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Micropillola / Blue roan

La definizione di roano è quella di un mantello dove il colore base (sauro, baio o morello) si mescola a peli bianchi su tutto il corpo, tranne che alle estremità (testa, gambe, coda e criniera) dove permane il colore semplice.
Le tre tipologie di roano che ne derivano sono red roan, bay roan e blue roan. Quest’ultimo è chiamato così perché la mescolanza omogenea di peli neri e peli bianchi, dà al manto dei leggeri riflessi bluastri; è facilmente confondibile con il mantello grigio, ma le differenze sostanziali sono due, ovvero che mentre il mantello grigio schiarisce con l’età e il puledro può nascere col manto di qualsiasi colore, il puledro roano nasce e rimarrà roano. Inoltre, come precedentemente detto, nel roano le estremità risultano più scure, conservando il manto di un unico colore. Alcune delle razze che più spesso presentano la colorazione del blue roan, sono americane come il Quarter o il Mustang, da tiro come il Percheron o il Bretone, e il Welsh pony.

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Micropillola / Il pony degli Hobbit

Nel famosissimo e pluripremiato film de “Il Signore degli Anelli” certo non mancano le scene con cavalli, molti di loro con nomi e storie proprie. Ma forse c’è n’è uno in particolare che più di tutti ci ha fatto tenerezza: è Bill, il piccolo palomino che accompagna gli hobbit nel loro viaggio fino a Gran Burrone.

Secondo il racconto di Tolkien, Bill viene comprato da Aragorn a Brea da un losco personaggio che lo maltrattava, e accompagnerà la compagnia per lo più come animale da soma fino al regno degli Elfi. Sam si affeziona particolarmente a Bill, tanto che quando Gandalf gli ordinerà di lasciarlo andare per farlo tornare a casa, per l’hobbit sarà un addio doloroso.

Durante le riprese, vista la necessità di avere una cavalcatura che suggerisse le piccole dimensioni degli hobbit, Bill è stato interpretato da due cavalli diversi: Shane, un Quarter Horse e Rastus, un pony Shetland.

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Lo sliding stop

Lo sliding stop è tra le figure più conosciute e spettacolari dell’equitazione western, un momento delle gare di reining in cui il tifo si fa molto intenso e sentito.

Il cavallo avanza in linea retta con un galoppo progressivo e allo “whoa” del cavaliere, blocca i posteriori continuando a camminare in avanti con gli anteriori.
Questo tipo di manovra necessita di un’adeguata conformazione fisica, attitudine e addestramento del cavallo, dell’abilità del cavaliere oltreché di un terreno adatto.
Le caratteristiche fisiche principali che si richiedono al cavallo per eseguire al meglio questa manovra si ritrovano principalmente nella razza del Quarter Horse; questa infatti ha una muscolatura del dorso e della groppa molto sviluppata, e la schiena, lunga e inclinata, permette al cavallo di portare sotto di sé i posteriori nello sliding stop; questa conformazione fornisce inoltre un buon equilibrio sui posteriori nell’esecuzione di stop e rapidi cambi di direzione.
Grazie alla selezione fatta tramite l’allevamento, già dai primi giorni di vita, il puledro quarter mostra l’attitudine ad eseguire stop anche in libertà, fermandosi bruscamente dopo essersi lanciato al galoppo verso una staccionata.
Per quanto riguarda il terreno, non deve esserci né troppa sabbia perché andrebbe a bloccare la scivolata, né troppo poca perché al contrario potrebbe risultare troppo scivoloso compromettendo l’equilibrio del cavallo.

Tips per eseguire un buon sliding stop:

  • il cavallo deve galoppare libero e rilassato in linea retta, con le spalle allineate, un buon impulso e aumentando la velocità progressivamente. Senza impulso si avrà uno stop debole;
  • il cavallo deve essere attento ai comandi senza anticiparli;
  • durante la frenata il cavallo deve rimanere arrotondato e rilassato e il cavaliere deve essere attento al movimento dell’animale, lasciandogli le redini sciolte e guidandolo con il corpo; al comando vocale, il cavaliere deve spostare leggermente indietro le spalle e, facendo pressione sulla seduta, provocare una pressione sulle staffe, in particolare sui talloni che vengono spinti verso il basso e si allontanano dai fianchi del cavallo.
Fonte: Irene
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Splashed white horse

Lo splashed white o splash, è un tipo di mantello caratterizzato da macchie bianche più o meno estese; in alcuni soggetti sono minime, mentre in altri sono talmente ampie da sembrare che il cavallo sia stato letteralmente intinto nella pittura bianca a partire dai piedi.

La testa e le gambe sono bianche e pure la coda, che in alcuni casi ha bianca solo la punta.
La caratteristica principale dello spashed white che lo distingue da altri tipi di colorazioni, è che i margini delle macchie sono definiti e regolari e queste si sviluppano soprattutto nel senso orizzontale; la parte inferiore della pancia è spesso bianca e la macchia si sviluppa poi generalmente verso l’alto su entrambi i lati.
Gli occhi possono essere azzurri e il cavallo può presentare sordità, anche se i casi sembrano essere limitati ai soggetti in cui ci sia assenza di melanociti (e quindi di pigmentazione = colore bianco) anche all’interno dell’orecchio.
Questo mantello può presentarsi in diverse razze, tra queste Quarter Horse, Paint Horse, Islandese, Miniature Horse, Morgan, Shetland e Trakehner. Si tratta di una mutazione genetica, in alcuni casi generatasi centinaia di anni fa, più precisamente di 5 mutazioni identificate con le sigle SW1, SW2, SW3, SW4, SW5. Gli allevatori sono chiamati a sottoporre i propri cavalli al test del DNA così da poter identificare quale di queste mutazioni sia eventualmente presente nel loro cavallo poichè alcune combinazioni genetiche si sono rivelate letali per il puledro.

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Il quarab

Nel 1953 negli Stati Uniti d’America Idraff, stallone Arabo, e Cotton Girl, giumenta Quarter Horse, diedero alla luce Indy Sue, puledra che rappresenta il primo incrocio tra le due razze ufficialmente documentato. La puledra venne registrata come Quarter Horse e si dimostrò vincente nelle gare di performance, western pleasure, reining, hunter under saddle e cutting. Nel 1960 ottenne un posto nel Performance Register of Merit.
Il primo registro ufficiale a promuovere i cavalli nati dall’incrocio tra Arabo e Quarter Horse è l’”United Quarab Registry” del 1989. Il “Painted Quarab Index”, del 1991, ha fatto includere anche i mantelli overo e tobiano, tipici del Paint Horse.

Nel 2006 nasce l’ AICQA, Associazione Italiana Cavallo Quarab, con lo scopo di promuovere questo cavallo in Italia. Nel 2012 viene istituito il Registro Italiano del Cavallo di Razza Quarab e dal 2013 l’offerta di registrazione è estesa a tutti i cavalli di razza Quarab che si trovano all’estero e che non hanno una associazione di riferimento nel proprio Paese.
Lo “Stud Book”, cioè l’albo di razza, si trova presso la International Quarab Horse; all’interno di questo albo sono accettati i cavalli che posseggano da 1/8 a 7/8 di sangue di una razza rispetto all’altra.
L’altezza del Quarab va dai 142 ai 162 cm e l’aspetto fisico varia a seconda della prevalenza di sangue Arabo o Quarter. La morfologia viene distinta in 3 tipologie principali:
Foundation type, ovvero lo standard di razza, che coniuga insieme le caratteristiche di entrambe le razze; Stock type, che si mostra più simile al Quarter e al Paint Horse ma che include dei tratti di eleganza dell’Arabo; Pleasure type, che si avvicina di più alla razza Araba, soprattutto nel morfologia della testa.
Questo cavallo si dimostra molto versatile, agile e resistente e quindi adatto sia per le specialità della monta Western sia per il Dressage e l’Endurance.