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Micropillola / Lo horn

La sella americana, derivata dalla sella equestre spagnola del XV secolo, si caratterizza anche per la presenza di uno horn o pomello, la cui funzione originaria è quella di essere un sostegno a cui legare un’estremità del lazo, la corda adoperata per gestire il bestiame. In base all’utilizzo per cui è pensata la sella, lo horn avrà una dimensione differente: se si tratta di una sella da lavoro, l’horn sarà più grande e quindi robusto per sopportare meglio gli strappi del lazo. Sarà quindi più grande nelle selle impiegate per il roping, mentre più piccolo in quelle utilizzate nelle altre discipline come il reining e il cutting.

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La sella australiana

La sella tradizionale australiana è un tipo di sella creata per rispondere alle esigenze di comodità e sicurezza soprattutto quando si deve affrontare un terreno accidentato e irregolare. Originariamente nasce con un aspetto molto simile alla sella inglese (seggio, cuscinetti, staffili e staffe) ma con una seduta più ampia e una paletta più alta; nel tempo però vengono aggiunti elementi della sella americana che vanno ad aumentare il comfort e la stabilità del cavaliere in sella, come gli staffili e le staffe, e anche talvolta il pomolo, assente nel modello tradizionale.

La posizione della staffa nella sella australiana è però più avanzata in confronto a quella americana, permettendo alle gambe di essere più in avanti rispetto al corpo, e quindi al cavaliere di avere maggiore comodità.
Altra aggiunta funzionale per dare più stabilità, sono i “knee pads” che potremmo tradurre con “ginocchiere”.


Per tutte queste sue caratteristiche si presta ad attività in cui è necessario stare in sella a lungo, come il cutting, l’endurance, lunghe passeggiate a cavallo e altre discipline tipiche australiane come il “campdrafting” (simile al cutting) e lo “stockman’s challenge” (composto da varie prove simili al reining e al cutting).
E’ comunque una sella che può essere customizzata a piacere e in cui gli elementi di quella inglese e di quella americana possono essere combinati in base alle proprie esigenze personali. La tendenza più diffusa è comunque quella di avere sia staffe che staffili della sella americana, essendo questi i modelli più confortevoli.

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NRHA

La National Reining Horse Association (NRHA) è una organizzazione no profit fondata nel 1966 che si occupa di diffondere l’allevamento, l’addestramento e la conoscenza del cavallo da reining. Si impegna inoltre a regolamentare gli standard di prestazione e di valutazione delle gare e degli spettacoli in tutto il mondo.

La NRHA si è impegnata insieme ad altre associazioni mondiali per portare il reining nello scenario internazionale: nel 1988 l’Americana diventa la prima fiera di monta americana in Europa ad essere approvata dalla NRHA; il 1998 segna poi una data importante per questa associazione poichè il reining diventa la prima disciplina western della Squadra Equestre degli Stati Uniti (USET). Altro anno importante è il 2000 in cui il reining viene riconosciuta disciplina a livello intenazionale dalla FEI, e nel 2002 diventa il primo sport di monta americana ad essere introdotto nei World Equestrian Games.
La NRHA prevede diverse categorie per permettere ad atleti di più livelli di esibirsi. Tra queste troviamo gli Open riders, gli Entry-level riders, i Non Pro riders, gli Youth riders e gli Aged event horses (Futurity, Derby, e Maturity).
Il numero dei soci della NRHA continua a crescere ed è arrivato a superare i 15000 iscritti. Gli spettacoli approvati dalla associazione, sono più di 1200 e più di 150 sono gli eventi per gli Entry-level riders che si tengono ogni anno nel mondo. Le vincite degli spettacoli della NRHA superano all’anno i 13 milioni di dollari, dove 150.000 dollari sono la cospiscua vincita del campione del NRHA Open Futurity.

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Micropillola / La voce in gara

Come sappiamo, la voce fa parte degli aiuti naturali ed è comunemente usato in equitazione. Ma quando siamo in gara, non in tutte le discipline può esserci…d’aiuto!

Nel volteggio è richiesto ai volteggiatori di non parlare tra di loro e con il longeur durante l’esecuzione dell’esercizio.
Nel salto ostacoli è ammesso l’uso della voce come comunicazione occasionale con il cavallo (soprattutto per incitarlo maggiormente nel momento del salto) ma questo non deve essere troppo ripetitivo; inoltre non sono ammessi commenti verbali da parte del cavaliere durante la prova.
Nel dressage si esige il silenzio, infatti l’uso della voce è contato come penalità che abbassa di almeno 2 punti il voto del movimento durante il quale è stata usata.
Nelle gare di monta americana, come il reining, la voce è invece un aiuto fondamentale e imprescindibile per impartire i comandi al proprio cavallo, e i suoni si differenziano in base alla diversa richiesta (aumentare/diminuire l’andatura e fermarsi).

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Shawn Flarida

Shawn Flarida è un grande nome del reining: nel 2011 ottiene un posto nella ambitissima Hall of Fame della NRHA (National Reining Horse Association) e nel 2017 diventa il primo a raggiungere l’incredibile somma di 6 milioni di dollari vinti durante la sua carriera.

Shawn ha sempre saputo che la sua vita sarebbero stati i cavalli. Nel 1988, dopo il diploma, decide infatti di andare subito a lavorare presso il fratello Mike, già addestratore di successo di cavalli da reining. Ma è il padre che gli da il maggior supporto e insieme a lui riesce a sviluppare una forte empatia con i cavalli con cui lavora, ottenendo fin dalle prime gare grandi risultati.
Nel 2003 diventa un “million dollar rider” ma da lì la sua fama e il suo successo non fanno che diventare ancora più grandi. Vince più volte le gare più importanti al mondo: l’NRHA Open Futurity, l’NRHA Derby Open, l’NRBC (National Reining Breeders Classic) e l’American Quarter Horse Congress. Ottiene anche 5 medaglie d’oro ai FEI World Equestrian Games.
Questi sorprendenti risultati li ottiene grazie ad alcuni tra i più importanti cavalli della storia del reining: Wimpys Little Step, Wimpys Little Chic, KR Lil Conquistador, Spook Gotta Whiz, Smart Spook per citarne solo alcuni.
Nel 1992 Shawn sposa la sua storica fidanzata delle superiori, Michele, con la quale ha tre figli: Cody, Courtney e Sam. Insieme a Michele, Shawn gestisce a Springfield il Shawn Flarida Reiners. Il figlio Sam sta proseguendo la strada del padre, gareggiando nel Team USA Youth Reining e nel NRHA Futurity & NRBC.

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Dalla monta inglese a quella americana

Ero una bambina quando iniziai a montare all’Inglese, cominciai dai pony e, dopo una lunga pausa, passai ai cavalli. Nonostante mi trovassi in un maneggio principalmente dedito al salto ostacoli, amavo di gran lunga le lezioni di dressage.

Fonte : lady0ak


Quando il mio istruttore decise di andarsene mi trovai un po’ persa, non sapevo con chi sarei finita e non avevo idea di dove andare. Mi venne proposto un posto dove si faceva monta americana e di primo impatto rimasi sconcertata; non mi era mai venuto in mente di poter fare un diverso tipo di monta, anche perché nella mia idea, quella americana mancava di rispetto al cavallo per via di quei grossi morsi e di quei lunghi speroni, e pensavo mancasse anche di tecnica. Accettai comunque di andare a vedere il posto e appena arrivata al ranch me ne innamorai e decisi così di dare una possibilità a questo nuovo mondo.
La prima cosa che mi stupì positivamente fu l’atteggiamento dei cavalli, tutti quarter horse, cavalli tranquilli con una gran testa e un gran cuore, capaci di ascoltare sempre le richieste dell’uomo, animali pazienti e attenti.

Fonte : lady0ak

Scoprii in breve tempo che quello che per me sembrava poco rispettoso, era semplicemente una diversa risposta alle necessità della monta americana: il morso così grosso non creava problemi al cavallo se usato nella maniera corretta, infatti, a differenza della monta inglese, nella monta americana i comandi di direzione si danno con l’appoggio della redine sul collo del cavallo e non per pressione; sono quindi richieste redini lunghe, si lavora il cavallo per fargli mantenere una posizione rilassata del collo e non si incide quindi nell’imboccatura; gli speroni sono molto più lunghi perché la sella è più “grossa” rispetto a quella inglese e ha una staffatura decisamente più lunga, due elementi che allontanano di molto lo sperone dal cavallo e che quindi necessita essere differente per riuscire ad arrivare a toccare l’animale.
Le difficoltà più grosse sono state sicuramente riuscire a tenere le staffe più lunghe ed eliminare il contatto con la bocca del cavallo. Per il resto l’assetto è molto simile e quindi, avendo avuto una buona impostazione all’inizio, non ho riscontrato difficoltà.
Anche la tecnica si è rivelata molto importante: nonostante i cavalli siano addestrati in modo da fare tutto quello che gli viene richiesto tramite l’utilizzo di suoni e gambe, se non gli viene dato il comando nel modo giusto e se il cavaliere non si dimostra meritevole del loro rispetto, quei cavalli non faranno mai quello che gli viene richiesto.
Il contatto che si crea con il cavallo nella monta americana è molto forte; mi sono innamorata così tanto di questo mondo che ho anche deciso di comprare un cavallo addestrato per il reining.
Alla fine bisogna cercare la disciplina che meglio risponde a quello che cerchiamo noi nel montare a cavallo: c’è chi vuole il contatto con l’animale, chi ricerca la tecnica, chi ama rilassarsi e chi lo vede come puro sport. Provare le varie discipline ci aiuta a rispettare una visione differente del cavallo e ci schiarisce le idee su ciò che realmente cerchiamo.
Io ci sono riuscita.

Laura

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Il reining, il dressage americano

Il reining, che tra le discipline western è in Italia la più seguita, viene paragonata al dressage; infatti il binomio deve dimostrare di essere in perfetta sintonia durante l’esecuzione di schemi (pattern) la cui precisione e armonia sarà valutata dai giudici di gara. Il cavallo deve rispondere prontamente agli ordini del cavaliere, che devono essere il più impercettibile possibile dall’esterno.
I pattern sono predefiniti nel regolamento dell’NRHA, associazione americana madre della disciplina. Prima di ogni gara viene stabilito il pattern da eseguire e ogni deviazione dallo schema è considerata errore. Le figure principali del reining sono:

Sliding stop: è forse la figura più conosciuta e spettacolare. Il cavallo viene fatto galoppare con andatura progressiva, e al comando del cavaliere blocca i posteriori per fare una lunga scivolata aiutandosi con gli anteriori per avanzare.

Fonte: Irene

Spin : si tratta di 4 giri di 360 gradi che il cavallo compie attorno a sè stesso facendo perno sui posteriori e incrociando gli anteriori, prima in un senso e poi nell’altro.

Fonte: Irene

Cambi di galoppo : devono essere eseguiti al volo, quindi senza transizioni al trotto, dando l’impressione che non vi sia alcuno sforzo del cavallo e con un comando da parte del cavaliere che deve essere il più impercettibile possibile.

Cerchi grandi e piccoli : devono essere eseguiti a varie velocità, e viene premiata la precisione della figura.

Rollback : si esegue subito dopo lo stop: appena terminato lo sliding stop, il cavallo si gira di 180 gradi facendo perno sui posteriori e riparte subito in linea retta al galoppo.

Back : anche questa manovra viene eseguita dopo lo stop e il cavallo deve indietreggiare velocemente.