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Allenamento del cavaliere / Livello principiante

Quanti di noi si sono sentiti dire l’odiata frase “Cosa ci vuole, basta stare seduti, fa tutto il cavallo!” Ebbene no, non è così, perché anche noi cavalieri, in quanto parte del binomio, siamo sottoposti ad uno sforzo fisico che mette alla prova la nostra elasticità, resistenza e forza.
Ritornati in sella dopo il lungo lockdown che ci ha costretto a casa, alcuni di noi si saranno forse ritrovati ad avere il fiato corto dopo appena un giro di galoppo e le gambe doloranti come non succedeva più da un po’ di tempo. Questo perché l’allenamento del cavaliere è tanto importante quanto quello del cavallo; avere una certa preparazione fisica ci consente anche di poter meglio assecondare i movimenti del nostro cavallo e di migliorare quindi la performance del binomio.

Agnese

Con l’aiuto di Agnese, amazzone laureata in scienze motorie, abbiamo preparato 3 schede di allenamento suddivise in livello principiante (per chi nel complesso fa poca attività fisica), intermedio (per chi fa attività fisica saltuariamente) e avanzato (per chi fa attività fisica regolarmente), a seconda del grado di preparazione atletica del cavaliere. Le schede seguono uno schema comune: oltre all’allenamento vero e proprio c’è sempre una fase precedente di riscaldamento e una conclusiva di defaticamento, affinché il nostro corpo venga stimolato all’attività in maniera sicura e controllata.
Inoltre per maggior chiarezza, sotto la lista degli esercizi troverete il link del video di riferimento che potrete seguire per essere sicuri di svolgerli correttamente.
Agnese ci consiglia, se possibile, di allenarci 3 volte a settimana a giorni alterni, per avere il giusto equilibrio tra attività fisica e recupero.

RISCALDAMENTO

  1. Circonduzioni complete del collo: 5 a sx e 5 a dx lentamente.
  2. Circonduzioni avanti delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  3. Circonduzioni indietro delle braccia: 10 col braccio sx, 10 col braccio dx, 10 con entrambe.
  4. Apro e chiudo le braccia sul piano frontale: inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  5. Apro e chiudo le braccia descrivendo una linea diagonale: braccio sinistro in alto e braccio destro in basso alternato, inspiro-apro, espiro-chiudo, 10 ripetizioni.
  6. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate: 10 ripetizioni alternando gamba sx e gamba dx.
  7. Slanci delle gambe al petto, ginocchia piegate + slancio in alto del braccio opposto: 10 ripetizioni, alternando gamba sx e gamba dx.
  8. Flessione in avanti del busto: toccarsi la punta dei piedi, gambe tese, lentamente tornare in posizione eretta alzando la testa per ultima, 5 ripetizioni.

// VIDEO RISCALDAMENTO //

ESERCIZI

  1. Squat a occhi chiusi: 10/15 ripetizioni.
  2. Bicchiere e pallina: appoggiare un bicchiere sopra un tavolo, posizionatevi il più lontano possibile da questo, iniziate a correre con la pallina in mano verso il bicchiere, mettete la pallina dentro il bicchiere e tornate al punto di partenza correndo all’indietro. Ripartite correndo all’indietro, afferro la pallina con la mano opposta e tornate al punto di partenza correndo in avanti. Alternate mano destra e mano sinistra. Ripetete l’esercizio tra le 10 e le 15 volte max.
  3. 30 secondi di recupero/pausa.
  4. Jumping jacks: da fare per un tempo compreso tra un minimo di 30 secondi e un massimo di 1 minuto.
  5. Aperture laterali delle braccia: con elastico, 10 braccio sx, 10 braccio dx.
  6. Alzate frontali delle braccia: con elastico, 10 braccio sx, 10 braccio dx.
  7. Sedia romana: appoggiati al muro, gambe piegate a 45° e mantengo la posizione per 1 minuto.
  8. Slanci laterali delle gambe in piedi: utilizzate un elastico, legatelo alla caviglia opposta rispetto alla gamba che si trova parallela al muro, appoggiate la mano al muro per garantirvi la possibilità di mantenere la schiena più diritta possibile. 10 ripetizioni gamba dx, 10 ripetizioni gamba sx.
  9. Slanci laterali distesi su un fianco: utilizzate un elastico, legatelo sopra le ginocchia, prestando attenzione che sia teso e vi garantisca una buona resistenza. Slancio la gamba sx per 10 volte e la gamba dx per 10 volte.
  10. Ponte glutei: per un lavoro più intenso mettete un cuscino tra le ginocchia e stringetelo così da avere una maggior attivazione delle gambe,10 ripetizioni.
  11. Scalino: posizionatevi con la punta del piede sx sopra uno scalino, scendete con il tallone il più possibile, poi spingetelo verso l’alto così da poggiarvi sulla punta. Potete fare l’esercizio con entrambi i piedi insieme o uno alla volta, prestando attenzione nel mantenere la corretta posizione eretta e senza spostare eccessivamente il carico sulla gamba che sta lavorando. 25/30 ripetizioni per gamba, 50/60 se lavorate con i piedi insieme.

// VIDEO ESERCIZI LIV. PRINCIPIANTE //

DEFATICAMENTO

  • Squadra al muro: supini, con le gambe distese al muro, ginocchia diritte, 15 minuti totali.
    Nei primi 3 minuti concentro il lavoro sulla respirazione, dopo inizio a lavorare con le braccia, inspiro le porto indietro, espiro le porto lungo i fianchi. Ripeto per 15 volte.
    Nei restanti minuti cercate di alternare esercizi in cui divaricate le gambe strisciando i talloni al muro e la respirazione con le braccia.
    Dopo aver finito, rotolate su un fianco, portatevi in ginocchio e lentamente spingendo sulla punta dei piedi portatevi in posizione eretta, l’ultima a salire è la testa.
    Una volta in piedi: inspiro portando le braccia in alto ed espiro tutto portando le braccia verso il pavimento. Ripetete il movimento 3 volte.

// VIDEO DEFATICAMENTO //

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The club house / La categoria di potenza

Nel concorso ippico internazionale di Piazza di Siena a Roma, la categoria di potenza è sempre stata una specialità di grande spettacolo per appassionati e non. Caratterizzata da due salti di riscaldamento e poi il famoso muro di oltre 2 metri, era una prova molto attesa e amata dal pubblico perché ricca di adrenalina; tuttavia negli anni cominciò a perdere importanza a causa della poca disponibilità di binomi disposti ad affrontare la sfida e dello stress fisico e psicologico del cavallo nel salto di un muro imponente.
Alla luce dei fatti, nel 2015 l’allora presidente FISE Vittorio Orlandi, prese la decisione di cancellare questa categoria, sostituendola con una simile, la sei barriere.
Questa prova è strutturata come una grande gabbia formata da sei ostacoli verticali, di altezza progressiva, disposti a due tempi l’uno dall’altro.
Il cambiamento attuato è stato applaudito sia dal pubblico che da molti ostacolisti tra i quali il grande Michel Robert.

ELENA: è sicuramente una gara molto spettacolare che da prova del coraggio e della determinazione del binomio, ma se io fossi chiamata ad affrontarla, sarei seriamente preoccupata per l’impatto che potrebbe avere sulla salute del cavallo. Penso che sarebbe ora di cercare di promuovere l’immagine dell’equitazione senza dover sempre ricorrere a prove così intense e pericolose, perchè la spettacolarità del cavallo può essere rivelata in molti altri modi, non solo attraverso l’altezza di un ostacolo.

INES: sono d’accordo nel riconoscere che sia una prova altamente adrenalinica perché toglie il fiato agli spettatori, ma nonostante il miglioramento della prova, resa un po’ più graduale, per me resta un “no”. A mio parere, far saltare un ostacolo di circa 2 metri ad un binomio solo per spettacolo, oltre che essere pericoloso, è poco sportivo, sia per l’immenso sforzo di lancio e di atterraggio che è la parte più delicata del salto in sé, ma anche per la poca o nulla esperienza che potrebbe avere il cavallo per questa prova.

LAURA: ritengo che come prova, nonostante la modifica apportata, rimanga troppo pericolosa per quanto riguarda il benessere fisico dell’animale e che non metta in luce le qualità di cavallo e cavaliere; penso che sia finalizzata più alla spettacolarizzazione dell’evento. 

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Il paradressage – Intervista a Sara Morganti

Avevo pensato di introdurre questo articolo riportando alcuni punti salienti della biografia di Sara e le sue vittorie maggiori, ma avendo avuto il piacere e la fortuna di incontrarla a Fieracavalli, preferiamo soffermarci di più sul lato umano di questa grande campionessa.

Abbracciarla e parlare con lei è stata l’esperienza più bella della Fiera: pronta ad autografare la sua cartolina, con un gran sorriso e occhi vispi, era un raggio di sole nel padiglione della FISE. Chiaramente io, presa dall’emozione, riuscii a stento a farmi fotografare insieme a lei e a congratularmi per la sua recente vittoria ai WEG di Tryon; Elena ricorda invece di come sia stato piacevole scambiare quattro chiacchiere con Sara, restando colpita da quanta passione pervadesse le sue parole; un animo gentile e umile con una grande forza e determinazione nello sguardo, come solo i più grandi campioni.
Ebbene, nonostante i suoi mille impegni, ha accettato subito di rispondere a qualche nostra domanda, e noi la ringraziamo con tutto il cuore per averci dedicato parte del suo prezioso tempo, orgogliose di poter arricchire il nostro piccolo blog con un’intervista così significativa.

1.Quali sono gli ausili che utilizzi quando monti?

Quando monto in sella i piedi sono fissati alle staffe con degli elastici, ho le redini con le asole che mi aiutano a non farle scivolare visto che non ho forza nelle mani e non riesco a tenere il pugno chiuso. Avendo un grande deficit di forza agli arti inferiori che riesco appena a muovere in assenza di gravità, ma non con un tempismo normale, sono autorizzata per la mia classificazione funzionale ad utilizzare due fruste che appoggio in punti diversi a seconda delle richieste (per chiedere ai cavalli di andare avanti, per direzionarli, chiedere flessioni del corpo, per fare le cessioni, appoggiate ecc.). Per contenere il deficit del tronco, invece, utilizzo un busto e a volte anche un collare morbido se il collo mi fa particolarmente male.
A seconda delle classificazioni funzionali (che sono 5 in base al grado di disabilità) gli ausili che possono essere utilizzati dai cavalieri sono diversi. Nel mio caso essendo grado 1, ovvero il grado di disabilità maggiore, ho la possibilità di utilizzare un maggior numero di ausili rispetto ad esempio a un grado 5 che è il grado di minore disabilità. Sicuramente sono la dimostrazione che non serve forza per andare a cavallo visto il deficit di forza che caratterizza la mia malattia.

2. Creare un feeling con il cavallo è lo scopo di tutti i cavalieri e amazzoni. Cosa significa per te?

Creare un feeling con il cavallo è fondamentale. Ho tre cavalli e ognuno di loro è molto diverso dall’altro. Royal Delight è sicuramente la cavalla che conosco meglio visto che siamo insieme da 10 anni. Quando apro la porta del box so già di che umore è. È importante capire il carattere di ogni cavallo con il quale lavoriamo per poter trovare il modo migliore di comunicare. Per questo a me piace stare con loro anche senza necessariamente montare. Quando arrivo in scuderia e sentono la mia sedia a rotelle mi riconoscono e mi chiamano e già questo mi rende felice.
Royal ha un carattere forte. Vuole sempre decidere lei e per rendersi disponibile al lavoro deve essere convinta di aver scelto lei di fare quel che le viene richiesto. A casa a volte cerca di mettermi in difficoltà nel voler affermare la sua forte volontà di fare come vuole lei, ma in gara mi ha sempre regalato il massimo possibile.

Ferdinand è un cavallo enorme, ma sembra un cucciolo perché vuol sempre giocare. Da montato cerca di accontentarti sempre, ma se ti sente timoroso cerca di approfittarsene un pochino, ma sempre per gioco. È buono di carattere, ma si tende facilmente in situazioni che sono fuori dall’ordinario come lo sono le gare pertanto è difficile che in gara dia il meglio di sé visto che è fondamentale che per una buona ripresa di dressage il cavallo sia rilassato.
Mariebelle, la conosco meno degli altri perché è arrivata da poco. È una cavalla veramente brava, affettuosa e qualitativa. Sono uscita solo una volta in gara con lei e non è una macchina da guerra come Royal, ma col tempo forse lo potrebbe diventare.

3. Cosa pensi quando vedi il rettangolo?

Quando vedo il rettangolo penso solo a entrare e mettere in pratica tutto quanto imparato per poter eseguire al meglio le riprese per le quali mi alleno ogni giorno a livello quasi maniacale.

4. Cosa vorresti dire ai ragazzi/ragazze che si avvicinano al dressage?

Ai ragazzi che vogliono praticare questa disciplina dico di puntare alla maggiore precisione possibile, rispettando sempre i cavalli e i loro tempi di apprendimento e di sviluppo fisico. Di non voler far bene a tutti i costi perché in tal modo il cavallo non sarebbe più un “atleta felice”, obbiettivo principale da raggiungere nella pratica del dressage.

5. In cosa cambia la scheda di valutazione della ripresa rispetto al dressage non paralimpico?

I giudici valutano le riprese tenendo conto della precisione dell’esecuzione delle figure, della regolarità e qualità delle andature, il grado di collaborazione del cavallo con il cavaliere, il tatto e l’abilità equestre. Non devono assolutamente invece tenere conto del grado di disabilità dei cavalieri. La visita di classificazione infatti stabilisce le abilità fisiche residue dei cavalieri in modo che in ogni grado siano ad armi pari e in modo che sia l’abilità tecnica a fare la differenza e non le capacità fisiche.

6. Esiste ancora la leggenda che i giudici di un lato sono più buoni e i giudici dell’altro lato sono severissimi? 

Sono dell’idea che se decidiamo di praticare questa disciplina accettiamo che è una disciplina a giudizio e in quanto tale vi è un minimo di soggettività. A volte il giudizio può non piacere o non sembrare giusto, ma non vi è altra soluzione che accettarlo. Sicuramente vi sono giudici più severi di altri, ma l’importante è che siano severi con tutti in modo uguale e che il divario tra un giudice e l’altro sia minimo.

Grazie Sara, speriamo di incontrarci ancora a Verona!
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Micropillola / I WEG

I World Equestrian Games sono i campionati mondiali di equitazione organizzati dalla FEI e si tengono ogni 4 anni. Vennero inaugurati nel 1990, poiché fino a quel momento ogni paese organizzava i propri campionati di ogni disciplina. Ai WEG concorrono 8 specialità: reining, dressage, paradressage, salto ostacoli, completo, endurance, volteggio e attacchi.

Gli ultimi campionati si sono svolti nel 2018 a Tryon negli Stati Uniti, dove il team italiano ha conquistato ben 3 medaglie d’oro, due nel paradressage con Sara Morganti, e una nel volteggio con Silvia Stopazzini e Lorenzo Lupacchini.

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Micropillola / La voce in gara

Come sappiamo, la voce fa parte degli aiuti naturali ed è comunemente usato in equitazione. Ma quando siamo in gara, non in tutte le discipline può esserci…d’aiuto!

Nel volteggio è richiesto ai volteggiatori di non parlare tra di loro e con il longeur durante l’esecuzione dell’esercizio.
Nel salto ostacoli è ammesso l’uso della voce come comunicazione occasionale con il cavallo (soprattutto per incitarlo maggiormente nel momento del salto) ma questo non deve essere troppo ripetitivo; inoltre non sono ammessi commenti verbali da parte del cavaliere durante la prova.
Nel dressage si esige il silenzio, infatti l’uso della voce è contato come penalità che abbassa di almeno 2 punti il voto del movimento durante il quale è stata usata.
Nelle gare di monta americana, come il reining, la voce è invece un aiuto fondamentale e imprescindibile per impartire i comandi al proprio cavallo, e i suoni si differenziano in base alla diversa richiesta (aumentare/diminuire l’andatura e fermarsi).