situazioni fastidiose anche con i morsi; avrete visto sicuramente in qualche documentario, stalloni selvaggi che combattono dandosi calci ma soprattutto morsi, che lasciano brutte cicatrici al malcapitato.

Anche se è un erbivoro, e quindi i denti si sono evoluti in una forma che li rende ideali a strappare e masticare l’erba, il cavallo ha una mandibola comunque forte, supportata anche dalla possenza e velocità di movimento del collo.
Mordere, comunque, non è un comportamento frequente nei cavalli addomesticati, ma soprattutto quando non si conosce il cavallo che si ha di fronte, è sempre meglio essere cauti.

Ecco quali potrebbero essere le situazioni pericolose:

  1. troviamo un cavallo che non conosciamo chiuso in un box, per esempio ad una fiera, magari con anche la finestrella chiusa; oltreché non sapere se il cavallo ha il vizio di mordere, infilare la mano o il braccio tra le sbarre, ci renderebbe più difficile poi ritrarli in caso l’animale non fosse molto amichevole, con il rischio di farci ancora più male;
  2. dobbiamo stringere il sottopancia; alcuni cavalli, non gradendo la sensazione di costrizione, piegano il collo di lato tentando di mordervi. Per evitare i morsi, chiedete a qualcuno di mettersi di fronte al muso del cavallo e di afferrare saldamente le redini ai lati del morso per tenergli ferma la testa; se invece non potete contare sull’aiuto di nessuno, allora legate il cavallo più corto alle sbarre del box, (sempre con un nodo di sicurezza) in modo che non riesca a raggiungervi con il muso. Mi raccomando, stringete il sottopancia il più delicatamente e gradualmente possibile; evitate inoltre di stringerlo al massimo mentre il cavallo è fermo in box, ma chiudetelo nei primi buchi per poi stringerlo bene solo poco prima di salire in sella, per dare al cavallo il tempo di rilassare e sgonfiare l’addome;
  3. poco prima di una gara, ci troviamo nel famigerato campo-prova; abbiamo già parlato del fiocco rosso messo sulla coda del cavallo, ma questo può essere legato anche alla testiera, e sta ad indicare che l’animale può mordere se ci avviciniamo troppo. Il fiocco rosso può anche essere attaccato al box e in quel caso meglio tenersi le mani in tasca.
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Let’s talk horses #3

REDINE INTERNA

La redine interna è quella che guarda sempre verso il centro del campo. Quindi, se ti trovi a mano sinistra, la redine interna è la sinistra, se ti trovi a mano destra la redine interna è la destra. Si utilizza per molti movimenti, per esempio per girare, per chiedere cessione e per partire al galoppo.

CAMBIO DI MANO

Si dice “cambio di mano” quando si cambia senso di marcia in campo. Significa che dalla mano destra (senso orario) si cambia alla sinistra (senso antiorario) e viceversa.
Per farlo esistono delle figure di campo, come il cambiamento diagonale, longitudinale, trasversale, oppure la mezza volta.

LA MEZZA VOLTA

PELHAM

Il pelham è un tipo di morso. E’ rigido e composto da un cannone snodato, che sta nella bocca, ed una catenina che passa sotto il mento del cavallo che si chiama barbozzale. Agisce su molti punti di bocca e testa come la lingua, le barre e la nuca. Si puo’ usare sia con una che con due redini. E’ un’imboccatura abbastanza severa, consigliata per mani morbide ed esperte.