Anatomia · Curiosita' · Razze equine

Le differenze tra cavallo e pony

La differenza più evidente tra pony e cavallo è ovviamente l’altezza. Convenzionalmente, con il termine di pony, si indica un soggetto che non supera i 147 cm al garrese; nel dettaglio poi si distingue tra taglia piccola (fino a 130 cm), media (da 131 a 140 cm) e grossa (da 141 a 147 cm).
Questa dell’altezza si tratta però di una distinzione arbitraria e che varia di paese in paese, stabilita quasi unicamente per comodità durante l’esibizione dei soggetti in show e competizioni. Ci sono infatti eccezioni, come quella della razza Morgan, che pur avendo un altezza intorno ai 140 cm, non ha le caratteristiche morfologiche di un pony.

Cavallo VS pony

La differenza sostanziale tra pony e cavallo sta infatti nella conformazione fisica, cioè nella differente struttura ossea e muscolare e in generale nelle diverse proporzioni della corporatura. Il pony tende ad essere più massiccio, ha maggiore resistenza fisica allo sforzo e tollera meglio il clima freddo. Fisicamente ha poi gambe più corte e un petto più ampio, un collo più tozzo e una testa più corta; i crini più folti e spessi per proteggerlo dal freddo invernale e gli zoccoli più duri.

Altra grande differenza sta nel temperamento. Il pony è generalmente più intelligente e astuto del cavallo, che si traduce in un suo essere più testardo e insofferente; quindi mai credere che il pony sia più docile solo perché più piccolo!

Un’ultima differenza sta nell’alimentazione: un pony può trovare sostentamento in un pascolo dove un cavallo morirebbe di fame. Per questo il pony è più incline ad ingrassare rendendolo maggiormente esposto al rischio di laminiti e problemi agli zoccoli. E’ necessario perciò che il pony segua un’alimentazione ad hoc.

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L’impulso

A volte, durante la lezione, ti sarà capitato di sentir dire dall’istruttore la frase “manca impulso!”… Ma cos’è l’impulso? E come si ottiene?
L’impulso è una caratteristica psicologica del cavallo, che si manifesta con l’andare costantemente in avanti. Non significa velocità, bensì reattività e predisposizione alla spinta.

“L’impulso è il termine impiegato per descrivere il trasmettere una energia propulsiva, vibrante e attiva, ma controllata, che si origina dalle anche e che anima il potenziale atletico del cavallo.
La sua migliore espressione può essere mostrata solo attraverso la schiena morbida ed elastica del cavallo, guidata dalla mano del cavaliere con un contatto morbido.
(…)
L’impulso è caratteristico delle andature che hanno un tempo di sospensione.” (tratto da “Regolamento Nazionale e Regolamentazione per i Concorsi di Dressage” CONI FISE edizione 1998 revisione febbraio 2003)

Grazie ad esso, si ha la possibilità di fare una transizione trotto-galoppo per presa di equilibrio.

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Let’s talk horses #12

GALOPPO PER PERDITA DI EQUILIBRIO

Avviene quando il cavallo parte al galoppo da un trotto troppo veloce.
Quindi “rompe” la fuga al trotto (perdendo equilibrio) e comincia a galoppare buttando tutto il peso sulle spalle e alzando molto la groppa. E’ una partenza scorretta perché tutto il peso del binomio grava sugli anteriori del cavallo.

GALOPPO PER PRESA DI EQUILIBRIO

Avviene quando il cavallo parte al galoppo in maniera corretta, mantenendo un buon impulso.
Quindi parte da un trotto attivo, controllato e portando il peso indietro (prendendo equilibrio), impegna i posteriori e comincia a galoppare, mantenendo in equilibrio il binomio.

CAVALLO SMAZZETTATO

E’ un cavallo addestrato alla monta western, ad essere montato a una mano sola. Ciò comporta estrema sensibilità alle richieste del cavaliere e risposta immediata da parte del cavallo che, montato con una sola mano, non richiede la redine diretta ma gli basta quella di appoggio (per esempio durante una girata).

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Let’s talk horses #11

PROFILO CAMUSO

Molto evidente ad esempio nel Purosangue Arabo, è la testa del cavallo che vista di profilo è leggermente concava.

PROFILO MONTONINO

È la testa del cavallo che vista di profilo è leggermente convessa, una caratteristica tipica ad esempio del murgese.

CAVALLO VERDE

Si dice “verde”, come un frutto acerbo, un cavallo giovane e privo di esperienza, che ha appena iniziato il suo percorso di crescita insieme al proprio cavaliere. Negli eventi o in gara alcuni usano mettere alla coda del proprio cavallo un fiocco verde, proprio per avvisare chi gli sta intorno, della giovane e inesperta presenza.

Consigli · Curiosita' · Discipline · Micropillole

Micropillola / Il piede nella staffa

Nell’assetto la posizione del piede nella staffa è fondamentale per garantirci equilibrio e una perfetta fusione coi movimenti del cavallo. Il punto preciso dove appoggiare il piede è la parte più larga della pianta dove partono le dita e non la punta come molti pensano. Questo perché è il punto che garantisce un maggior appoggio a differenza delle sole punte dalle quali la staffa può scivolare facilmente. Tale posizione del piede garantisce inoltre di far scendere bene i talloni e scaricare il peso sulla staffa avendo un corretto assetto in sella.

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Come superare una brutta caduta

E’ successo anche a me. Sono caduto da cavallo.
Dolore fisico a parte, è stata un’esperienza traumatica.
Ora il dolore è passato, sto bene, ma ho paura di tornare in sella.
Il ricordo di cadere torna alla mente e mi blocca, anche se vorrei rimettere i piedi nelle staffe.
Cosa fare?

La risposta è: non avere fretta, datti tempo. Il Colosseo non è stato costruito in un giorno, questo per dirti che le cose fatte bene, richiedono tempo. Se la paura ti assale quando devi montare in sella, allora fai un passo indietro. Non tirare troppo la corda e riparti da zero. Come il cavallo, anche tu sei un atleta e come tale necessiti di essere in forma fisicamente e mentalmente per dare il meglio.
Come prima cosa, parla della tua paura con il tuo istruttore, digli quello che ti turba e chiedigli consiglio. Oltrechè aiutarti a sfogare le tue ansie, parlarne con chi ha più esperienza di te, ti aiuterà a capire qual è stato il motivo della tua caduta in modo da non commettere più lo stesso errore.
Poi vai a trovare il cavallo dal quale sei caduto, salutalo, fagli qualche coccola. Se ti va, puoi passeggiarlo a mano nel maneggio e fargli brucare un po’ d’erba. Possono sembrare gesti scontati, ma non lo sono affatto, perché fortificano il vostro legame. Importante è non etichettare subito il cavallo nella lista dei “cavalli cattivi”; se ti fa sentire più sicuro chiedi all’istruttore se è possibile montare un cavallo più tranquillo per qualche lezione. Potrai così riacquistare fiducia, per poi rimetterti in gioco con il cavallo di prima.
Un’altra cosa che puoi fare per riacquistare la tranquillità, è quella di provare a muovere il cavallo da terra, alla longia; lui si sgranchisce le gambe e e tu riprendi fiducia mentre dirigi l’esercizio.
Se hai ancora qualche incertezza, puoi anche chiedere al tuo istruttore di farti fare lezione in sella ma con la longia nelle sue mani. Sarai sempre tu padrone dei movimenti del binomio, ma la longia ti darà più sicurezza.
Indossa SEMPRE le protezioni; consiglio vivamente di indossare sia il cap che la “tartaruga” a prescindere da età ed esperienza. Essere equipaggiati adeguatamente può farci sentire più sicuri anche psicologicamente. Può essere anche utile farti supervisionare da qualcuno del maneggio, da un istruttore o da una persona con esperienza, che possa intervenire in caso di necessità.
Altra cosa importante è di non buttarsi giù di morale, di non sentirsi degli incapaci; a tutti può succedere, anche i campioni cadono!
Dopo aver superato questo momento tornerai a fare lezione come prima, in totale serenità e magari, con una marcia in più. Come dice un detto “cadere per poi rialzarsi più forti di prima”!

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Let’s talk horses #10

CAVALLO CHE SALTA DI SCHIENA

Succede quando durante il momento del salto, il cavallo spinge troppo in alto con i posteriori e tende a “buttare” in avanti il cavaliere. Invece di disegnare una parabola perfettamente rotonda, viene fuori una forma appuntita data dal troppo slancio posteriore. Solitamente è un problema di coordinazione tra anteriori e posteriori e di uno scorretto uso della schiena, imbarcata e tesa.

GONNA DELLA SELLA

E’ la parte della sella americana subito sotto al seggio, che si estende oltre pomolo e paletta. Alcune selle hanno anche la doppia gonna. La loro principale funzione è quella di “cuscinetto”, cioè distribuire al meglio il peso del cavaliere e proteggere la schiena del cavallo. Anch’esse come il fender sono ricche di decorazioni a rilievo.

CAVALLO IMBRANCATO

Il cavallo, essendo un animale sociale, nasce e vive in branco. Ma un cavallo imbrancato in un maneggio può diventare difficile da gestire, perché non accetta di essere diviso dai suoi compagni e non vede il proprietario come amico affidabile. Ciò comporta difficoltà di gestione da terra e in sella, poca concentrazione negli esercizi e possibili fughe per tornare dal branco.

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Speciale Halloween – Il cavaliere senza testa

Nel libro de “La leggenda della Valle Addormentata” (1820) conosciuta anche come “Sleepy Hollow”, viene raccontata una storia spaventosa: quella del cavaliere senza testa.

In vita, era un soldato tedesco a cavallo che, durante la sanguinosa guerra d’indipendenza statunitense venne ucciso da colpito da una cannonata che gli staccó di netto la testa.
Da quel maledetto giorno, lo spettro del soldato si aggira a cavallo nei pressi di una chiesa e di un cimitero vicini alla foresta, alla ricerca di una testa, spaventando a morte qualsiasi persona attraversi quella zona fredda e buia. Questo spettro oltre che dalle persone vive, è temuto anche da fantasmi e demoni perché non si limita a spaventare gli umani, ma arriva ad ucciderli.
Tuttavia esiste un modo per sfuggire al cavaliere: riuscire ad oltrepassare il ponte della Valle, perché secondo la leggenda, il fantasma non può oltrepassare l’acqua corrente altrimenti perderà i suoi poteri.

Nella notte di Halloween, il cavaliere senza testa si mette all’inseguimento di Ichabod Crane, un uomo che stava attraversando la foresta per tornare a casa dopo una festa. Crane rischia più volte di essere decapitato, ma il suo cavallo, galoppando senza sosta, riesce a portarlo oltre il ponte dove si ferma credendosi in salvo. Ma lo spettro ha in mano una zucca infuocata (jack-o’-lantern) che prontamente gli lancia con rabbia colpendolo in piena faccia.
La mattina dopo, gli abitanti della Valle trovarono a terra soltanto il cappello di Crane e una zucca spaccata, ma dell’uomo non si seppe più nulla…

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Avere i cavalli a casa

“Quanto vorrei avere un cavallo tutto mio a casa!”
Molte volte ho sentito dire questa frase nei maneggi in cui montavo, ma mi sono sempre chiesta se fosse chiaro quanti e quali impegni comporterebbe una tale decisione. A parte il fatto che bisogna ovviamente avere la disponibilità sufficiente di spazio per ospitare il nostro cavallo, dobbiamo capire che non usufruendo più della pensione di un maneggio, tutto diventa carico nostro, siamo noi gli unici responsabili del benessere e della salute del nostro cavallo. Quindi se non ci pensiamo noi, nessuno lo farà al nostro posto. Dando per scontato che ci sia la disonibilità di spazio, vediamo di cosa ha bisogno il nostro cavallo: una casa, tanto cibo, controlli, cure, pulizia ed esercizio fisico.


La casa: un box in cemento o in legno, un paddock con o senza box integrato o un grande prato possono andare benissimo, l’importante è che siano recintati a dovere per evitare l’uscita indipendente del nostro cavallo e l’ingresso non gradito di estranei.
La pulizia del box spetta ovviamente a noi e sarebbe meglio effettuarla almeno ogni 2 giorni; dovremo anche occuparci della manutenzione delle strutture e dei recinti.

Il cibo: procurarsi il fieno è di vitale importanza e la soluzione migliore è quella di creare una sorta di magazzino dove tenerlo in grandi quantità sempre pronto all’uso. Se non si ha la fortuna di avere dei campi da cui ottenere il fieno, si può fare affidamento su aziende agricole per comprarlo.

Il veterinario: figura essenziale alla quale affidiamo la salute del nostro cavallo, che lo visiterà, gli procurerà vaccini e vermifughi e ci aiuterà nel tenerlo sempre in forma. Si sa che le spese veterinarie non sono economiche, ma per la salute e serenità del nostro equino è indispensabile. Un cavallo in forma è un cavallo felice.

Il maniscalco / pareggiatore: altra figura importante per quanto riguarda la salute del cavallo. Si dice che gli zoccoli siano i 4 cuori di questo animale e dobbiamo prendercene cura per garantirgli buon appoggio e prevenire zoppie e altre malattie degli zoccoli.

Grooming: senza di noi, il cavallo non verrebbe mai spazzolato perciò è importante provvedere alla sua pulizia, spazzolandolo, pulendogli gli zoccoli, pettinandogli coda e criniera. Tenerlo pulito non è solo una questione estetica, ma anche di igiene e salute.

Esercizio fisico: Per l’esercizio fisico ci sono vari metodi: lavoro da terra, passeggiata, lezione con lavoro in piano o anche qualche salto. Dove montare lo scegliete voi in base alle vostre necessità e possibilità: per il lavoro da terra e le lezioni è consigliato un terreno prevalentemente in piano e uniforme (senza buche!) come un prato o un campo in terra battuta; se avete la fortuna di avere un vero e proprio tondino o rettangolo, vi consiglio l’utilizzo della sabbia (da bagnare leggermente prima del lavoro per evitare fastidiosi polveroni) perché attutisce bene e non consuma troppo velocemente gli zoccoli. L’esercizio dipende dalle esigenze del proprio cavallo, ma generalmente dovrebbe essere svolto almeno un paio di volte alla settimana.

Se avete altre domande a riguardo, commentate qui sotto e sarò felice di rispondervi!

Curiosita' · Let's talk horses

Let’s talk horses #9

SIDE PULL

Fa parte dei finimenti per l’addestramento dei cavalli giovani, è un passaggio intermedio dalla cavezza alla testiera con imboccatura. Il side pull (tradotto alla lettera: tirare di lato) non ha imboccatura, così il cavallo impara a seguire la pressione che viene esercitata lateralmente, senza essere tirato in bocca, per poi associarla in seguito all’imboccatura. Non è uno strumento coercitivo, al contrario, il cavallo impara a rispondere alle nostre pressioni e a capire che il rilascio è un segno positivo.

YEARLING

E’ un termine anglosassone per indicare un puledro tra i 12 e i 24 mesi di età, solitamente utilizzato per i purosangue inglesi, ma che si è esteso a tutte le razze.

VENTAGLIO

E’ quella parte della martingala a forchetta, che mantiene alla stessa altezza i due anelli nei quali passano le redini, per tenerle in posizione equilibrata tra loro.