Curiosita' · Discipline · Storia

Tutti in carrozza / Pistoiese

La pistoiese, anche chiamata dottorina, era la carrozza più utilizzata dai dottori o più in generale dai professionisti che dovevano spostarsi velocemente in città. Si trattava di una carrozza agile a due posti e quattro ruote che si guidava direttamente dalla seduta in pelle posta sotto la capotte. Esistono modelli con solo due ruote sempre con capotte in pelle o tela che ricordano molto la pistoiese, ma che hanno altri nomi.
Un altro utilizzo che se ne faceva erano le gite fuori porta; solitamente in quel caso si trattava di vetture con colori più vivaci e chiari.

Articolo scritto in collaborazione con Adamo Martin
Servizi in carrozza
www.serviziincarrozza.it
Facebook: @serviziincarrozza

Curiosita' · Discipline · Storia

Tutti in carrozza / Landau

Il Landau (pronuncia landò) era una carrozza prevalentemente privata, quindi guidata da un cocchiere che era al servizio di una casata nobiliare o dell’alta borghesia; raramente era una carrozza ad uso pubblico poiché si trattava di una vettura elegante e piuttosto grossa, retaggio quindi delle famiglie più abbienti.
Il Landau rispetto al Milord, poteva ospitare più persone (massimo quattro) perché era provvista di due sedili vis à vis posti nella parte retrostante al cocchiere; aveva inoltre la comodità di poter coprire i sedili dei trasportati tramite una struttura rigida che si chiudeva su stessa o tramite due soffietti a specchio, in caso di maltempo.
Il Landau si dice prenda il nome dalla città tedesca di Lindau dove fu progettata e costruita per la prima volta.

Articolo scritto in collaborazione con Adamo Martin
Servizi in carrozza
www.serviziincarrozza.it
Facebook: @serviziincarrozza

Curiosita' · Discipline · Storia

Tutti in carrozza / Milord

La carrozza Milord è un po’ la carrozza per eccellenza dell’800. Poteva essere utilizzata come vettura privata, guidata da cocchieri al soldo di famiglie nobili o borghesi abbastanza altolocate, oppure pubblica, guidata da conducenti in proprio e che venivano affittati per corse a pagamento all’interno delle città più popolose. Era generalmente utilizzata per il trasporto cittadino durante il giorno e la notte, per normali commissioni o per raggiungere luoghi di svago come il teatro.
Il Milord “pubblico” aveva solitamente colori sgargianti alle ruote e agli assali come giallo, rosso e blu e il cocchiere vestita pantaloni che coprivano tutte le gambe e portava il cilindro. Il Milord “privato” era una carrozza più elegante, generalmente di colore blu scuro o nero con finiture di pregio, e il guidatore portava pantaloni più corti, lo stemma della casata sulla coccarda infilata sul cilindro e lo stemma nobiliare sui bottoni della giacca.

Articolo scritto in collaborazione con Adamo Martin
Servizi in carrozza
www.serviziincarrozza.it
Facebook: @serviziincarrozza

Consigli · Curiosita' · Discipline · Let's talk horses · Sport

Let’s talk horses #17

LAVORO IN SEZIONE

E’ la classica gestione delle lezioni di gruppo, in cui i binomi lavorano in fila indiana.
In cima alla fila c’è un “capo sezione” e in fondo un “cavallo di coda”.

IN-OUT

Conosciuto anche come “dentro-fuori” è un esercizio con una serie di barriere a terra o cavalletti posizionati a distanza ravvicinata tra loro (circa 3 metri in genere), all’interno dei quali non si fanno falcate. E’ un ottimo modo per ginnasticare il cavallo e mantenere il ritmo dell’andatura costante.

SCARTARE

E’ un’azione immediata e senza preavviso che il cavallo compie, per esempio a causa di uno spavento, spostandosi improvvisamente tentando la fuga dalla fonte di paura. Può avvenire anche subito prima di un salto se l’azione del cavaliere non è decisa e precisa, o se c’è qualcosa che impaurisce l’animale.

Curiosita' · Discipline · Sport · Storia

Micropillola / Show hunter vs show jumping

Forse ti sarà capitato di vedere un binomio in un campo in sabbia che salta ostacoli ma di aver saputo poi che si trattava di una competizione di hunter. E’ molto facile confonderlo col ben più noto show jumping o salto ostacoli, ma ci sono alcune differenze sostanziali.
Iniziamo però dalla storia di questa disciplina, che come dice il nome, ha le sue origini nell’antica pratica della caccia a cavallo, un tempo considerata un passatempo per persone nobili e facoltose, e che veniva condotta su percorsi di campagna, spesso cosparsi di piccoli ostacoli naturali come tronchi, cespugli, piccole recinzioni. Ad oggi i concorsi di hunter non hanno niente a che vedere con l’attività venatoria, ma si premiano quelle qualità che un tempo sarebbero state necessarie per una battuta di caccia: compostezza, andature comode e regolari, un’azione sicura e armoniosa sul salto. La disciplina dell’hunter è praticata soprattutto nei paesi anglosassoni come Regno Unito, USA e Canada e al momento non è disciplina olimpica.


Arriviamo ora a quelle che sono le principali differenze tra hunter e salto ostacoli.
La differenza maggiore è il modo in cui i concorrenti vengono giudicati: mentre nel salto ostacoli il giudizio è oggettivo perché si basa sulla velocità e sul numero di penalità commesse, nell’hunter il giudizio è soggettivo, e i giudici sono chiamati a votare come si presenta il binomio esteticamente e livello di affiatamento, la fluidità e la regolarità delle andature, la correttezza dei tempi tra un salto e l’altro ecc.. Il cavaliere viene quindi chiamato ad essere preciso e composto e a curare molto l’assetto.
Altra differenza è la tipologia del percorso: nel salto ostacoli vengono inserite difficoltà tecniche come girate strette o combinazioni di salti complessi, mentre nell’hunter il percorso è generalmente più lineare e semplice.
C’è anche una lieve differenza per quanto riguarda il modo di vestirsi: i cavalieri dell’hunter solitamente tendono ad avere un look più conservatore e formale, così come i finimenti del cavallo sono sottoposti a particolari regole; nel salto ostacoli ci sono meno regole per quanto riguarda l’abbigliamento di cavaliere e cavallo, per cui c’è più scelta e la possibilità di optare per uno stile più casual.